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	<title>Voodoobytes &#187; Web e scuola</title>
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		<title>Web e scuola: il fattore K</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 15:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web e scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Carlo Columba e Simone Mazzucconi Gli estensori di questo articolo hanno, l&#8217;anno scorso, lavorato ad un progetto di piattaforma Web pi&#249; o meno Open Source dedicata alle scuole, progetto&#160; ideato e fortissimamente voluto da Carlo, che insegna Elettronica al Itis Vittorio Emanuele III di Palermo. [Times are changin&#8217;: grandioso lavorare in simultanea sulle due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Carlo Columba e Simone Mazzucconi </p>
<p>Gli estensori di questo articolo hanno, l&rsquo;anno scorso, lavorato ad un progetto di piattaforma Web pi&ugrave; o meno Open Source dedicata alle scuole, progetto&nbsp; ideato e fortissimamente voluto da Carlo, che insegna Elettronica al Itis Vittorio Emanuele III di Palermo. </p>
<p>[Times are changin&rsquo;: grandioso lavorare in simultanea sulle due sponde del Tirreno, Carlo&nbsp; su quella siciliana (vedi la sua bella <a href="http://www.galleriafotograficasiciliana.eu/wp/" target="_blank" title="Galleria fotografica siciliana">Galleria Fotografica Siciliana</a>, vero esempio di mash-up in pieno stile web 2.0), Simone pi&ugrave; o meno sulla costa provenzale.]</p>
<p>Nelle nostre pie intenzioni doveva essere la soluzione, facile, comoda ed accessibile al problema della pubblicazione e gestione di un sito scolastico.</p>
<p>Pensavamo, non senza una qualche giustificazione, che l&rsquo;entrata in vigore della Legge che impone all&rsquo;intera Pubblica Amministrazione di realizzare siti &ldquo;accessibili&rdquo;, avrebbe spinto le scuole a dotarsi di sistemi che potessero garantire simili prestazioni. <a href="http://www.galleriafotograficasiciliana.eu/wp/" target="_blank" title="CmScuola, il Cms per la scuola">CmScuola </a>(cos&igrave; si chiama il progetto) nasceva appunto come CMS in grado di generare contenuti &ldquo;accessibili&rdquo; ai fini della Legge 4/2004 e validabili con gli strumenti automatici del W3C e simili.</p>
<p>Dunque durante il passato anno scolastico abbiamo fatto una sperimentazione in alcune scuole in Italia e in Francia (il sistema era pure multilingua!) e possiamo assicurare che, sul piano tecnico, non si sono rilevati problemi di sorta; certamente tutto &egrave; migliorabile ( nel caso specifico di un software, la frase &ldquo;fine lavori&rdquo; non &egrave; mai declinabile), ma Cmscuola ha fatto il suo lavoro senza problemi.</p>
<p>Ad averli, invece, i problemi, sono state le scuole: l&rsquo;entusiasmo per l&rsquo;iniziativa era grandissimo, specialmente in Italia (in Francia per ora della certificazione W3C se ne <em>fottono</em>, per usare un termine tecnico).<span id="more-56"></span> </p>
<p>Inoltre in Francia le scuole non hanno nessun margine di autonomia. Quando abbiamo accennato loro del POF sono saltati sulle sedie, quasi avessero di fronte barbudos castristi!&nbsp; Nelle scuole francesi non si muove foglia senza che il Ministero non voglia! Ma questo &egrave; un altro discorso&hellip;</p>
<p>Comunque fornivamo loro un sito gratis, funzionante, bastava loro lo riempissero di contenuti.Bene grazie!</p>
<p>E patapunf, cascava l&rsquo;asino. Come riempire di contenuti? Chi io? Chiedo al collega che &egrave; pi&ugrave; bravo di me perch&eacute; io con i computer&hellip; (c&rsquo;&egrave; sempre il &ldquo;mago del computer&nbsp; in ogni scuola).E cominciavano le sparizioni, nessuna pi&ugrave; risposta alle mail, tempi di aggiornamento che avremmo voluto scoppiettanti e on the fly (ma si sa, noi web-addicted ragioniamo in nanosecondi), interventi stirati faticosamente all&rsquo;infinito&hellip;</p>
<p>(e la domanda tipica: ma le foto si possono mettere! Ah, la cultura dell&rsquo;immagine (Win Wenders! Wim Wenders!) ; pare che il web senza immagini non sia sufficientemente ganzo!</p>
<p>I destinatari della nostra offerta irrinunciabile (un consiglio che non potevano rifiutare!) si accorgevano improvvisamente&nbsp; del rovescio della medaglia (&rdquo;timeo danaos et dona ferentes&rdquo;). <br />Ovvero che una volta che si ha un sito bisogna o si &egrave; obbligati ad aver qualcosa da dire qualsiasi sito infatti richiede una notevole dose di lavoro (vedi articolo link La sorpresa del committente web: gli tocca lavorare!).<br />Nel caso di un sistema per la generazione dei contenuti scolastici, qual &egrave; (qual&rsquo;era) CmScuola, il lavoro &egrave; notevole, soprattutto il lavoro preparatorio: i libri di testo, i docenti, i consigli di classe. Una volta a regime tutto diventa pi&ugrave; semplice, ma l&rsquo;avviamento &egrave; piuttosto duro!</p>
<p>La nostra esperienza ci ha insegnato che il docente che si impegna sul sito, non solo di fronte a queste necessit&agrave; di tipo &ldquo;amministrativo&rdquo;, ma anche in quelle che pi&ugrave; dovrebbero solleticarlo nella propria fierezza professionale (lezioni, sollecitazioni didattiche, ecc.) si tira indietro (&ldquo;non sono pagato per questo &#8230;&rdquo;). </p>
<p>Viene colto da una fulminante agrafia web, anche nel caso dei pi&ugrave; volenterosi da un &ldquo;horror vacui&rdquo; web che lo immobilizza davanti alla tastiera. Probabilmente, al di l&agrave; dei problemi sindacali, non sono abituati a pensare al web come ad un opportunit&agrave;. Lo vedono solo come problema aggiuntivo e un po&rsquo; seccante.<br />E gli impiegati amministrativi non intendono svolgere alcun compito aggiuntivo senza relativo &ndash; aggiuntivo &ndash; compenso.<br />Va a finire che le informazioni di base, se non c&rsquo;&egrave; il collega smanettone, non vengono mai inserite e quindi il sito rimane a m&ograve; di guscio vuoto, o quasi. E la produzione collettiva e distribuita delle informazioni, con buona pace di Tim O&rsquo;Really e il suo Wev 2.0 (link), va a farsi benedire&hellip;</p>
<p>Un altra cosa che abbiamo capito &egrave; che la scuola, come sistema, non ha ancora imparato ad usare il web, non ha cominciato a servirsene n&eacute; per migliorare l&rsquo;offerta formativa, n&eacute; per facilitare i rapporti con l&rsquo;utenza. La realizzazione del sito della scuola si rivela essere, quasi sempre, iniziativa di qualche singolo e appassionato docente! Dura qualche tempo e poi non riesce a trovare le forze e le motivazioni per sostentarsi.</p>
<p>Morale della favola triste del web scolastico: sia che si usi cmScuola o un altro Cms o che lo si faccia a mano, come una volta, in HTML, si deve sempre prevedere un grosso lavoro iniziale da parte dell&rsquo; &ldquo;editore&rdquo; ed &egrave; necessario prevedere un periodo di studio e di addestramento del personale. Non &egrave; Java, non &egrave; Ajax, non MySql o Php, &egrave; il fattore K, quello umano, a necessitare una buona riprogrammazione!<br />Puoi avere il CMS pi&ugrave; facile e performante del mondo, in due click sei sul web, ma se una volta sul web hai paura, con tutto quel ciberspazio vuoto, puoi urlare quanto vuoi, ma &ldquo;nessuno ti sente gridare&rdquo;! (Alien).</p>
<p>E ora, dibattito!&nbsp;</p>
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