Il pensiero selvaggio
Novembre 28th, 2008 by Voodoobytesman
"Odio i viaggi e gli esploratori…" (incipit di Tristi tropici di C. Lévi-Strauss)
Io bubo, bubo, (in toscano, bubare=borbottare), ma bisogna dire che qualche aspetto positivo il vivere in Francia ce l'ha.
Per esempi la possibilità di sentire in radio e vedere alla televisione (Arte) tutta una serie di reportages su Claude Lévi-Strauss, in occasione del suo 100° compleanno (!!!) che ricorre oggi. Considero Claude lévi-Strauss il mio maestro spirituale (vedi riquadro sotto la mia foto adolescenziale).
Che cose intelligenti, che balsamo per la mente sentirlo, che vita…
Mi avvicinai alla magnifica scienza dell'antropologia culturale per caso, perchè giovane matricola a Lettere e Filosofia a Roma (1977, anno topico), restai colpito dal nome della materia, mai sentita prima di allora.
Ma dalla casualità si passò, con la lettura meravigliata, sofferta e travagliata dei libri di Lévi-Strauss, alla passione che mi portò alla laurea in tal materia. E così ho sudato meningi e sognato di popoli lontani con il bellissimo "Tristi tropici", il difficile "Il crudo e il cotto" o "Il pensiero selvaggio", solo per citare quelli più famosi. E le sue analisi, le sue dicotomie, la più celebre quella dell'opposizione tra natura e cultura, hanno contribuito alla mia formazione e al mio sguardo sul mondo (web incluso).
C'entra poco questo con un blog che dovrebbe essere di informatica e Web? Forse… forse no… ora ve lo trovo un collegamento…
… la prima volta che sentii parlare di informatica fu proprio ascoltando un colloquio del mio professore di Antropologia Culturale, Alberto Maria Cirese, con un laureando. Io, a quel tempo, sapevo che esistevano i computer e che qualcuno gli usava, ma così come sapevo che esistevano i sommergibili e che qualcuno ci andava dentro, ovvero mai avuto a che fare.
Il laureando che mi precedeva nel colloquio col prof portava come tesi di laurea un programma per computer per la formalizzazione dei sistemi di parentela di non so quale popolo. (Dovete sapere che i sistemi di parentela sono la cosa più complessa da descrivere. Ce ne sono di matrilocali e patrilocali, unilineari e a discendenza doppia. Il nostro, detto cognatico, a noi pare banale perchè ci siamo dentro, ma lo sapevate che appartiene ad un filone molto più ampio, apparentato a quello eschimese?)
Comunque, informatica e antropologia! A me pareva fantascienza allora e reputavo un po' matto e furbino il mio collega laureando.
Ma era la ricerca di di una soluzione al difficile progetto-sogno di Lévi-Strauss, ovvero individuare la logica sottostante a tutti i sistemi di parentela al di là della loro varietà, ossia la struttura invariante rispetto a cui essi sono tutti trasformazioni.
Non so se ci riuscii il mio collega ed io, ignaro del destino che mi riservava la vita, presi per la mia tesi una strada più classica.
E invece io son qui a digitare, cliccare, "navigare" nel web…ma son rimasto un selvaggio.
Buon compleanno, Monsieur Le Professeur Lévi-Strauss! Et merci.