Gli strani casi di Voodoobytes: il computer che grida (screaming pc)
aprile 25th, 2009 by Voodoobytesman
Anni fa avevo un simpatico vicino di casa. Un distinto signore che incontravo tutti i giorni rientrando in motocicletta da lavoro. Faceva passeggaire il suo cane (un orribile e bavoso bulldog).
Generalmente mi limitavo a fargli un cenno con la mano, ma ogni tanto mi fermavo a salutarlo per bene. Doveva essere fissato sui rumori perchè di tutto quello che poteva essere lodato della mia motocicletta (allora nuova nuova) lui era affascinato da un aspetto particolare:
"…ma che bel rumore che fa, soffice, gradevole a sentire…"
Questo suo entusiasmo per i miei tubi di scappamento non poteva che farmi piacere. Ovviamente ebbi la malaccortezza di dirgli in una di queste occasioni che lavoravo nell'informatica. Noi del mestiere, come i medici, non dovremmo mai rivelare con cosa campiamo. Con i dottori infatti condividiamo il triste destino di incappare sempre in quello che ha il "dolorino" persistente o "la stampante che non stampa" o che non sa "come si fa a salvare in PDF." Non si scappa.
In casi del genere bisognerebbe sempre fare come una mia amica dottoressa che, quando durante una festa gli dissi che avevo male da qualche parte, mi rispose: "… e a me che me ne frega…?". A posteriori debbo riconoscere che era la risposta giusta per situazioni del genere. Il malcapitato (io in quella occasione) rimane scioccato, capisce il messaggio e non ci prova mai più.
Ma, come al solito divago.
Dunque un giorno, sicuramente nel fine settimana, quando volevo occuparmi solo dei miei asini e delle mie piante di pomodori, il mio vicino, come era prevedibile ed ineluttabile, mi telefona e scusandosi molto (grrr…) mi espone il suo caso:
"… da qualche giorno non riesco ad usare il computer. Come lo accendo incomincia a fare un verso strano, c'è come una sirena o un campanello fortissimo e sullo schermo appaiono tanti segni strani… e si blocca, non va più avanti, mi tocca spengerlo per non uscire di cervello con quello stridìo… Potrebbe mica fare un salto? Vuole che glielo porti? Che sia un virus?" – aggiunge allarmato (ecco la giunzione fra medicina ed informatica).
"Che segni strani?" – interrogo paziente, già prefigurandomi un invasione o di dover scarpinare fino alla sua colonica.
"Come tante 'i' , iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, tutto lo schermo è pieno…"
"Mi faccia sentire al telefono che rumore fa…" (speranzoso tentativo di teleassistenza pre-web)
Lo sento trafficare e poi effettivamente un lancinate grido di altoparlante interno…
"E le iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii sono ricominciate…" – fa il vicino disperato.
Mhm…. Mumble, mumble… Lampo di genio…
"Provi a dare un bottarella sul tasto i della tastiera…"
"Come?"
"Sì, il tasto con la lettera I (e che diamine) sulla tastiera… Come dovesse scrivere… (imbranato avrei voluto dire) … 'imbuto'" – dico con un filino di pazienza in meno.
Sento un clic e il PC urlante finalmente trova pace…
Si era SOLAMENTE incastrata la I.
"Oh, bella, ha smesso…" – fa il vicino sorpreso – "Lei è un mago del…"
Se c'è una cosa che non sopporto è essere chiamato mago del computer…
"Lasci stare… buon fine settimana e buon lavoro, torno a dare il concime alle piante…"