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500Siamo nel reparto corse della Ferrari.
Più precisamente nei box del circuito di prova di Maranello.
Gli ingegneri ed i tecnici sono tutti indaffarati intorno al prototipo della nuova vettura da corsa della Scuderia che dovrà debuttare nel prossimo ed imminente campionato di Formula 1.
Il clima è teso, la macchina c'è, ma non tutto risponde come si deve. Tecnici e meccanici si sono concentrati unicamente sugli aspetti prestazionali della macchina. Hanno migliorato vecchie soluzioni, hanno montato pezzi della vecchia vettura che avevano dato buoni risultati e garanzie di tenuta, stanno soprattutto sperimentando nuove soluzioni: un nuovo tubo di scarico, un alettone meno inclinato, una pastiglia del freno traforata perché si raffreddi meglio.
Tutti concentrati su questi aspetti meramente tecnici non si sono minimamente preoccupati dell'aspetto estetico della vettura che è infatti francamente bruttina a vedersi. Alcune parti della carrozzeria non son verniciate, altre son tenute con lo scotch, altre ancora sono del vecchio modello e tutte sciupacchiate dall'uso e il riuso. Anche se sanno che l'estetica avrà la sua parte in seguito, in quel momento sono tranquilli a proposito perché sanno che le prove sono fatte in circuito chiuso al pubblico e che i giornalisti non sono ammessi. Una volta che avranno messo a punto tutti i parametri, corretto tutti i difetti (cos'è quel rantolio del motore in rilascio di acceleratore? perché i freni continuano a surriscaldarsi più del necessario?) si occuperanno di tutti i dettagli estetici che pure sono parte integrante del fascino di una vettura di Formula 1.
Dunque il clima è teso, perché sono tutti preoccupati di non riuscire, stanchi per le lunghe notti di lavoro, pressati dalla vicinanza della prima gara del campionato e con Luca di Montezemolo che mette pressione a tutti. Sono unti, mal rasati, sudati, sporchi; ed infatti la carrozzeria della macchina ne porta molte tracce, ovvero ditate, sgocciolature di oli, macchie di grasso.. Accendono il motore, il box si riempie del tuono dei 10 cilindri Ferrari, il pilota collaudatore (anche lui sotto pressione) monta in macchina, esce dai box, e fa i primi giri. I risultati sono soddisfacenti, ma si può migliorare, si deve migliorare!
Dunque la macchina rientra, si lascia raffreddare il motore, e si rismonta tutto per l'ennesima volta. Il livello di adrenalina sale proporzionalmente ai caffè distribuiti dall'apposita macchinetta nel retrobox. Tutti sono indaffarati e concentrati sulle performance tecniche quando… …in quel mentre entra il responsabile del design della macchina (non il tecnico dell'aerodinamicità, assorto nei suoi calcoli al computer), proprio colui che è incaricato del fatto che la macchina sia ANCHE bella…
E comincia a dire a questo e a quello:
"Signor Responsabile dei test guardi che l' adesivo dell'Agip (principale sponsor) deve essere allineato con quello dello spumante! (i tecnici hanno usato l'adesivo Agip per coprire uno sfregio di una cacciavitata maldestra sulla vetroresina della carrozzeria)."
"Signor ingegnere capo, guardi che quest'anno abbiamo deciso di scurire di un punto la tonalità del rosso delle nostre macchine e qui vedo che c'è ancora quello dell'anno scorso!"
"Signor capo meccanico, come mai il logo Ferrari porta il cavallino rampante in oro quando già da due anni deve essere in nero?"

A quel punto (il famoso punto di rottura!), in un silenzio anormale in un'officina, rotto solo dal rumore risonante di una chiave (da 13, per l'esattezza) che scivola di mano ad un tecnico troppo nervoso, il signor capo meccanico, con le sue manone unte e pelose, con forza forse eccessiva, ALLINEA PERFETTAMENTE il capino del responsabile design con lo stipite della porta del box.

Poi, tutti, in silenzio si rimettono al lavoro. Hanno ancora molto da fare ed il tempo è poco."

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