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Libero dal curriculum

Improvvisamente mi rendo conto, con sollievo, che alla mia età (che non voglio qui ripetere) sono libero da tante cose. Una di queste è quella di avere un curriculum vitae.

Non ho più bisogno (e soprattutto voglia) di dimostrare nulla a nessuno e comunque, alla mia età (cfr. Rita Pavone, "Alla mia età"), sarà molto improbabile che qualcuno voglia assumermi e mi chieda dunque un curriculum.

Dunque basta tenerlo aggiornato, basta scervellarsi per fare apparire come prestigiosi incarichi lavori stagionali mal pagati, basta celare il cattivo voto di maturità (immeritato ovviamente) e la mancanza di lode alla laurea.

Basta, io sono quel che sono stato nel bene e nel male.

E mi viene voglia ora di scrivere o curriculum improbabili o curriculum assolutamete fuori di tutte le regole degli spin doctors con i loro consigli per ben apparire.

Mi viene voglia di scrivere un curriculum realistico ove si evinca quel che sono ora (oramai) e soprattutto ero veramente, quando postulavo, mentendo il mio entusiasmo, di entrare alla Bocconi per un master (ma figuriamoci!), alla ITALCABLE (che si dice "italcable", come si legge e non "italchebl", come venni immediatamente ripreso al colloquio, perchè è spagnolo), all'ALITALIA, alla F.A.O., all'AMERICAN EXPRESS, all'Ente Autonomo per le Fiere di Bologna (???), all' Azienda Municipale Servizi Ambientali di Milano (monnezza meneghina in altri termini), alla Rizzoli, alla Ethicon ~ Johnson & Johnson (shampista!?) come desumo citando solo alcune aziende che hanno ricevuto il mio CV e di cui gelosamente conservo in un fascicolo le lettere di garbato disinteresse alla mia candidatura.

Un tempo era il fascicolo del mio fallimento, ora lo guardo piuttosto con occhio intenerito e divertito (feci questo?) e la piacevale sensazione di scampato pericolo.

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