Io sono un altro!
Dicembre 5th, 2008 by Voodoobytesman
Mi scrivono persone per chiedermi se sono questo tizio su Facebook.
No, io non sono lui!
(un omonimo, porca paletta, cosa c'è di più frustrante, minaccia e depressione della tua individualità universale?!)
Posso assicuravi che, oltre ad essere più bello, i miei gusti discordano competamente da quelli da costui indicati, piuttosto fatui e modaioli. Non amo le Adidas, le Nike , l' iphone, i Ray-Ban (un pochino, ce ne avevo uno splendido paio di mio padre, ma li ho persi) , detesto i Simpson, non sopporto i Beatles… E' (anche) per far sapere al mondo che hai gli stessi "gusti" di milioni che ci si iscrive?
Un'amica (coetanea, dunque non giovanissima) che mi invitava ad iscrivermi, al mio rifiuto ha replicato: "ma dai, sciogliti, vieni anche te!" (cfr, quanto già scritto a proposito di Facebook e commenti).
Sono un introverso narcisistico (per questo ho un blog), e me ne vanto. Lo assumo o lo rivendico. Se dovessi indicare un personaggio nel quale mi identifico sarebbe il Dr. House (vedi l'interessante saggio "La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo. Ma resto un introverso e non vedo, forse non voglio, fare nuovi "amici" (che sembra al giorno d'oggi un obbligo e si esibiscono come un portfolio), perchè credo più nella qualità che nella quantità (vedi sotto). Dunque mi coltivo con mezzi più "tradizionali" (Google, e-mail) i vecchi amici. E anche quelli persi li ritrovo da solo.
Proprio ieri sera alla televisione francese (France 2) parlavano dei pericoli insiti in Facebook, pericoli ai quali non credo troppo e sui quali i giornalisi si buttano e alimentano e amplificano per i loro scoop.
Vendita dei profili? Mah, non c'è certo bisogno di Facebook.
Mancanza della privacy? Basta non iscriversi…
False identità? Possibile, vedi me stesso!
Pare però che Facebook et simila siano oramai molto importanti nelle elezioni. I maggiori uomini politici mondiali (Obama, Sarkozy) e gli altri (Berlusconi) hanno il loro profilo e molti cloni.
C'è una vera e propria corsa ad avere più "amici" come indice di popolarità. (Il partito di Sarkozy ad esempio ha un Facebook Team che tiene d'occhio la situazione, segnala i falsi e cerca di fare salire in classifica il capo).
Può essere… Ma io la sensazione che, come Second Life (do you rember, chi ne parla più?), sia una moda passeggera. Il popolo di Internet è mutante e transumante.
Ma quanti bytes e neuroni sprecati!
Comunque resta un po' "deroutant" (come dimo noantri) ritrovarsi su Facebook…
“Ma dai, sciogliti” è meraviglioso, come se il punto fosse una sorta di timidezza o ritrosia del reprobo. Mi pare che chi frequenta feisbuc abbia ben poco senso critico e sia incapace di mutare prospettiva. Ma magari mi sbaglio.
Caro Simone, varco per la prima volta la soglia di questo ieratico luogo virtuale
non solo e non tanto per maritalis affectio, quanto per tranquillizzare gli amici:
anche io ho su Facebook un paio di omonimi che non mi piaccciono per niente. Io sono ben altro!
La tua ritrosia per il nuovo fenomeno massmediatico la davo per scontata, se è vero che un pochino ti conosco.
Io che ci sono dentro fino alla caviglia, lo considero solo uno dei tanti sintomi dell’inarrestabile tendenza degli utenti a spezzettare/sminuzzare/digerire/metabolizzare il Web e di ricavarne una porzione in qualche modo edibile.
Dalla fruizione sorda e muta alla rocambolesca autorialità . Dalla solitudine alla condivisione.
Il senso di appartenenza si coagula e si rafforza.
Da web 1.0 a Web 2.0, ammesso e non concesso che questa classificazione sia rispettabile e, soprattuto, utile.
Mi piace di FB l’ilarità , l’ironia e l’autoironia degli utenti intelligenti e sereni, di quelli, per esempio, che si iscrivono al Fun Club di Gasperino Er Carbonaro, di Bertrand Russell piuttosto che di Mario Vanni. Il senso di appartenenza (di cui sopra) implode in un’orgia moltiplicatoria; amico di tutti,quindi ancora una volta e disperatamente, amico di nessuno.
Anche io gli amici veri so bene dove stanno e se li voglio mi attacco al telefono.
Non mi interessa che mia cognata mi dia la buonanotte su FB, o che mia moglie mi chieda, sempre su FB, di comprare il pane.
Mi interessa casomai il vociante giovanilismo, un po’ sciocchino, che impera, mi interessa questo modo virtuale di placare la solitudine e l’assenza di dialogo attraverso questo rilucente non-dialogo.
Mi interessa, in ultima analisi, il fenomeno in sè.
E non voglio che a spiegarmelo sia il sociologo, il giornalista o, peggio ancora, il Mazzucconi di turno.
Lo voglio capire da me e da dentro.
Resterò comunque, il riottoso timido di sempre.
Con imperitura stima trasudante di affetto.Â
Paolo
p.s.: mi sono segnato al Fun Club di Gigi D’Alessio, ho fatto male …. ?
Âdalla turris eburnea del tuo solipsismo, semplicemente, forse, non sei (più) capace di vedere nelle cose il loro sorriso e la loro lacrima…
e io…su Facebook ho pochissimi amici, credo che non ne troverò altri oltre questi pochi; non sono iscritta ad alcun Fan Club (anche se ci sono davvero delle perle), ignoro qualunque invito a sostenere cause o personaggi pubblici…
…solo avevo pensato che se ci fosse stato qualcuno con cui mi sarebbe piaciuto essere in presa diretta (e Fb non è uguale a Skype, a Messenger alla posta elettronica o a un blog:per niente!), questo qualcuno saresti stato tu…ma spesso i nostri cuori rispondono a stelle che non voglion saperne di noi.
la tua amica coetanea dunque non più giovanissima, ma ancora fanciullina dentro
love&kisses,
Francesca
Rispondo agli amici Paolo e Francesca (in nomine sunt consequentia rerum, son anche marito e moglie) che mi hanno esternato le loro impressioni si Facebook.
Lo faccio perché considero un onore che abbiamo lasciato un loro commento sul mio umile blog, perche sappiano che tengo conto delle loro opinioni (come di quelle di tutti), e perché sto sforzandomi di capire un fenomeno di cui mi sfuggono i meccanismi (o da cui rifuggo).
Il fatto che due persone intelligenti come loro, pur con motivazioni e sentimenti diversi ci siano dentro, mi fa convinto che debba approfondire.
Mi limito qui ad un piccola osservazione.
A Paolo piace l’ambiente un po’ caciarone di FB, Francesca invece mi fa una lusinghiera, e non sa quanto apprezzata, professione di affetto e desiderio di incontrarmi on-line, ora che non son più dalle sue parti. Ne sono veramente toccato ed emozionato, ma mi deve spiegare perché su FB e non, ad esempio, con lunghe tenere appassionate e-mail (Paolo non leggere).
Leggendo i loro commenti mi è venuto in mente un’immagine: in entrambi i casi vedo una sorta di desiderio di “muretto virtuale”.
Ovvero il tipico luogo ove i ragazzi(ni) si incontrano, il muretto o altro luogo facente funzione. Io ad esempio da giovanetto avevo il “triangolo”, ovvero uno grossa aiuola spartitraffico triangolare. Più in là ebbi gli scalini di Viceré, un bar. Poi crebbi.
Il muretto, ovvero il luogo ove si creano e rinsaldano combriccole, si critica gli altri, ci si mostra gli ultimi gadget, si fuma la prima sigaretta…
Che vuol dire questo? Non lo so.Si potrebbe tirare fuori le abusate categorie sociologiche, il desiderio di ricreare una micro-comunità (ma su scala planetaria!), lo stare tutti insieme “vicini vicini” (ma a distanza!), la voglia di esserci comunque.
Francesca mi taccia di solipsista è ha probabilmente ragione. Il fatto è che se un fenomeno sociale (o culturale, libro, film) ha subito troppo successo, mi insospettisco e mi ritraggo (vedi miei articoli su Second Life…).
E se FB deve rafforzare il senso di appartenenza (Paolo), ecco allora proprio ne resto fuori. Perché a me piace, snobisticamente, distinguermi, ahimè, non confondermi. E come diceva un tale che ora no so dire chi fosse (sarà stato il solito Wilde?): “Un vero gentleman non segue la moda, non la ignora, ne tiene conto”
Â
ciao Simone, a proposito di fb: anche io mi sono iscritto… e cancellato. Il fatto é che veramente nasce un intreccio pazzesco ed intrigante, che confonde e svaluta anche un pochino il tuo dialogare. Ad una mia amica ho scritto poi una mailche non ha trovato risposta perché probabilmente controlla fb e non la sua posta personale.  Che alla gente piaccia di piú rimanere sul vago del collettivo piuttosto che addentrarsi su pericolosi e responsabilizzanti percorsi personali? della serie: mal comune mezzo gaudio? Tovo il fenomeno disperdente e dispersivo, da quando un pó di gente sa tanto di me e mi opprime con richieste di amicizie, mi sento un pó piú solo e svuotato di una parte di privacy e segretezza necessarie al mio vivere come persona unica e irripetibile ed ancor meno clonabile. MI incuru´rioscisce e spaventa anche un pó, tutta questa gente che non riesce a star sola a discutere tra me e te senza un pubblico di migliaia di persone che se cnoscessi di persona, magari neppure sarebbero mie amiche. UN consiglio: una volta ottenuti i ganci necessari per cercare chi volete, cancellatevi, schiodatevi, o rimarrete impigliati nella …rete come pesci destinati alla padella. auguri a tutti e grazie per lo spazio di discussione. Marino da berlino
Ciao Simone Â
ti ho contattato oggi per la prima volta e … ho commesso l’errore di chiederti se sei iscritto a FaceBook, ricevendone uno scandalizzato “Noooooo!” che spero non pregiudichi il nostro lavorare insieme
Arrivo qui da una tua risposta, in cui hai inserito – da “introverso narcisistico” come dici – l’indirizzo del tuo blog.
Che dirti? Mi sono iscritto due o tre mesi fa e FaceBook mi piace.
Dice Marino “tutta questa gente che non riesce a star sola a discutere tra me e te senza un pubblico di migliaia di persone”. Qui forse la tua risposta a te non la leggono in migliaia, ma l’ho letta io che sono uno sconosciuto … dov’è la differenza? Non so se sia voyerismo … ma io mi sono già affezionato a “Paolo e Francesca”. Quindi forse tornerò qui per vedere cosa vi dite … e allora perché non anche su FB?
A me – anch’io “introverso narcisistico” (e dunque ho subito inserito l’indirizzo del mio blog
– non piace seguire le mode, fare quello che fanno gli altri. E dunque, per esempio, non ho mai frequentato SecondLife.
Per curiosità e per mestiere provo a frequentare molti ambienti 2.0. In alcuni non ritorno. Di altri divengo un frequentatore abituale. FB è fra questi.
Sto ristabilendo rapporti con miei studenti degli ultimi 20 anni, ho chiacchierato con Francesca che andava al nido con mio figlio Daniele nei primi anni 80 e che non ho più incontrato dopo le elementari, ogni tanto scambio una battuta con Selyn, un’insegnante turca con cui ho partecipato al primo meeting di un progetto senza scambiarci una parola (sono introverso, appunto) e che al prossimo meeting ritroverò come amica, …
Ho aperto un gruppo per gli studenti della mia ex-scuola che in questi ultimi 20 anni hanno partecipato a scambi con l’estero e stiamo raccogliendo foto di allora (un allora che per alcuni è il 2008, per altri il 1991, … ho avuto lì l’informazione su un convegno interessante cui andrò lunedì … e poi domani sono sicuro che riceverò molti auguri di compleanno.
A risentirci