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Io sono il mio desktop

Mia figlia cresce, ha 6 anni passati, e ha già esigenze informatiche notevoli.

Questa la scusa per comprarsi un nuovo portatile (con VISTA!!!, ne parlerò in altro post) e cederle il mio vecchio.

L'ho tutto ripulito di quel che non le serviva, disinstallato programmi, levato files personali e di lavoro e gliel'ho pomposamente affidato (con mille raccomandazioni) perchè potesse giocarci su Internet (previa installazione di K9 Web Protection), com'era già solita fare quando ancora era il mio portatile.

Non appena preso in consegna, una delle prime cosa che ha voluto fare è stato cambiare l'immagine di sfondo del desktop. Eh no, io ci sono affezionato a quell'immagine, ho pensato subito, questa è giovanile ed irriverente ICONOCLASTIA!!!
Ma ho poi dovuto ammettere a me stesso che se il computer era suo doveva e poteva personalizzarlo come voleva. O non son sempre stato io quello che asseriva che il desktop, con il suo sfondo e la sua organizzazione (o disorganizzazione) delle icone è uno specchio dell'anima? [Proprio in questi giorni l'edizione online di Repubblica sta raccogliendo migliaia di immagini di desktop dei lettori e sfogliarne l'album è un interessante viaggio socio-psicologico.]

Dunque sia, ho chiesto a mia figlia di scegliere un'immagine e pur con un groppo alla gola, l'ho impostata come nuovo sfondo.

Un bel cavallo al galoppo.

Io ho sentito una fitta al cuore.

Ecco, il portatile che mi aveva accompagnato in tanti viaggi e battaglie, non era definitivamente più il mio.

 

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