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	<title>Commenti a: Web e scuola: il fattore K</title>
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	<description>ovvero: un antropologo fra i bytes</description>
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		<title>Di: Silvana</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/web-scuola/comment-page-1/#comment-498</link>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 09:29:44 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ÂMi sento molto vicina alle &#8217;sofferenze&#8217;pioneristiche di Carlo e Simone (per una fase abbiamo anche condiviso un percorso di formazione).</p>
<p>Ma credo di aver trovato una soluzione intrinseca per continuare con serenitÃ  la mia sperimentazione rinunciando apriori ai grandi numeri. Qualche anno fa ho deciso di dar vita a ScribaLAB, un laboratorio di scrittura on line italiano-inglese, perchÃ¨ utile alla mia didattica e alle mie attivitÃ  di formazione docenti.</p>
<p>Il laboratorio con i suoi tools Ã¨ aperto a tutti i docenti e studenti che ne fanno richiesta, il suo utilizzo Ã¨ assolutamente gratuito, ma gli unici a lavorarci sono un centinaio di miei studenti ogni anno e i colleghi che lo vogliono e non sono tanti (nella mia scuola neanche il 10%). Questo 10% Ã¨ preziosissimo, va bene cosÃ¬, mi ripaga ampiamente delle mie continue piacevoli fatiche.</p>
<p>Silvana </p>
<p>P.S. Per chi vuole saperne di piÃ¹:Community Scuola<br />
SCRIBALAB<br />
Silvana Piruccello e Gianluca Tramontana ci raccontano come funziona ScribaLAB, laboratorio-luogo della scrittura, delle scritture possibili accanto alla riflessione sulla comunicazione, la storia e la didattica della scrittura.<br />
<a href="http://www.elearningtouch.it/et/modules/home/vedi.php?id=46" rel="nofollow">http://www.elearningtouch.it/et/modules/home/vedi.php?id=46</a></p>
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	<item>
		<title>Di: EduPodcast &#187; Blog Archive &#187; Studenti, docenti e contenuti. Il cerchio (didattico) si chiude sulla forma?</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/web-scuola/comment-page-1/#comment-497</link>
		<dc:creator>EduPodcast &#187; Blog Archive &#187; Studenti, docenti e contenuti. Il cerchio (didattico) si chiude sulla forma?</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 21:38:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Allora Ã¨ il contenuto, che conta? Eppure proprio sul contenuto spesso casca l&#8217;asino. E&#8217; l&#8217;opinione di Simone Mazzucconi e Carlo Columba che argomentano in un post dal titolo &#8220;Web e scuola: il fattore K&#8220;. I due autori avevano lavorato ad una piattaforma Web dedicata alla scuole, ma, risolti i problemi tecnici e predisposto lo spazio, il problema diventano i contenuti: quali, come e a chi tocca predisporli. Queste le conclusioni: Un&#8217;altra cosa che abbiamo capito Ã¨ che la scuola, come sistema, non ha ancora imparato ad usare il web, non ha cominciato a servirsene nÃ© per migliorare lâ€™offerta formativa, nÃ© per facilitare i rapporti con lâ€™utenza. La realizzazione del sito della scuola si rivela essere, quasi sempre, iniziativa di qualche singolo e appassionato docente! Dura qualche tempo e poi non riesce a trovare le forze e le motivazioni per sostentarsi. [&#8230;] Puoi avere il CMS piÃ¹ facile e performante del mondo, in due click sei sul web, ma se una volta sul web hai paura, con tutto quel ciberspazio vuoto, puoi urlare quanto vuoi, ma â€œnessuno ti sente gridareâ€! (Alien). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Allora Ã¨ il contenuto, che conta? Eppure proprio sul contenuto spesso casca l&#8217;asino. E&#8217; l&#8217;opinione di Simone Mazzucconi e Carlo Columba che argomentano in un post dal titolo &#8220;Web e scuola: il fattore K&#8220;. I due autori avevano lavorato ad una piattaforma Web dedicata alla scuole, ma, risolti i problemi tecnici e predisposto lo spazio, il problema diventano i contenuti: quali, come e a chi tocca predisporli. Queste le conclusioni: Un&#8217;altra cosa che abbiamo capito Ã¨ che la scuola, come sistema, non ha ancora imparato ad usare il web, non ha cominciato a servirsene nÃ© per migliorare lâ€™offerta formativa, nÃ© per facilitare i rapporti con lâ€™utenza. La realizzazione del sito della scuola si rivela essere, quasi sempre, iniziativa di qualche singolo e appassionato docente! Dura qualche tempo e poi non riesce a trovare le forze e le motivazioni per sostentarsi. [&#8230;] Puoi avere il CMS piÃ¹ facile e performante del mondo, in due click sei sul web, ma se una volta sul web hai paura, con tutto quel ciberspazio vuoto, puoi urlare quanto vuoi, ma â€œnessuno ti sente gridareâ€! (Alien). [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano Lenzi</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/web-scuola/comment-page-1/#comment-159</link>
		<dc:creator>Stefano Lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2007 09:13:14 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Â L&#8217;esperienza Ã¨ effettivamente molto rappresentativa della realtÃ &#8230; Ã¨ la mia stessa impressione&#8230; il web e le tic in genere corrono troppo rispetto al dinosauro scuola. Il fattore umano Ã¨ quello determinante piÃ¹ che mille innovazioni al secondo, certo Ã¨ che bisogna dare senso a questa corsa di innovazione&#8230; altrimenti tutto lo sforzo di oggi non servirÃ  neanche per domani&#8230; e sarebbe davvero triste.<br />
Concordo anche con Silvio che il problema sono anche gli utenti&#8230; mi chiedo esistono?<br />
Nel nostro giornalino on line (appena nato) i commenti sono pochi e vengono dagli stessi ragazzi che ci hanno lavorato per ora&#8230;. <img src='http://www.voodoobytes.info/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' />  sigh!</p>
<p>Alla prossima<br />
Stefano Lenzi Prato<br />
Insegnante di lettere</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Silvio</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/web-scuola/comment-page-1/#comment-155</link>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2007 11:33:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.voodoobytes.info/web-scuola/#comment-155</guid>
		<description>Credo che a scoraggiare l&#039;impegno nella creazione di un sito web scolastico sia anche la mancaza di una massa critica di utenti che renda &quot;indispensabile&quot; l&#039;utilizzo del sito. Se il prof e l&#039;alunno possono ricercare ciÃ² che gli Ã¨ necessario al di fuori del web perchÃ© collegarsi sistematicamente? Se le energie impegnate dal manutentore del sito sono superiori a quelle risparmiate dagli utenti, perchÃ© darsi da fare? D&#039;altro canto se le informazioni importanti fossero solo sul web non si discriminerebbe coloro che non hanno un computer o coloro che hanno un blocco &quot;bitcognitivo&quot;? Il passaggio Ã¨ molto lento, Ã¨ una nuova cultura che deve affermarsi. Le avanguardie come al solito sono in sofferenza. 
Quando le nuove generazioni (penso alle mie figlie) guideranno le scelte sociali si potrÃ  avere una svolta, anche se non globale. Penso a tutti i ragazzi della periferia di Palermo che al massimo hanno la pleistescion e abbandonano la scuola dopo la terza media. Allora forse i nostri nipoti potranno veramente vivere in una societÃ  digitale. Ma il mondo dove sarÃ  arrivato? e, soprattutto, ci sarÃ ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che a scoraggiare l&#8217;impegno nella creazione di un sito web scolastico sia anche la mancaza di una massa critica di utenti che renda &#8220;indispensabile&#8221; l&#8217;utilizzo del sito. Se il prof e l&#8217;alunno possono ricercare ciÃ² che gli Ã¨ necessario al di fuori del web perchÃ© collegarsi sistematicamente? Se le energie impegnate dal manutentore del sito sono superiori a quelle risparmiate dagli utenti, perchÃ© darsi da fare? D&#8217;altro canto se le informazioni importanti fossero solo sul web non si discriminerebbe coloro che non hanno un computer o coloro che hanno un blocco &#8220;bitcognitivo&#8221;? Il passaggio Ã¨ molto lento, Ã¨ una nuova cultura che deve affermarsi. Le avanguardie come al solito sono in sofferenza.<br />
Quando le nuove generazioni (penso alle mie figlie) guideranno le scelte sociali si potrÃ  avere una svolta, anche se non globale. Penso a tutti i ragazzi della periferia di Palermo che al massimo hanno la pleistescion e abbandonano la scuola dopo la terza media. Allora forse i nostri nipoti potranno veramente vivere in una societÃ  digitale. Ma il mondo dove sarÃ  arrivato? e, soprattutto, ci sarÃ ?</p>
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