Il fattore umano
Settembre 20th, 2006 by Voodoobytesman
Stamane sono andato alla Posta, inteso come ufficio postale, perchè dovevo, ahimè, pagare una contravvenzione per sosta vietata (capita, quando ci si sposta nel mondo reale).
Erano mesi, se non anni, che non entravo in ufficio postale. Da tempo oramai disbrigo ogni pratica amministrativa e/o burocratica sul Web, dove è possibile.
Ed è possibile anche pagare le multe on-line, lo sapevate? Molti comuni lo fanno. Purtroppo non quello in cui mi sono "beccato" la contravvenzione.
Vabbè, mi sono detto, per una volta tanto torniamo indietro, con spirito paleo-antropologico, nel vecchio millennio.
Davanti a me c'erano 3 persone. Poco male, ho pensato, faccio presto. Se non che, chi era già davanti all'unica impiegata (parlo di un ufficio postale sperduto in un posto molto molto isolato), ha avuto un problema di conteggio di soldi. Ecco l'anello debole del processo, quello umano.
Risultato si è dovuto ricontare tutto il contante in cassa. Operazione infinita. E anche snervante veder contare tutti quei soldi. Vengono cattivi pensieri.
Spazientito, ho fatto un giro, ho fatto altre commissioni, sono tornato, ero stato anche fortunato che sempre tre persone davanti avevo, ma la situazione non era cambiata, erano ancora a dirimere la questione. Ho aspettato un quarto d'ora, ho letto tutti i tristi manifesti ai muri, ho aspettato mezz'ora, ho letto tutti i depliant.
Poi sono fuggito. La multa la pagherà un'altra volta.
E poi sento ancora dire che la Rete disumanizza e ci rende schiavi di una tecnologia!
O che in servizi on-line spesso sono troppo costosi. In quel momento, in un ufficio sporchino, squallido e caldo avrei pagato qualsiasi cfra perchè mi si togliesse il fastidio di stare in coda quando avrei potuto fare mille altre cose più interessanti.
Io adoro tutto quel che mi libera e migliora la qualità della MIA vita, che è poi l'unica che ho e non voglio passare in coda in ufficio postale.