Ora i tropici son ancora più tristi.
Novembre 4th, 2009 by Voodoobytesman
E' morto ieri, al'età di 100 anni, Claude Lévi-Strauss.
"Pochi studiosi si sono cimentati come Claude Lévi-Strauss a esplorare i meccanismi nascosti della cultura. Da percorsi diversi, convergenti, ha cercato di comprendere questa grande macchina simbolica che raccoglie tutti i livelli della vita umana, della famiglia, le convinzioni religiose, opere d'arte a tavola." [Le Monde, 3 novembre 2009]
Se dovessi riassumere il mio percorso universitario lo farei senz'altro raccontando lo stupore, la gioia e soprattutto la fatica intellettuale della lettura delle sue opere. Anche se non l'ho mai conosciuto di persona lo considero il mio maestro, quello che mi ha fatto capire che l'antropologia culturale (e lo strutturalismo), è sì un metodo, ma soprattutto una scienza, o una filosofia, onnicomprensiva.
Se sono quello che sono, se penso come penso, nel bene o nel male, lo devo in gran parte anche a lui.
Ho sempre pensato alla cultura come un set di attrezzi (martelli, cacciaviti, pinze, saldatori, trapani, levigatrici, ecc.) per capire il mondo ed interagire al meglio con esso, come "grimaldelli", appuntio, per scardinarne i misteri e cercare un po' di ordine e luce nel caos.
Ecco, Claude Lévi-Strauss, mi (presuntuosamente uso il "mi") ha lasciato un atelier completo di questi strumenti, alcuni di evidente e facile utilizzo, altri molto complicati (quali l'interpretazione dei miti).
Non posso che pensare di essere un uomo fortunato ad aver ereditato tutto ciò.
Merci Claude. Bon voyage.