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	<title>Voodoobytes</title>
	<link>http://www.voodoobytes.info</link>
	<description>ovvero: un antropologo fra i bytes</description>
	<pubDate>Tue, 20 May 2008 13:16:52 +0000</pubDate>
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		<title>Messaggi di errore o errori di messaggio?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 13:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>

		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

		<category><![CDATA[e-diosincrasie]]></category>

		<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito al post precedente ho ricevuto alcune segnalazioni di messaggi inquietanti provenienti dal profondo dei chips dei computer o dai meandri della rete. Vi invito a mandarmene altri per fare un piccolo museo degli errori-orrori.
Da icastic.com mi segnalano che la posta online di TopHost (per altro ottimo ed economico servizio di web hosting) d&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito al post precedente ho ricevuto alcune segnalazioni di messaggi inquietanti provenienti dal profondo dei chips dei computer o dai meandri della rete. Vi invito a mandarmene altri per fare un piccolo museo degli errori-orrori.</p>
<p>Da <a href="http://www.icastic.com" target="_blank" title="Icastic">icastic.com</a> mi segnalano che la posta online di <a href="http://www.tophost.it" target="_blank" title="Tophost">TopHost</a> (per altro ottimo ed economico servizio di web hosting) d&agrave; questo bellissimo messaggiol:</p>
<p><strong>&quot;Login non riuscita per qualche motivo.&quot; </strong>(Dunque non facciamola tanto lunga!)</p>
<p>E poi, continua con sufficienza, possibilista (e vagamente derisorio, nel senso, brutto scemo controlla quel che digiti!): </p>
<p><strong>&quot;Probabilmente il nome utente o la password sono errati.&quot;</strong></p>
<p>Che &egrave; una versione automatica della toscanissima risposta che diede un mio collega alla allora direttrice della <a href="http://www.bncf.it" target="_blank" title="BNCF">Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze</a> per la quale sviluppavamo un software di catalogazione e che si lamentava di un malfunzionamento.</p>
<p><strong>&quot;Oh, direttrice, se &#39;un funziona, funzioner&agrave;!&quot; </strong></p>
<p>(ergo, la smetta di scassare&#8230; venne richiamato con urgenza dall&#39;amministratore delegato della societ&agrave; per la quale lavoravamo)&nbsp;</p>
<p>Ma torniamo agli <em>e</em>-rrori: io segnalo un bel messaggio autoronico del programma (utilissimo <a href="http://www.mailwhasher.net" target="_blank" title="LAva la posta PRIMA che arrivi da te.">Mailwasher</a>) che dice:</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/cryptic-message.gif" border="0" width="362" height="139" /> </p>
<p><strong>&quot;E&#39; capitato un errore interno: messaggio di errore criptico H239 (Nota: non avete fatto nulla di male)&quot;</strong></p>
<p>Autoironico perch&egrave; gioca sulla sua stessa cripticit&agrave;, rassicurante nel dirci che non &egrave; colpa nostra, visto il panico che prende sempre in questi casi.</p>
<p>Segnalo poi una bellissima pagina di errore del sito <a href="http://www.messagenet.it" target="_blank" title="Messagenet">www.messagenet.it</a> che dice:</p>
<p><em>Oops!</em></p>
<p><em>&quot;C&#39;&egrave; stato un errore interno. Non dovrebbe succedere, ma &ndash;si sa&ndash; in questo mondo nulla &egrave; perfetto&#8230; potrebbe essere un fenomeno sporadico, e quindi ti suggeriamo di riprovare tra qualche minuto.Ma potrebbe anche esserci un problema pi&ugrave; grave. In questo caso ti chiediamo scusa.<br />Non ti preoccupare, per&ograve;! I nostri sistemisti sono gi&agrave; stati informati: telefonini stanno squillando, email stanno arrivando, e il capo (forse) sta gi&agrave; gridando&#8230;&quot;</em></p>
<p>Che &egrave; un ottimo esempio di come abbassare, facendolo sorridere, il livello di frustrazione e di rabbia di un utente di fronte ad un errore&#8230; </p>
<p>Una versione web del lavoro del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Signor_Malauss%C3%A8ne" target="_blank" title="Malauss&egrave;ne">Signor Malauss&egrave;ne </a>(Pennac) il cui unico impiego, in un grande magazzino, era quello di venire duramente rimproverato di fronte al cliente che protestava per qualcosa&#8230;</p>
<p>Dio, come sono colto!&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Questo non è un post.</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/questo-non-e-un-post/</link>
		<comments>http://www.voodoobytes.info/questo-non-e-un-post/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 16:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>

		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

		<category><![CDATA[Tam tam echoes]]></category>

		<category><![CDATA[e-diosincrasie]]></category>

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		<description><![CDATA[Rieccomi. Dopo molto tempo. C&#39;ero, ma pensavo ad altro.
Stavo vagando su un sito di commercio elettronico francese, roba di hi-fi, computer, elettroqualcosa, niente di entusiasmante, la routine del cyber-shopping (pi&#249; per curiosare che per comprare vista l&#39;aria di crisi), quando in mezzo alle tante rutilanti immagini degli oggetti hi-tech offerti leggo:
Ce texte n&#39;existe pas 
(questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rieccomi. Dopo molto tempo. C&#39;ero, ma pensavo ad altro.</p>
<p>Stavo vagando su un sito di commercio elettronico francese, roba di hi-fi, computer, elettroqualcosa, niente di entusiasmante, la routine del cyber-shopping (pi&ugrave; per curiosare che per comprare vista l&#39;aria di crisi), quando in mezzo alle tante rutilanti immagini degli oggetti hi-tech offerti leggo:</p>
<p><strong>Ce texte n&#39;existe pas</strong> </p>
<p>(questo testo non esiste)</p>
<p><img src="http://cours.funoc.be/essentiel/article/img151/magritte.jpg" border="0" alt="Magritte" title="Magritte" width="400" height="295" align="right" />Resto basito, stupito, ammutolito (non &egrave; vero ero gi&agrave; muto, non parlo quando navigo nel web), rimango scimunito a fissare questo piccolo testo autoreferenziale e autonihilista. Si nega nel momento in cui si afferma. O il contrario, fate voi.</p>
<p>Mi viene in mente il famoso quadro <em><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/La_Trahison_des_images" target="_blank" title="La trahison des images (in francese)">La trahison des images</a></em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Magritte" target="_blank" title="Magritte su Wikipedia">Magritte </a>che riproduco qui accanto . </p>
<p>E mi chiedo: perch&egrave; questa frase sibillina, intrigante, inaspettata, fuorviante, magnetica esposta all&#39;internauta? </p>
<p>Un improvviso estemporaneo momentaneo impulso poetico del povero disegnatore di pagine di questo sito, costretto ogni giorno a reimpostarle con nuovi prodotti?</p>
<p>Un errore di query con un messaggio di errore di ammiccante ambiguit&agrave;?&nbsp;</p>
<p>Non lo sapro mai, perch&egrave; &egrave; apparso un attimo, poi ho cambiato pagina, quasi per pudore d fronte a questo atto di rivolta dadaista (di un umano o di un server, poco importa) o forse per paura di essere attirato in quel buchino nero di non esistenza.</p>
<p>Quando, ripreso il fiato della sorpresa e l&#39;intelletto, svagato dalla meraviglia, ho voluto ritrovarlo non c&#39;era pi&ugrave;. Quel testo non esiteva pi&ugrave;, davvero, come aveva annunciato. </p>
<p>Un attimo di poesia (o follia, che con la prima divinamente confina), uno stordimento, uno straniamento (R. Jakobson), un sensuale tentennamento, un sibillino impedimento, <a href="http://web.dsc.unibo.it/~giovenco/ig/FILG.HTM" target="_blank" title="Magritte e i filosofi">un filosofico sragionamento</a>, un pericoloso (ma quanto attraente) scivolamento nel non-sense, o che dir si voglia un olimpico annegamento del senso, <em>un derapage semantique</em> (sito francese &egrave;).</p>
<p>Un granello di imperfezione nell&#39;ostrica di una pagina web che ha generato, probabilmente per un attimo, forse solo per me, un&#39; incantevole perla. </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Elettro-bufale ambientaliste</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/elettro-bufale-ambientaliste/</link>
		<comments>http://www.voodoobytes.info/elettro-bufale-ambientaliste/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 11:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>

		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

		<category><![CDATA[Tam tam echoes]]></category>

		<category><![CDATA[e-diosincrasie]]></category>

		<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli amici di Gransassonews.it mi segnalano e chiedono lumi su Neroogle (mi secca un po&#39; linkare questo sito, ma netiquette oblige&#8230;) .
Volevo inizialmente (vedi oltre) credere alla buona fede di coloro che hanno creato tale iniziativa ambientalista. Infatti sostengono che utilizzando Google con sfondo nero si risparmierebbero milioni di watt di energia e dunque si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli amici di <a href="http://www.gransassonews.it" target="_blank" title="Gransasso news">Gransassonews.it</a> mi segnalano e chiedono lumi su <a href="http://www.nerooogle.com/" target="_blank" title="Nero che?">Neroogle</a> (mi secca un po&#39; linkare questo sito, ma netiquette oblige&#8230;) .</p>
<p style="background-color: #000000"><font color="#ffffff">Volevo inizialmente (vedi oltre) credere alla buona fede di coloro che hanno creato tale iniziativa ambientalista. Infatti sostengono che utilizzando Google con sfondo nero si risparmierebbero milioni di watt di energia e dunque si preserverebbe il pianeta dall&#39;inquinamento. Mhm&#8230; idea apparentemente buona, ma come al solito faccio qualche ricerca (con Google, a sfondo bianco) e vengono confermate le mie ciniche perplessit&agrave;.&nbsp;</font></p>
<p>Oltre al fatto di essersi appropriati, come alcuni hanno giustamente osservato, di un logo non loro, hanno riflettuto costoro che sugli schermi LCD, che pare siano ora il 75% del mercato), uno sfondo nero non risparmia un fico secco? <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2007/07/nerooogle-e-soci-promettono-risparmio.html" target="_blank" title="Attivissimo">Leggete quanto dice</a>, fra tanti altri, il solito ottimo blog anti-bufala di Paolo Attivissimo&#8230;</p>
<p>Ma non ero proprio sicuro che tale iniziativa (per altro non originale perch&egrave; ce n&#39; erano gi&agrave; state di analoghe) fosse cos&igrave; benevola e disinteressata. No, per niente sicuro, mi puzzava. </p>
<p>Ho fatto una semplice prova, ho cercato qualcosa con tale black site e cosa ho trovato in testa alle ricerche? Link sponsorizzati Google!!! Elementare Watson!</p>
<p>Ovvero un facile modo di guadagno per i gestori del sito. Che hanno approfittato della buona fede (e della ingenuit&agrave;) del popolo web.</p>
<p>E che hanno creato un cospicuo scambio di mail, chiamate Skype, post sui blog (incluso questo), visite al loro sito (!) aumentando cos&igrave; l&#39;entropia del cyber-universo ed il consumo di watt&#8230; (Di cui mi ero gi&agrave; occupato in <a href="http://www.voodoobytes.info/mondo-virtuale-inquinamento-reale/" title="Consumo web">questo articolo</a>)</p>
<p>Se proprio volevano farci risparmiare elettricit&agrave; era senz&#39;altro meglio se quel giorno, invece di dare inizio allo sviluppo della loro genialata non del tutto in buona fede, spengevano il computer&nbsp; e andavano a farsi una bella passeggiata (o altro), con la speranza che dimenticassero per sempre la loro idea. </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Se mi dai 100 euro&#8230;</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/se-mi-dai-100-euro/</link>
		<comments>http://www.voodoobytes.info/se-mi-dai-100-euro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 14:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

		<category><![CDATA[Tam tam echoes]]></category>

		<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavo frugando svogliatamente tra gli scaffali di Ebay Italia, da vero sfaccendato del web, quando l&#39;occhio mi cade su un annuncio che offriva a 100 Euro un computer portatile SONY VAIO nuovo&#8230;
Mi sembra strano. Ci clicco.
L&#39;annuncio completo diceva qualcosa del genere (ora &#232; stato rimosso e dunque non posso linkarlo ne riportarlo esattamente):
&#34;ATTENZIONE: LEGGETE BENE! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo frugando svogliatamente tra gli scaffali di <a href="http://www.ebay.it" target="_blank" title="Ebay">Ebay Italia</a>, da vero sfaccendato del web, quando l&#39;occhio mi cade su un annuncio che offriva a 100 Euro un computer portatile SONY VAIO nuovo&#8230;</p>
<p>Mi sembra strano. Ci clicco.</p>
<p>L&#39;annuncio completo diceva qualcosa del genere (ora &egrave; stato rimosso e dunque non posso linkarlo ne riportarlo esattamente):</p>
<p><strong>&quot;ATTENZIONE: LEGGETE BENE! Non vendo il portatile, ma metto all&#39;asta, l&#39;indirizzo del sito ove &egrave; possibile aggiudicarsi l&#39;oggetto in questione</strong>&quot; </p>
<p>e forniva anche un&#39;immagine tratta dal misterioso sito (ma che lo rendeva immediatamente individuabile) che spiegava per sommi capi il meccanismo sottostante all&#39;incredibile offerta. Che poi sarebbe quello dell&#39;offerta unica pi&ugrave; bassa. In altre parole, previo acquisto di &quot;gettoni&quot; da usare per ogni offerta, vince l&#39;oggetto in questione, da una Porsche ad un asciugacapelli, chi fa l&#39;offerta unica minore ed il solo a fare quell&#39;offerta.</p>
<p>N&#39;antro po&#39; svengo! Come, c&#39;era qualcuno che metteva all&#39;asta l&#39;indirizzo di un sito web ove, <u>spendendo</u>, potevi, <u>forse</u>, vincere un computer portatile. Trasecolo! </p>
<p>E la cosa pi&ugrave; incredibile era che l&#39;asta per questa preziosissima notizia, partita da un 0,01&euro; era gi&agrave; arrivata a 100&euro; con numerosi offerenti! Ovvero qualcuno era disposto a pagare per questa informazione! Informazione facilemente reperibile con una sempice ricerca Google.</p>
<p>Provate <a href="http://www.google.it/search?q=asta+ribasso&amp;sourceid=navclient-ff&amp;ie=UTF-8&amp;rlz=1B2GGGL_it___FR207" target="_blank" title="Asta al ribasso">asta+ribasso</a> ad esempio. E&#39; il primo che viene. Si chiama comunque <a href="http://www.bidplaza.it" target="_blank" title="Bid plaza...">bidplaza.it</a>, ma ce ne sono anche altri analoghi. Non &egrave; questa la sede, e non ho nememno voglia di analizzare il meccanismo, la veridicit&agrave; e l&#39;onest&agrave; di queste iniziative, per partecipare alle quali comunque ti viene chiesto dei soldi.</p>
<p>Quello che qui mi interessa, nelle mie ricerche antropologiche sul web, &egrave; soprattutto la &quot;faccia tosta&quot; di questo, anzi questa perch&egrave; era una donna (vedi oltre), che si vendeva la &quot;dritta&quot;.</p>
<p>Un po&#39; come se mettessi su Ebay &quot;<strong>Al migliore offerente un sistema per fare 2-3000 euro al giorno</strong>&quot; e poi, a chi vince l&#39;asta, dico di andare a raccatare le monete lanciate dai turisti alla fontana di Trevi. </p>
<p>Oppure &quot;<strong>Vendo a partire da 100&euro; l&#39;informazione su come diventare milionari.</strong>&quot; (= Superenalotto).</p>
<p>In altre parole quello che mi sembrava sfacciato, e geniale, era il fatto di vendere:</p>
<ul>
<li>1. un&#39; informazione dopotutto accessibile a tutti</li>
<li>2. con l&#39;aggiunta che non ti assicurava l&#39;oggetto, ma la possibilit&agrave; di averlo. </li>
</ul>
<p>Al che non ho resistito e ho scritto a questo web-furbastro queste sentite, sincere parole: <em>&quot;<span style="width: 500px"><font>Se riesci a farti pagare per un&#39;informazione che tutti sanno o possono facilmente sapere sei un genio. Complimenti&#8230;&quot;</font></span></em></p>
<p>Si &egrave; rivelata una inserzionista e mi ha gentilmente e candidamente risposto:</p>
<p><em><span style="width: 500px"><font>&quot;Non ho fatto n&egrave; pi&ugrave; n&egrave; meno di molti altri che puoi trovare su e-bay&#8230;la cosa per&ograve; ha preso un piede che non mi piace perch&egrave; non mi aspettavo che l&#39;asta partita da 1 cent potesse salire tanto e mi sento un po&#39; in colpa&#8230;daltronde l&#39;inserzione &egrave; chiara e quindi non so&#8230;&quot;</font></span></em></p>
<p>Ed infatti aveva ragione. L&#39;inserzione era chiara e non truffaldina. E se ne trovanoa ltre dello stesso tenore. Nella stessa sessione di vagabondaggio Ebay avevo anche trovato uno che ti vendeva l&#39;informazione di come avere un portatile (genere che va molto) pagandolo a rate su bolletta Telecom&#8230;</p>
<p>Comunque la signora (o signorina, come si dicva un tempo) deve essersi spaventata davvero perch&egrave;, come aho anticipato, ha ritirato l&#39;offerta. Peccato, doveva perseverare.&nbsp;</p>
<p>Non so nemmeno se ci sono estremi legali di raggiro di incapaci in queste offerte. Bisognerebbe indagare, ma non credo. E fondamentalmente non riesco neppure a biasimare questi estrosi inserzionisti. Ricordate il film &quot;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_San_Gennaro" target="_blank" title="Operazione San Gennaro">Operazione San Gennaro</a>&quot; e la storia dei barattoli di &quot;Aria di Napoli&quot;?</p>
<p>No, mi sono quasi simpatici ed anzi penso che se qualcuno &egrave; cos&igrave; tonto da offrire soldi per certi generi di &quot;beni&quot; &egrave; giusto che ci sia qualcuno che se li prenda. Basta avere la faccia come il &#8230;&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando il buon web-design scontenta il cliente</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/quando-il-buon-web-design-scontenta-il-cliente/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 21:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

		<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.voodoobytes.info/quando-il-buon-web-design-scontenta-il-cliente/</guid>
		<description><![CDATA[Signori della Corte, Onorevoli giurati,
confesso, a volte, anzi spesso, predico bene e razzolo male, ma devo pur mangiare e tengo pure famiglia. Ed in molti casi &#232; difficile restare puri ed onesti.
Lasciatemi spiegare fatti e antifattti, cause e moventi.
Ci sono costretto. Obbedisco agli ordini. (mhm&#8230; non dicevano cos&#236; anche i gerarchi nazisti? Si comincia male&#8230;)&#160;
Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signori della Corte, Onorevoli giurati,</p>
<p>confesso, a volte, anzi spesso, predico bene e razzolo male, ma devo pur mangiare e tengo pure famiglia. Ed in molti casi &egrave; difficile restare puri ed onesti.</p>
<p>Lasciatemi spiegare fatti e antifattti, cause e moventi.</p>
<p>Ci sono costretto. Obbedisco agli ordini. (mhm&#8230; non dicevano cos&igrave; anche i gerarchi nazisti? Si comincia male&#8230;)&nbsp;</p>
<p>Io sono un web designer, ovvero per dirla come magno, uno che progetta siti web. Mia madre non ha ancora capito bene cosa faccio, ma &egrave; comunque il mio lavoro. Ho per fortuna ancora clienti che mi chiedono di fare o rifare i loro siti web. </p>
<p>Ho anche insegnato ed ancora <a href="http://www.scform.unifi.it/lte/collaboratori.html" target="_blank" title="Laboratorio Tecnologie dell&#39;Educazione">insegno </a>materie quali &quot;scrittura per il web&quot;, &quot;buon web design&quot;, &quot;ottimizzazione per i motori di ricerca&quot; e soprattutto &quot;usabilit&agrave;&quot; ed &quot;accessibilit&agrave;&quot;.</p>
<p>Chi &egrave; stato o &egrave; mio studente &egrave; pregato di non ascoltare oltre. Abbandoni&nbsp; subito quest&#39; aula di tribunale e vada in altri siti, <a href="http://www.voodoobytes.info/mondo-virtuale-inquinamento-reale/" title="Articolo politicamente corretto">questo ad esempio</a>, ove la mia immagine non venga offuscata dalle abiezioni che sono costretto a confessare nella difesa che segue. </p>
<p>Queste belle materie, dicevo, contribuiscono alla diffusione di un &quot;sapere web&quot; che dovrebbe mutare il ciberspazio da un minestrone digitale ad un&#39;universo creativo s&igrave;, ma con qualche norma di buon senso e di civismo (riduzione del &quot;digital divide&quot; per esempio). Ma tutte queste teorie e buone intenzioni si scontrano spesso con le richieste dei clienti. E si sa, per definizione il cliente ha sempre ragione.</p>
<p>Ed &egrave; soprattutto nella progettazione web, che il cliente vuole imporre la sua visione dl web. Vede il sito web come un ornamento della sua personalit&agrave; o attivit&agrave;, fatto a sua immagine e somiglianza. Non sa bene a cosa gli serva un sito web, ma lo vuole fortissimamente. Non sa quello che vuole, ma ha idee molto precise a proposito! Mi ricorda spesso la barzelletta di quell&#39;uomo che entrava in negozio di tessuti e chiedeva &quot;una stoffa a righe, ma non a pallini, a fiori!&quot;.  </p>
<p>Gi&agrave; dai primi contatti ricorrono immancabilmente alcune paroline che mi fanno correre un brivido lungo la schiena. Ovviamente il sito deve essere &quot;economico&quot;, &quot;semplice&quot;, ma altres&igrave; &quot;dinamico&quot; (intendendo elli con qualcosa che &quot;si muova&quot;, non basato su tecnologie server-side), &quot;colorato&quot;, &quot;simpatico&quot; con qualche &quot;animazione&quot;. Le richieste, in questo range comune, variano.</p>
<p>Ma immancabilmente, tutti chiedono che sia &quot;accattivante&quot;.</p>
<p>Ecco, quando io sento la parola ACCATTIVANTE&nbsp; &quot;<em>istintivamente metto la mano alla fondina della pistola</em>&quot;. E&#39; una citazione che non mi fa onore perch&egrave; &egrave; di H. Goering (lui si riferiva alla &quot;cultura&quot;). Ma &egrave; quello che provo.</p>
<p>E purtroppo questo &egrave; il meno perch&egrave; a quel punto inizia il vero combattimento. &quot;<em>Ce n&#39;est qu&#39;un debut&#8230;</em>&quot; dicevamo sulle barricate del Maggio francese.&nbsp;</p>
<p>Spesso non hanno nulla da dire, ma lo vogliono dire caparbiamente. E cercano in te la soluzione alla loro afasia. </p>
<blockquote><p><strong>CASO REALE: </strong>all&#39;inizio della mia carriera di libero professionista ebbi l&#39;incarico di progettare un sito per l&#39; ente organizzatore di corse automobilistiche di una certa categoria. Faccio un bozzetto (orribile, visto col senno di poi, e in contrasto con ogni buona norma di progettazione, ma erano altri tempi). Dispongo le foto che mi avevano fornito, ma ovviamente non metto i testi, in quanto non sapevo assolutamente che dire a proposito. Alla presentazione vedo il cliente innervosirsi di fronte a quelle pagine piene di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lorem_ipsum" target="_blank" title="Il significato di Lore ipsum"><em>Lore Ipsum</em></a>. Gli chiedo di fornirmi i testi per riempire le pagine. Al ch&egrave; sbotta: &quot;<em>ma se i testi glieli devo scrivere io, che la pago a fare!?</em>&quot; </p>
</blockquote>
<p>Inutile sottolineare che i testi vanno scritti differentemente dalla loro brochure, che la brochure stessa non pu&ograve; essere replicata sul web.O dal biglietto da visita. O dalle federe di un cuscino. (in un caso ho dovuto scannerizzare un ricamo sui cuscini di un hotel per estrarne il logo attorno alla quale costruire il sito! Pare uno scherzo ed invece &egrave; verissimo, ho i testimoni!) </p>
<p>Hai voglia di spiegargli che &egrave; controproducente la filosofia del &quot;famolo strano&quot;, gi&agrave; esemplarmente identificata dalla solita Sofia Postai; che&nbsp; ogni orpello tecno-mirabolante del sito &egrave; un ostacolo in pi&ugrave; che metti tra il visitatore, generalmente un potenziale cliente, ed il messaggio che vuoi far passare. O il bene o servizio che vuoi vendere. </p>
<p>Inutile dirgli che oramai sono finiti i tempi degli onnipresenti, invadenti, GIF animati, animazioni Flash, banner, scambio link. Per il cliente medio un sito che &quot;sta fermo&quot; &egrave; un sito povero, brutto, inutile.</p>
<p>Vano spiegare che in altri e pi&ugrave; schietti termini, al visitatore non bisogna romper i &#8230; cabas&igrave;si (direbbe Montalbano) con suoni e pirotecnie che ne disturbano la lettura solo perch&egrave; si vuole un sito pi&ugrave; &quot;fico&quot;.Inutile dirgli che ogni singolo elemento dell&#39;interfaccia deve essere pensato per facilitare il reperimento delle informazioni e la navigazione fra di esse. Che un menu con sfondo di acqua sciaguattante produce solo rumore semantico&#8230; Semantich&egrave;? Metta metta che l&#39;ho visto sul sito di un mio amico! </p>
<p>Difficile dirgli che la bozza Photoshop fatta da loro stessi, un cugino, una moglie, amica (amante?), zia, fratello o nonna con velleit&agrave; creative &egrave; difficilmente replicabile sul web se non a costo di sudore e lacrime dello sviluppatore e quindi del visitatore.&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>CASO REALE</strong>: all&#39;inizio dell&#39;estate scorsa vengo contattato da un signora, agente di un famoso attore francese che deve realizzare il proprio sito personale. Detta agente aveva creato lei stessa una &quot;maquette&quot; del sito (formato A4 che mi passa in PDF!). Si &egrave; gi&agrave; rivolta a colleghi francesi che non l&#39; hanno soddisfatta&nbsp; perch&egrave; le hanno realizzato un sito che assomiglia al suo progetto, ma non &egrave; identico. Poi di fronte le sue insistenze devono averla mandata a&#8230; Dunque si rivolge a me, chiedendomi se io posso farglielo esattamente come nel suo progetto (incurante di pesi in bytes, bordi, risoluzioni di schermo, parti invisibili). Io, tutto contento di acquisire un cliente importante francese dico: <em>mais bien sur, madame, pas de probl&eacute;mes&#8230;</em></p>
<p>Poi mi rendo conto. Allora con tutta la (poca) diplomazia che ho, cerco di farla ragionare, spiegarle il perch&egrave; alcune cose non si possono o dovrebbero fare, del perch&egrave; sarebbero controproducenti. Le propongo un progetto molto simile al suo, ma web-compatibile, con liquid design, leggero, elegante. Insomma ci perdo un sacco di tempo.</p>
<p>Passano mesi senza avere notizie: poi mi viene comunicato che l&#39;attore ha deciso altrimenti. Leggi: sta cercando ancora qualcuno che le faccia il sito come lei ha deciso. N.B. il sito non &egrave; ancora on-line. Bravi i colleghi francesi ad essersi liberati di una tale iattura.</p>
</blockquote>
<p>Io, da bravo antropologo, per&ograve; li capisco i clienti: manca ancora una diffusa cultura del web e in mancanza di questa si interpreta il fenomeno ed il medium con gli strumenti a disposizione. Lo si immagina ancora come un succedaneo della televisione o della pubblicit&agrave; su carta stampata. Non si sa che ha le proprie regole, i propri limiti tecnici, alcune norme di buon senso. Un proprio linguaggio. </p>
<p>Dunque si confondono volutamente i generi, se ne scimmiottano altri, si cerca di metterci di tutto. La filosofia imperante sembra essere:&quot; se si pu&ograve; fare bisogna mettercelo&quot;.</p>
<blockquote><p><strong>CASO REALE:</strong> proprio in questi giorni sto progettando e realizzando un sito per un piccolo cantiere nautico. Ovviamente le premesse erano le solite: sito &quot;economico&quot;, facilmente reperibile sui motori di ricerca, veloce da caricare (anche perch&egrave; il committente vive in zona non coperta da ADSL), un sito professionale , ma &quot;simpatico&quot;. Non ha detto &quot;accattivante&quot; perch&egrave; la parola non fa parte del bagaglio linguistico regionale del cliente, ma sono sicuro che lo vorrebbe cos&igrave;. Le prime pagine realizzate gli piacciono, ma&#8230; non ci si potrebbe mettere in home page quella foto che a <strong>lui</strong> piace tanto? Una foto che &egrave; impossibile inserire dato il taglio, ma che faccio i salti mortali per mettergliela comunque. <br />Vede il risultato e &#8230; in effetti non ci sta bene dichiara&#8230; ma&#8230; allora non ci si potrebbe mettere una musichina di sottofondo? <strong>UNA MUSICHINA DI SOTTOFONDO!?</strong></p>
</blockquote>
<p>Io, Signori della Corte, conoscendo i miei polli, ho messo su questo sito (e su altri, ahim&egrave;) animazioni Flash, video, animazioni .GIF, tutto quello che sapevo gli sarebbe piaciuto. </p>
<p>Per questo dunque, confesso, ho spesso derogato ad ogni buona norma di web design, di buon senso ed anche di buon gusto, ma L<strong>A MUSICHINA DI SOTTOFONDO NO!</strong> Fino a quel punto di bassezza morale no. Mi sono categoricamente rifiutato.</p>
<p>Per questo, Signori della Corte, onorevoli giurati, per questo sussulto di dignit&agrave; professionale, che sepro mi valga come umile attenuante, chiedo di essere assolto.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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