Quell’espressione un po’ così…
Marzo 6th, 2007 by Voodoobytesman
Mi capita, a volte, occupandomi di proporre o spiegare ai miei interlocutori, siano essi clienti o studenti, soluzioni web basate su database, che siano CMS "chiavi in mano" o siti sviluppati ad hoc con l' accoppiata PHP-MySql.
Coloro che sono completamente ignari di ogni fondamento tecnico (beati, perchè loro sarà il regno del web) non hanno reazioni di sorta. Potrei proporre loro soluzioni basate su "scrittura asincrona del buffer di overlay" e non muterebbero espressione. Per loro il web (l'informatica tutta) è magia (Voodoo!), è arabo, è cinese e dunque HTML o soluzioni Ajax per loro pari sono (anzi con Ajax forse viene un web più pulito?).
E' fra coloro che un po' ci capiscono, che un po' ci spippolano (a proposito sapevate che esiste un "sistema di pubblicazione" che si chiama SPIP? Io no, ne ho visto un "manuale for dummies" ieri in una libreria di Aix-en-Provence), coloro, dicevo che hanno già fatto un sitino per la scuola, la parrocchia, il consiglio di quartiere (magari con il fazioso Frontpage, che il dio del web li perdoni) e dunque si sentono "one step ahead".
Ecco è su coloro che vedo cascare la mascella, installare il dubbio ontologico, velarsi lo sguardo, vacillare le faticate certezze informatiche quando buttò là, per esempio: "si potrebbe usare un database invece di fare tante pagine HTML" oppure "in Wordpress i dati sono salvati su un db MySql, non potete editare una pagina!".
Perchè percepiscono, subodorano o sanno (e se non lo sanno glielo dico io, perfido) che i dati di un database non sono lì, facilmente manipolabili, editabili e coccolabili. Sono altrove in un' alterità indefinita, inaccessibile, da qualche parte sul server, nascosti, senza un file vero e proprio da editare e soprattutto mobili, ondivaghi, come sabbie mobili, come il mare "che si muove anche di notte e non sta fermo mai." (P. Conte)