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Qualcosa da dirmi? info AT voodoobytes.info

Ho una cara amica che lavora in una rete televisa nazionale. E' nella redazione di un famoso programma che si occupa per lo più di sport. Non posso dire di più.

Sarebbe incaricata di ricercare notizie su personaggi e nella maggior parte dei casi contattarli direttamente. Il web dovrebbe essere il suo strumento di lavoro. Dovrebbe, ma così non è in quanto, mi confessa, "non trova le informazioni".

E allora si rivolge a me, pur distante e per lo più oltrefrontiera. "Simone, mi trovi per favore l'indirizzo di Xyz, mi cerchi un modo per mettermi in contatto con Tizio, campione degli anni '60 caduto nell'oblio?".

Io, la aiuto volentieri, alimentando in lei il mito di essere un "mago del web", capace di trovare qualsiasi notizia anche più recondita, piacevole massaggio al mio ciber-ego.

Ma attenzione, non è che la mia amica non sappia fare una ricerca su Google o altro motore di ricerca.
Sa usare il web, anche se ci è arrivata tardi (è una distinta signora mia coetanea), non è così out of date, anche se un pochino le piace questo personaggio di donna d'altri tempi…

Vezzi ottocenteschi a parte, trova anche le pagine giuste, dove ci sarebbero le informazioni che cerca o per lo meno il collegamento a ciò che cerca, ma lì si blocca la maggior parte delle volte. L'informazione è lì, davanti ai suoi occhi, ma lei semplicemente non la vede.

Anche oggi, mi ha chiamato disperata , davanti al sito della più grande Federazione sportiva del mondo e non riusciva a vedere ove cercare i contatti per scrivere a detta federazione. Ed era lì, con due click due ci sono arrivato e lo guidata telefonicamente, come presa per mano in un labirinto, fino alla pagina giusta.

E' un po' come se sapesse leggere le singole parole, ma non riuscisse ad estrarre le parti importanti del testo (tralasciando le note, i numeri di pagina, ed altri para-testi ininfluenti ai fini dell'informazione). Vede un tutt'uno angosciante e senza senso. In pratica le manca la sintassi del web.

E siccome ho notato in molti utenti del web questa web-dislessia, colgo l'occasione per fare una breve analisi il fenomeno. (si potrebbe allargare alle interfacce dei sistemi operativi, ma lo farò un altra volta).

Dunque: ci sono categorie di utenti, specialmente i non più giovani che ci si avvicinano in età avanzata e senza esperienza, che davanti ad una pagina web non sanno cogliere qual'è l'informazione e quale il contorno …

Ovvero, in una pagina in cui ci sono:

  • menu orizzontali (con eventuali sottomenu)
  • menu verticali
  • box di ricerca (con caselline di spunta, locale, web) 
  • annunci pubblicitati testuali
  • annunci pubblicitari in immagine (banner), fermi o in movimento
  • box di feed Rss
  • e varie mille altri eventuali…
  • + tante notizie fra cui quella notizia che cercano…

… ecco, questo tipo di lettori, la notizia che cercano, se la vedono, la trovano solo dopo un sforzo di attenzione enorme. Generalmente si mettono a leggere tutto, esattamente come farebbe un browser vocale per non vedenti. e dunque leggono una congerie di para-testo (lo chiamerebbe così il mio amico ed esperto Riccardo Ridi, ma non solo lui immagino) che li confonde e li frustra.

Web confusionMi immagino che questi e-dislettici vedano, con angoscia, un qualcosa del genere dell'immagine qui a fianco.

Come mai succede questo. Da quale parte dello schermo c'è un problema o un difetto?

Direi che il problema, che i web-designer dovrebebro prendere in conto, è da questa parte dello schermo, davanti, ovvero la parte ove generalmente risiedono gli umani.
Problema dovuto alla scarsa frequentazione soprattutto, ma anche per una sorta di timore reverenziale di fronte alla "macchina" (si ha paura di "rompere" qualcosa).
Certi utenti non hanno dunque sviluppato quel colpo d'occhio che il navigatore web esperto ha e che lo porta ad individuare in primis e a colpo sicuro l'hard core della pagina, poi dopo, se ne ha voglia, i parafernalia.

Probabilmente succederebbe così anche ad un lettore che non avesse mai visto un quotidiano, ma solo libri, e al quale fosse presentata la prima pagina di un giornale. Non saprebbe come orientarsi in tutti quei testi destrutturati (ai suoi occhi), senza sequenzialità, frammentari, con corpi tipografici differenti e con parti per noi ininfluenti (testata, pubblicità), ma per lui allo stesso livello.

Tornando al web, bisognerebbe che questi lettori web abituassero  l'occhio (o fossero addestrati) al caotico flusso di informazioni delle pagine web.

E siamo al punto:  se il lettore, questo tipo percentualmente non trascurabile di lettore, diciamo dai 45 in sù, che si avvicina solo ora al web (cfr. queste statistiche) ha un problema,  se non trova le notizie in un ambiente per il quale non ha per giunta ricevuto nessuna alfabetizzazione (nel 99.99% dei casi) bisogna ovviamente ricercare il difetto, per non dire la colpa, dall'altra parte dello schermo, ovvero in coloro che concepiscono i siti web come esercizi di stile grafico, come guazzabuglio pubblicitario, come deposito di tutto ed il contrario di tutto.

L'ayatollah del web design, nel suo manicheismo radicale, Jakob Nielsen, ha evidenziato il fatto che spesso solo una minima parte dello spazio di una pagina web è dedicata all'informazione. (cfr., cum grano salis, il suo sito di fatwa sull'usabilità, www.useit.com). (Questo è vieppiù valido nei cosiddetti portali.)

Probabilmente questi lettori non se ne sono ancora accorti: loro, nella loro ingenuità pre-web (altri lo chiamerebbero digital divide), non vedendo le gerarchie semiologiche, danno importanza a tutto. E i miei trascorsi di studio di Filosofia del Linguaggio (grazie Prof. De Mauro!) mi insegnano che c'è significato solo nella differenza.

Nei loro affaticati cervelli si genera così una sorta di "rumore bianco", che è quel riumore che copre qualsiasi altro suono (avete presente quello di una radio senza sintonia, o uno scroscio d'acqua? "Non sento, l'acqua scorre!").

Tengo a precisare e chiarire che non imputo loro nessuna colpa o peggio deficienza. Non è colpa loro se , A non sono abituati, B non si fa molto per agevolare la lettura dei siti. L'esperienza e una maggiore coscienza dei web designer potrà ridurre questo gap.

E' il solito problema dell'usabilità: ma non lo voglio affrontare qui.

Mi limito solo a citare, fra le tante altre, un importante e divertente risorsa per chi deve fare del buon design web, il libro di Steve Krug, "Dont let me think" (è in italiano, non preoccupatevi) ed il suo relativo sito.

E, forse sarebbe il caso, sapendo che spinti fra necessità di sovrapopolare di contenuti una pagina, esigenze pubblicitarie e machismi tecnologici, i web designer continueranno per molto tempo ancora a fare pagine non così non così usabili e dopo tanti manuali di buona scrittura (cfr. il sito di Lucia Carrada) e realizzazione del web, Sofia Postai, regina italiana del web design, di pensare ad un manuale sul come leggere il web.

Quasi quasi lo scrivo io, prima che ci pensino queste due…

One Response to “Dove sono le informazioni?”

  1. on 03 Mar 2007 at 16:52 dsegno

    ÂNel tuo interessante articolo hai fatto riferimento (giustamente) all’ hard core o, volendo usare un termine orribile ma efficace, al core business. La mia sensazione è che molti siti informativi (cerco di differenziarli da quelli commerciali) soffrano di una sorta di crisi di identità. Forse non sanno neanche loro se vogliono informare, intrattenere, o addirittura vendere qualcosa…

    Troppo spesso il “flusso” non proviene da una precisa necessità di comunicare e dalla considerazione delle caratteristiche del mezzo utilizzato. E’, di fatto, un flusso e basta, un riversamento  passivo di materiali e informzione da fonti diverse e su supporti diversi.

    Poi c’è l’attitudine ad usare l’accessibilità in modo ipocrita, (come spesso accade nei siti delle pubbliche amministrazioni).  Il sito “deve” passare indenne a tutte le certificazioni possibili, peccato che il cittadino si collega e, se ve bene, l’informazione è lì ma non la vede, molto più spesso è sotto un criptico sistema di navigazione creata da un sadico burocrate (cosa contro cui lotto inutilmente da anni).

    Infine, in generale (ma senza generalizzare), la marea di webmaster e programmatori che godono della bellezza di uno script (so benissimo di cosa parlo) e dimenticano o ignorano quanto tutti noi, sempre più spesso, abbiamo bisogno di tranquilla semplicità.

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