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Il monoammortizzatore ed io...Lo ammetto: io sono uno che di fronte alle novità è sempre molto sospettoso.
Spesso penso che siano delle "bufale". A volte ci piglio, a volte no.

Fra le poche volte che ci ho preso:

  • - videodischi (precursori del cd-rom)
  • - la telefonia wap 

Fra le molte volte che non ci ho preso 

  • il monoammortizzatore posteriore sulle moto da cross quando praticavo questo sport.
  • il freno a disco sulle suddette moto
  • il walkman
  • i telefonini portatili
  • i blog

Ecco è proprio dei blog che voglio parlare. 

Inizialmente li ho visto come un fenomeno da ragazzini, poco più che un'estensione del (per me) insopportabile uso degli SMS che i giovani fanno…

Poi ho capito che  tutto questo "postare" era cosa buona e in fondo anche giusta.
Che ognuno guardava il blog del vicino, sia essa vicinanza intesa come comunanza di interessei, o geografica o di amicizia o di lavoro. Si formavano piccole comunità virtuose, non in senso morale, ma nel senso che ogni post dell'uno generava un'idea dell'altro che magari inseriva un post che generava ecc. ecc.

In fondo (e Tim O'Really è d'accordo con me Cool) è una replica su Web del normale processo endopsichico di connessioni sinattiche e esopsichico di scambio di idee. (Sì, a volte mi piace giocare coi paroloni…)

Certo tutto questo genera miliardi di web-chiacchiericci inutili. C'è spazzatura a non finire.

Parafrasando una splendida poesia di Toti Scialoja si potrebbe dire

Il web oscilla
tra il sublime e l'immondo
con qualche propensione
per il secondo…

Vero, molto rumore semantico, avrei detto prima.

Ma è ininfluente, in quanto ognuno di noi sa discernere. Ed i buoni software di blogging, quale appunto Wordpress che qui utilizzo anche. Hanno infatti la  sezione blogroll o link.
Ove ognuno tiene a mente e segnala ai propri visitarori solo i "chiacchiericci" secondo lui utili o interessanti. Si forma così un reticolo cognitivo che non fa che del bene. Che foma la lunga coda ("the long tail") secondo  l'espressione di Chris Anderson ovvero la materia prima di cui  è fatto il web del terzo millennnio. (Vedete a proposito una rappresentazione grafica con possibilità di cliccamento verso le definizioni Wikipedia della "nuvola" web 2.0.)

E a chi scrive, a me, il blog serve anche per dare ordine ai propri pensieri, riflettere, capire se penso bischerate, dare un "luogo" e una memoria alle mie estemporanee riflessioni, fare outing socio-informatico…

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