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La macchina dei sogni

ATTENZIONE, parlo in parte di cose tristi. Cinici o troppo sensibili saltate questo post.

In quest'epoca di allegro e dilagante Facebookismo, di social networking banalizzato, io continuo a praticare un "data mining" amicale fatto con mezzi propri (motori di ricerca soprattutto). Nelgi ultimi anni, grazie ad Internet, ho ritrovato e riallacciato contatti con molte persone che credevo perdute nei gorghi della vita (che immagine poetica, eh?).

E devo dire che lo trovo molto interessante e che me la cavo benino.

Qui voglio citare solo due episodi, fra molti altri.

Un paio di anni fa ho ritrovato un'amica di infanzia, un (grande) amore infantile in verità. Purtroppo solo per sapere che le restavano pochi giorni di vita a causa di una malattia incurabile. Ne sono rimasto turbato, ma era stata così gemutlich la nostra (unica) susseguente conversazione telefonica, così complice a distanza di tanti anni, così piena d'affetto, che mi aveva dato profonde emozioni.

L'ultima mail mi annunciava che sarebbe venuta a trovarmi con un amica  ("sai non posso guidare con 'sta roba in testa"). Poi un terribile silenzio. Qualche tempo dopo ho saputo per altre vie che non ce l'aveva fatta. Ma averle parlato ancora una volta, una volta sola (grazie web!) lo considero un gran bel regalo che la vita mi ha fatto.

 

Meno triste, ma altrettanto emozionante, un ritrovamento di qualche giorno fa. Per motivi editoriali troppo lunghi da spiegare qui e ora cercavo notizie di un mio compagno delle medie e che non vedevo da quell'epoca. Le ultime notizie che avevo di lui, non verificate e risalenti a decenni, dicevano che aveva tentato la Legione Straniera!

AAmici di altri tempiCerco su Google, ma niente che potesse essere collegato a lui appariva.

Poi, quasi per abduzione (C.S. Pierce) provo su Google Immagini e … bingo! Nella descrizione di una foto si fa menzione di lui!!!

E' una foto sbiadita del 1971 (dunque alle medie!) della squadretta di calcio del suo quartiere. Guardo bene e … lo riconosco… così come lo ricordavo, un po' trasandato, ma originale, così come per me è sempre rimasto nella memoria.

Emozionante, mi sembrava quasi di essere nel film "Fino alla fine del mondo" di Wim Wenders ove c'è una macchina che permette d proiettare i sogni su uno schermo.

 

One Response to “La macchina dei sogni”

  1. on 31 mar 2009 at 18:51 Annie

    Molto toccante ed emozionante e… magico!Â

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