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Qualcosa da dirmi? info AT voodoobytes.info

A volte mi capita di uscire dalla tecnosfera o ciberspazio che dir si voglia.

Mi rendo conto  che quello che mi sembra il mondo "normale", fatto di bytes che corrono su connessioni Wi-Fi, Blog, opens source, web 2 e 3,  non è affatto il mondo di tutti. Siamo solo una percentuale ancora bassa a vivere con Internet (cfr. questi dati).

E poi  c'è il solito problema della visione etnocentristica delle cose (ecco ritorna l'antropologo che è in me!). La stampa parla della sempre più pervasività e permeabilità tra biosfera e tecnosfera. Che è (parzialmente) vero solo per il mondo occidentale.

Ma parla ancora poco del "digital divide", "fracture numèrique" (come la chiamano in Francia"), frattura digitale, ovvero del fatto che noi, occidentali, siamo solo una frazione minima rispetto al resto del mondo ad usare le tecnologie della Rete. (vedete questo interessante grafico animato).

Dunque il Mondo Altro, 3° o 4° che sia e che è maggioritario è fuori dal "business". Esclusione che contribuisce a farlo restare vieppiù indietro. Noi andiamo a 1000, loro a 10. Chi arriverà primo? Noi discettiamo sul Web 2.0, loro non c'hanno l'energia eltettrica.

Ma detto Mondo Altro (espressione che piacerebbe al mio professore di Antropologia Culturale, Alberto Maria Cirese), il Mondo Altro dicevo, non sta con le mani in mano, si organizza e cerca di colmare questa frattura. Con modalità originali, interessanti e a volte più intelligenti delle "nostre".

E' per questo che ho ritenuto interessante riportare  e tradurre alcuni brani di un articolo dal titolo "La Rete in capo al mondo" apparso sul supplemento a "Le Monde" n° 19227 di sabato 18 novembre 2006 dal titolo "Benvenuti nella Tecnosfera".

"Internet? Una moltitudine di informazioni alla portata di tutti… Basta potersi connettere quando non c'è nè telefono nè elettricità. Un po' dappertutto vengono escogitate  soluzioni originali per favorire l'accesso alla rete da parte dei più sfavoriti o isolati. Giro del mondo dell'arte di arrangiarsi.

[BRASILE]

 

Un computer su Cd-Rom
Il computador da um real costa  davvero 1 real (0,37 euro) ma non è un vero computer. Si tratta di un CD-ROM personalizzabile, protetto da password, con la funzione di ufficio mobile per le persone senza computer. Possono immagazzinarvi i loro dati da scuola o da un cibercaffè. Dei video familiarizzano i principianti con le operazioni di base. L'obiettivo della società Samurai è quello di fornire alle famiglie modeste uno strumento a basso costo per familiarizzare con Internet e per imparare a considerare il computer come un semplice terminale di servizio e non più come un equipaggiamento indispensabile.

[Ruanda]

 

La stazione Wi-Fi solare
Nyarukamba: qui non c'è né elettricità né fornitore di accesso di Internet. Ma gli abitanti di questi villaggi beneficiano di una connessione a 128 Kbyte/s. La stazione Internet solare è stata sviluppata dalla società Inveneo (www.inveneo.com) . Comporta un pannello solare di 100 W per alimentare un computer concepito per condizioni climatiche estreme e che necessita di pochissima energia (12 W). Un'antenna Wi-Fi a lunga portata permette di recuperare il segnale da una postazione di connessione situata ad otto chilometri. Questa postazione è essa stessa connessa a Internet via satellite, Adsl, o una rete di telefonia cellulare. Quaranta scuole e comunità rurali in Africa ne beneficiano (costo 2000 dollari nella versione base)

[Kenya, Uganda, Tanzania, e Etiopia]

 

Una stazione radio multimedia
A prima vista è una banale radio. Ma contiene una scheda “magica” che gli permette di ricevere dati multimedia, attraverso il satellite africano Worldspace. Un adattatore converte i dati ricevuti in modo che testo, foto e audio possano essere scaricati su un computer nel loro formato originale. L'installazione è completata da una mini parabola staccabile. Soluzioni da “campo” (pile, batterie d’auto, pannelli solare) sopperiscono al problema della mancanza di elettricità. La rete Arid Land Information Network (www.lin.or.ke)  di utilizza questa tecnologia per trasmettere informazioni al 2500 lavoratori sociali e scuole nei villaggi e isolati (Kenya, Uganda, Tanzania, e Etiopia).

[…]

[India, Cambogia, Costarica, Uganda, Paraguay]

 

Il postino passa alle 11
La comunicazione in tempo reale non è fra le principali preoccupazioni degli abitanti dei villaggi che non hanno nei computer né elettricità. Ma anche loro vorrebbero approfittare dei servizi di Internet. Partendo da questa constatazione, sei giovani del Massachusetts Institute of Technology hanno inventato e brevettato per le zone rurali la tecnologia DataMules (letteralmente “muli da informazione”).
I “postini  Internet” della loro società indiana, DakNet (www.unitedvillages.com) partono per il loro giro in moto, camion, autobus o canotto con a bordo un'antenna Wi-Fi di corta portata e un hard disk. Nei villaggi coperti dal servizio, un computer a energia solare e un'antenna Wi-Fi campeggiano in un "chiosco  Internet". Per qualche rupia, gli abitanti dei villaggi possono depositarci ogni giorno del loro e-mail di loro file da trasmettere le loro ricerche Google, e anche dei messaggi telefonici pre registrati.Quando il postino arriva, trasferisce via Wi-Fi il contenuto del chiosco Internet sul suo hard disk e nello stesso tempo attraverso il medesimo sistema scarica i file “portati" dalla città. Di ritorno al suo ufficio spedirà attraverso la sua connessione  ad alta velocità il contenuto della sua "saccoccia” ai destinatari.Il  servizio, molto economico, dei messaggi telefonici pre registrati e spediti per telefonia su Internet ottiene un grande successo, a tal punto che in certi villaggi dell’ Orissa (centro-est dell’India), il postino passa tre volte al giorno.
In Cambogia, 150 scuole utilizzano lo stesso servizio, infinitamente meno costoso di una connessione per satellite. Alcune zone rurali del Costarica, dell'Uganda, del Paraguay sono coperte dallo stesso servizio. Daknet non beneficia di alcuna sovvenzione. I fondatori hanno deciso di farne un'impresa redditizia permettendo ad ogni intermediario di fare un piccolo guadagno sulla vendita delle loro carte pre pagate DakNet o di crearsi il proprio lavoro diventando gestore di chiosco Internet, postino, tecnico."

 

Credits:

Le bandiere 

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