Web Zero Zero: ovvero il concetto di “tempo reale” nelle isole
Luglio 21st, 2007 by Voodoobytesman
Per molti mesi l'anno, sempre troppo pochi, vivo e soprattutto lavoro alle Eolie. La mia base è Panarea. (sì, vabbè, lo so…)
Qui ho molti clienti, in numero crescente. Ne ho acquisito uno nuovo, su un'altra isola dell'arcipelago. Ovviamente non posso dirvi altro.
Come primo urgentissimo lavoro questo cliente mi chiede di aggiungere subito una galleria fotografica delle case in affitto che ofre tramite il suo preesistente sito. Le foto erano state scattate con fotocamera digitale e questo, credetemi, sarà, nel proseguio della storia, il più alto punto di tecnologia possibile. Leggete il resto.
Il cliente, per altro un giovane di meno di 30 anni, non sapeva inviarmi le foto per mail. Pur avendo un computer non sapeva come fare e anche se lo avesse saputo avrebbe avuto difficoltà a spedirmi decine e decine di foto (inutilmente in altissima risoluzione, ma questo è un altro discorso) attraverso la lenta ed intermittente connessione dial-up col modemino che fa crishhhhhhhhhh…
Dunque? Dunque si ricorre alle autostrade informatiche isolane. Sentite qua (tenete conto che tutte le comunicazioni tra di noi si sono svolte per telefonino quando e se i nostri rispettivi avevano segnale, cosa rarissima). Le comunicazioni via e-mail, pur possibili e senz'altro più veloci e comode del dover stare in cima ad uno scoglio per captare deboli segnali, sono state da lui ignorate:
1° giorno: gli chiedo di mettermele su un Cd-Rom, ma non ha Cd-Rom e non se ne vendono a sulla sua isola.
2° giorno: Mi dice: "… ci sarebbe un mio amico che va a Milazzo e me ne può portare, ma non torna prima di una settimana…"
3° giorno: per affrettare le cose colgo l'occasione del fatto che mio padre va a Lipari e gli faccio comprare due (non si sa mai) Cd-Rom vergini.
4° giorno: ne faccio un simpatico pacchettino e tramite una conoscenza, indispensabile quaggiù, lo consegno ad un marinaio degli aliscafi che collegano le isole e glielo faccio arrivare (vedi foto).
5° giorno: copie da parte del cliente (presumo)
6° giorno: nessuna notizia
7° giorno: mi giunge la notizie che i dischetti verranno inviati sempre tramite il protocollo di trasmissione dati preferito nelle Eolie ovvero, tramite pacchetti AeAM (Aliscafi e A Mano)
8° giorno: un conoscente mi fa sapere, poichè lo incontro per caso, che i dischetti sono a disposizione all'agenzia marittima di Panarea
9° giorno: li ritiro.
Posso mettermi a lavorare. Ma non subito, meglio aspettare qualche giorno. Dovessero spaventarsi di aggiornamenti in tempo reale.
Ha un senso questa storia?Â
grazie per il resoconto dei trasporti alle Eolie  ho riso proprio tanto tanto! e non so se perchè non sono più soggetta a queste trafila e quindi la risata era liberatoria o solo perchè tutto questo, che fa sgranare gli occhi a chi vive sul continente, è tragicomico ma assolutamente reale, e mi rendo conto che può sembrare un’invenzione.
Il tempo si dilata e uno impara anche ad avere pazienza.
Il ritmo frenetico della vita moderna, come diceva Ernesto Calindro pubblicizzando, tanti anni fa il Cynar, lì è ancora al di là dal divenire…
Simpatico il tuo articolo! Ma non disperare a volte è un bene che in certi posti non siano arrivati i mezzi e le idee che sono già arrivati in altri… potresti riuscire a guadagnare qualcosa sfruttandoli tu.. Â
Sia ben chiaro.
Il mio articolo non era una presa in giro degli isolani, nè un’apologia della tecnologia.
Pensare che esistono posti ove certe “features” del mondo moderno non essitono piace anche a me, è turisticamenter ilassante, ma è pensiero da “ciber-colonialista” che tanto poi torna sul continente. E quelli che ci vivono tutto l’anno se ne fottono di essere un’eccezione socio-culturale.
Comunque era una considerazione di come il tempo si allunga in certi posti e di come una tecnologia che potrebbe veramente “liberare” dall’ “isolamento” stenti ad arrivare proprio dove più sarebbe urgente.Â