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Qualcosa da dirmi? info AT voodoobytes.info

Bisogna ammetterlo: questa volta i francesi hanno fatto una cosa ganza (si direbbe in Toscana).

Probabilmente la scopro in ritardo, fra i musicomani deve essere già conosciutissima, ma io che musicomane non sono, ma pur apprezzo la musica, ne sono venuto a conoscenza solo leggendo un articolo del Nouvel Observateur, fiero di questa creazione franco-francese.

Parlo di Deezer un portale multilingua (come chiamarlo?) sul quale puoi ascoltare, sottolineo ascoltare, non scaricare, gratuitamente la musica. Cerchi in database, trovi, clicchi e la musica parte, subito. Ed è tutto legale e gratuito.

Ma come sono state convinte le majors discografiche a mettere a disposizione i loro cataloghi? (E si parla di milioni di titoli. 3,7 milioni per l'esattezza, pari all' 85% del catalogo mondiale.)

Semplice, sono stati convinti dai due creatori, i francesi Jonathan Bennassaya e Daniel Marhely (ovviamente meno di 50 anni in due, li pòssino!) con questa proposta cinica e sfrontata: invece di farvi scaricare illegalmente la musica, che tanto ve la scaricano lo stesso, li volete metà degli introiti pubblicitari raccolti dal nostro sito che fa più di 5 milioni di contatti??

E così uno va su Deezer e ascolta tutta la musica che vuole, compresi gli album appena usciti. E se uno si registra, non è obbligatorio, può creare e ritrovare la volta successiva la playlist della musica preferita.

Con molte altre caratteristiche di cui non sto a parlare ed alcune finezze come il fatto che se passi bruscamente da un pezzo all'altro fa una dissolvenza incrociata.

Come è tutto molto Web 2.0 (o più) tutto questo. Infatti, che bisogno c'è di "possedere" la musica quando la puoi ascoltare?

Specialmente da quando non ci sono più gli LP in vinile, che erano parte integrante dell'opera (e spesso del suo successo), che gusto c'è a detenere e intasare il proprio hard-disk con un migliaia di files audio, pur mp3 che essi sianno?

Sì lo so, per metterla poi su Ipod (o CD) e sentirla in metropolitana. Beh, allora te la compri. E' possibile anche su Deezer, tramite Amazon o Itunes. E anche questo è business leggero, leggerissimo, 2.0. I suddetti Deezer's boys (garçons) ci guadagnano sulle commissioni senza oberarsi di gestioni di transazioni o-line. Infatti se c'è qualcuno che già fa qualcosa e bene, non diventare concorrente, alleatici. Lo dicevano anche gli antichi romani. [Che li hanno battuti i Galli, checchè vogliano farci credere con Asterix.]

Ma tornando alla musica grazie a questo servizio mi riascolto musica sepolta dalla polvere degli anni: come in questo momento "E' festa" della Premiata Forneria Marconi!

E nella mia playlist ho già messo  "Help me girl" di Eric Burdon & The Animals, che mi portò alla fine degli anni '60 mio padre dagli States.

E' proprio vero, Memories are made of this… (Dean Martin)

 

—- p.s. due giorni dopo 

Sono appunto due giorni che ho scoperto Deezer e ne sono entusiasta. Mi sto ascoltando tutta la musica che non avevo mai osato comprare, da Carmen Miranda ai Rita Mitsouko, a Gloria Esteban… 

One Response to “Musica leggera, molto leggera”

  1. on 24 Nov 2008 at 14:22 Carlo Columba

    Grazie della segnalazione, non ne avevo idea!
    Ho particolarmente apprezzato il post-script: quanto da te riportato, ovvero della dinamica di poter ascolate la musica che non si ha avuto mai l’opportunità o il coraggio di comprare, senza dubbio è stata una delle molle propulsive del p2p. A questo punto possiamo tutti diventare molto più corretti! ;)
    Â

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