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Grazie all'interessante articolo su Cablogrammi, il blog di Massimo Russo e soprattutto al video che anch'io riporto sotto mi è ora molto più chiaro cosa si intende per WEB 3.0 (o semantico) .

Come al solito l'informatica non ha inventato nulla di nuovo; si è solo appropriata di concetti preesistenti (della tassonomia e dell'osservazione scientifica) e grazie alla sua potenza li ha fatti suoi. (It's still the same old story, a fight for love and glory…, Casablanca, il film).

E ha fatto bene. 

Guardando il video di David Huynh, tratto dal sito di Parallax [un prototipo di motore di ricerca semantico] ho finalmente capito che il cosiddetto Web Semantico (fa figo, eh?) altro non è che un'implementazione di quello che da tempo si sapeva, ovvero che è il punto di vista che fa l'oggetto.

O, detto altrimenti, che un oggetto può avere molte "faccette" come spiegavano Louis Rosenfeld e Peter Morville nel loro monumentale, ma fondamentale, Architettura dell’informazione per il World Wide web, [Hops Libri, Milano 2002].

Ma meglio di 1000 mie parole, imperfette e balbuzienti, vale appunto questo video. E' in inglese, ma fate un sforzo, ne vale la pena e poi come diceva un mio collega d'antan, "chi non sa l'inglese è fuori dal business" .

Forse non vi interessa il business, ma il mondo in cui vivrete forse sì.

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