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	<title>Voodoobytes &#187; L&#8217;insostenibile leggerezza del byte</title>
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	<description>ovvero: un antropologo fra i bytes</description>
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		<title>Pochi secondi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 14:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>
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		<description><![CDATA[Parlavo, nel precedente articolo, della sicurezza delle password e di quanto tempo ci vuole ad un semplice programmino per capire qual&#39;&#232; la vostra password super segreta e super furba&#8230;
Guardate questa tabella.
Poi leggete questo articolo.
Poi prendete uno Xanax. 
E mentre comincia a fare effetto, o perch&#232; comincia a fare effetto, confidate nella massa. Di miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlavo, nel precedente articolo, della sicurezza delle password e di quanto tempo ci vuole ad un semplice programmino per capire qual&#39;&egrave; la vostra password super segreta e super furba&#8230;</p>
<p>Guardate <a href="http://www.lockdown.co.uk/?pg=combi&amp;s=articles" target="_blank" title="Velocit&agrave; di craccamento password">questa tabella</a>.</p>
<p>Poi leggete <a href="http://www.lockdown.co.uk/?pg=combi&amp;s=articles" target="_blank" title="Password are not broken...">questo articolo.</a></p>
<p>Poi prendete uno Xanax. </p>
<p>E mentre comincia a fare effetto, o perch&egrave; comincia a fare effetto, confidate nella massa. Di miliardi di password proprio la vostra debbono violare? </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli strani casi di Voodoobytes: &#8220;Non è Francesco&#8230;&#8221;, furto di identità su Skype</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/gli-strani-casi-di-voodoobytes-non-e-francesco-furto-di-identita-su-skype/</link>
		<comments>http://www.voodoobytes.info/gli-strani-casi-di-voodoobytes-non-e-francesco-furto-di-identita-su-skype/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho un&#39;amica. La chiamer&#242; Domitilla(non &#232; il suo vero nome, ovviamente, ma Domitilla mi piace e mi ricorda una che al Liceo&#8230; ma questa &#232; un&#39;altra storia).
Domitilla ha subito una violenza. Su Skype. Era sconvolta. Gi&#224; non sta bene di suo, in pi&#249; un fellone, tale Francesco di Guidonia, si era impossessato del suo account [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho un&#39;amica. La chiamer&ograve; Domitilla<br />(non &egrave; il suo vero nome, ovviamente, ma Domitilla mi piace e mi ricorda una che al Liceo&#8230; ma questa &egrave; un&#39;altra storia).</p>
<p>Domitilla ha subito una violenza. Su Skype. Era sconvolta. Gi&agrave; non sta bene di suo, in pi&ugrave; un fellone, tale Francesco di Guidonia, si era impossessato del suo account Skype e lo usava per spammare. Non &egrave; detto che fosse un vero Francesco di Guidonia, visto che lo spam invitava a contattare numeri e siti americani, &egrave; pi&ugrave; probabile che la nuova identit&agrave; sia stata scelta a caso, cos&igrave; come la vittima (sfiga!).</p>
<p>La mia amica Domitilla aveva perso la sua cyber-identit&agrave; e lo riteneva, a giusto titolo, insopportabile. Molto Xanax &egrave; colato ieri&#8230; </p>
<p>Come &egrave; potuto succedere? </p>
<p>Probabilmente perch&egrave; la password di Domitilla era troppo semplice. Non era difficile tramite qualche programmino, senza dover arrivare nemmeno a quelli di &quot;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_forza_bruta#Utilizzo_in_sicurezza_informatica" target="_blank" title="Forza bruta in informatica">brute force</a>&quot;, trovarla. [Altre ipotesi, ma alle quali preferisco non pensare, sono una falla di sicurezza di Skype stesso o un intrusione nel computer di Domitilla.]</p>
<p>Ho preso il controllo del suo computer (in tele-assistenza (grazie <a href="http://www.voodoobytes.info/wp-admin/www.teamviewer.com/it/" target="_blank" title="Teamviewer">Teamviewer</a>!) ed ho posto riparo (spero) al fattaccio, restituendo identit&agrave; e fiducia nella sua cyber-immagine a Domitilla.</p>
<p>Fra le altre cose c&#39;era da decidere una nuova password. </p>
<p>Dunque le ho chiesto: &quot;dai, dimmi una nuova password, difficile!&quot;</p>
<p>Lei: &quot;&#8230; &#8230; snoopy?&quot; </p>
<p>Io: &quot;Aaaarghhhhhh! E questa la trovi difficile? Difficile per te non vuol dire difficle per un potenziale malintenzionato!&quot;</p>
<p>Morale: usare password lunghe, complicate, senza senso (almeno apparente), in dialetto, con numeri e segni &quot;strani&quot;.</p>
<p><strong>&quot;snoopy</strong>&quot; non &egrave; una buona password, <strong>&quot;gXydbh9-oq8CMtA(ob6W</strong>&quot;, s&igrave;.<br />Ma chi se la ricorda? E anche se uno se le ricorda come fare a non sbagliare digitazione quando si vedono solo pallini neri? Vedi la soluzione sotto. </p>
<p>Oppure usate il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leet" target="_blank" title="LEET in Wikipedia">LEET </a>(ne ho gi&agrave; parlato <a href="http://www.voodoobytes.info/password-in-leet/" title="LEET e password">qui</a>) e usate <u>password differenti</u> per ogni vostro account.</p>
<p>&quot;<strong>snoopy</strong>&quot;, ad esempio (pur essendo troppo corta) diventa &quot;<strong>$n00p&yen;</strong>&quot; oppure &quot;<strong>5n00PY</strong>&quot; (a seconda di <a href="http://www.albinoblacksheep.com/text/leet" target="_blank" title="LEET translator">questo </a>traduttore o <a href="http://www.jayssite.com/stuff/l33t/l33t_translator.html" target="_blank" title="Traduttore LEET">quest&#39;altro</a>)</p>
<p>E per tenerle a mente tutte? Usate <a href="http://keepass.info/" target="_blank" title="Keepass">KeePass</a> (&egrave; pure gratis!).<br />Questo softwarino tiene le informazioni in un database criptatissimo, volendo anche su dischetto esterno (dunque una vera e propria &quot;chiave&quot; da portare con s&egrave;, per non lasciare nulla sul PC). E vi fa anche il login automatico ai vostri account web, senza nemmeno bisogno di ricordare le password complicate (che lui genera per voi, vedi sopra).<br />E vi da anche il grado di sicurezza della password da voi escogitate. Generalmente il risultato &egrave; deprimente. Le password &quot;inviolabili&quot; da voi ponderate sono di un grado di sicurezza infimo.</p>
<p>E per entrare dentro Keepass? <br />Ci vuole una password ovviamente. Ma questa dovete scolpirla nella pietra dei vostri neuroni. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Io e lui</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/io-e-lui/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>
		<category><![CDATA[e-diosincrasie]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi piace quando a notte fonda il mio computer, da quell&#39;infernale macchina di lavoro, si trasforma in un quieto compagno di svaghi. Parafrasando un passo delle &#34;Memorie di Adriano&#34; di Marguerite Yourcenar,  &#34;da svogliato ed indolente schiavo, si trasforma in piacevole ed entusiasta complice&#34;.
Non pi&#249; pesanti applicazioni che  affaticano la memoria e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace quando a notte fonda il mio computer, da quell&#39;infernale macchina di lavoro, si trasforma in un quieto compagno di svaghi. Parafrasando un passo delle &quot;<a href="http://www.ibs.it/code/9788806600112/yourcenar-marguerite/memorie-di-adriano-seguite.html" target="_blank" title="Memorie di Adriano">Memorie di Adriano</a>&quot; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marguerite_Yourcenar" target="_blank" title="Maeguerite Yourcenar">Marguerite Yourcenar</a>,  &quot;<em>da svogliato ed indolente schiavo, si trasforma in piacevole ed entusiasta complice</em>&quot;.</p>
<p>Non pi&ugrave; pesanti applicazioni che  affaticano la memoria e i neuroni di entrambi, non pi&ugrave; astrusi linguaggi macchina e centinaia di files da trattare, connessioni riottose, password da rammentare, e <em>last but not least</em>, non pi&ugrave; umani con cui corrispondere.&nbsp;</p>
<p>Soli, io e lui, nel buio, io che vago, col mouse e con la mente, lui che mi asseconda portandomi lontano, lontano (nei pi&ugrave; segreti giardini, grazie web).</p>
<p>Soli, io e lui, nel buio,  io che scrivo, lui che riceve docile le lettere che digito assorto, che mi suggerisce quello che non so o non ricordo pi&ugrave; (grazie ancora web) e nel mentre mi culla con musiche nuove o antiche  (grazie <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Piers_Faccini" target="_blank" title="Piers Faccini?">Piers Faccini</a>,&nbsp; grazie <a href="http://www.deezer.com/it/music/home#music/piers-faccini/two-grains-of-sand-356846" target="_blank" title="Pier FAccini su Deezer">Deezer</a>).</p>
<p>Soli, io e lui, nel buio, ecco abbiamo rubato con queste righe ancora di qualche  minuto al sonno, al riposo di entrambi.</p>
<p>Buonanottte. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Acufeni</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/acufeni/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Per acufene (tinnitus in latino e inglese) si intende quel disturbo costituito da rumori che, sotto diversa forma (fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni ecc.) vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o, in generale, nella testa, e che possono risultare fastidiosi a tal punto da influire sulla qualit&#224; della vita di chi ne soffre. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;<em>Per <strong>acufene</strong> (</em><em>tinnitus in latino e inglese) si intende quel disturbo costituito da rumori che, sotto diversa forma (fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni ecc.) vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o, in generale, nella testa, e che possono risultare fastidiosi a tal punto da influire sulla qualit&agrave; della vita di chi ne soffre. Si originano all&#39;interno dell&#39;<span class="new">apparato uditivo</span> ma, alla loro prima comparsa vengono illusoriamente percepiti come suoni provenienti dall&#39;ambiente esterno.</em>&quot; (fonte Wikipedia, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acufene" target="_blank" title="Acufene">acufene</a>) </p>
<p>Sentendo ronzare tutto intorno a me nuovi mezzi di comunicazione, ognuno ibridato con altri, telefonini che fanno foto e video, si connettono ad Internet e mandano mail, MMS, SMS, macchine fotografiche con gps, gps con lettore mp3 e interfacciati con radio FM, bluetooth, wi-fi, piattaforme sociali (?) come Twitter, Facebook, ecco, in mezzo a questo polverone di comunicazione, ove non solo le macchine comunicano, il che sarebbe il meno, ma ci si mettono anche gli umani, io penso.</p>
<p>Penso che la quantit&agrave; di informazione  (chiamamola <em><strong>Qi</strong></em>) possibile nell&#39;universo mondo cresce, ma abbastanza lentamente. </p>
<p>Ma, penso ancora, gli umani aumentano (chiamaoli <em><strong>U</strong></em>) molto pi&ugrave; velocemente e soprattutto aumentano iperbolicamente i mezzi di comunicazione a loro disposizione (chiamamoli <strong><em>Mc</em></strong>), moltiplicandone le potenzialit&agrave; di aprire canali comunicativi in cui passer&agrave; ovviamente sempre meno informazione.</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/tendentea0.jpg" border="0" hspace="5" vspace="5" width="230" height="109" align="left" />Se si applica questa semplice e del tutto empirica formula si vedr&agrave; come la quantit&agrave; di informazione veicolata da ogni comunicazione deve tendere per forza verso lo <strong>ZERO</strong>. Ed &egrave; quello che noto quotidianamente e volevo dimostrare.</p>
<p>Basta un viaggio in treno, obbligato ad ascoltare le conversazioni degli altri passeggeri, basta sbirciare su Facebook o Twitter che la prova empirica dell&#39;equazione di cui sopra &egrave; data.</p>
<p>E naturalmente in questa frenetica entropia semiotica mi ci metto anche io. Con questo post.</p>
<p>Che si autodistrugger&agrave; fra 30 secondi. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli strani casi di Voodoobytes: true bugs (veri bachi)</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/gli-strani-casi-di-voodoobytes-true-bugs-veri-bachi/</link>
		<comments>http://www.voodoobytes.info/gli-strani-casi-di-voodoobytes-true-bugs-veri-bachi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche anno fa mi telefona mio padre, fresco e entusiasta novizio del computer e come tale terrorizzato dall&#39;idea di prendersi un &#34;virus&#34;. Gli avevo appena regalato un mio vecchio computer portatile, pesante ed ingombrante come una macchina da cucire, ma a lui andava benissimo. 
Molto agitato mi dice: &#34;Ho un insetto che mi cammina dentro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa mi telefona mio padre, fresco e entusiasta novizio del computer e come tale terrorizzato dall&#39;idea di prendersi un &quot;virus&quot;. Gli avevo appena regalato un mio vecchio computer portatile, pesante ed ingombrante come una macchina da cucire, ma a lui andava benissimo. </p>
<p>Molto agitato mi dice: &quot;<em>Ho un insetto che mi cammina dentro lo schermo!</em>&quot;</p>
<p>Ho subito pensato, sorridendo, che qualcuno gli avesse messo quell&#39;inoffensivo programmino che faceva appunto camminare fra le finestre di Windows bachini, mosche, serpentelli (gatti anche).</p>
<p>Anche se con grandi sudate (&quot;<em>apri questa finestra, clicca qui, che vedi? no, quell&#39;altro, come non c&#39;&egrave;, ci deve essere un menu con scritto&#8230;</em>&quot;) ben conosciute a chi ha dovuto dare assistenza telefonica a neofiti, gli ho fatto aprire i file di configurazione vari, le esecuzioni automatiche, tutto quel che potevo imamginare come &quot;nascondiglio&quot; per l&#39;esecuzione di questo &quot;bug&quot;. Ma niente di strano si rivelava.</p>
<p>&quot;<em>Spengi e riaccendi</em>&quot;- gli ho detto poi, operazione <em>ultima spes</em> di ogni windowista.</p>
<p>Niente da fare, l&#39;insetto, una formichina per l&#39;esattezza, continuava a vagare indisturbata su Word, Excel, e le varie applicazioni. </p>
<p>&quot;<em>Non so proprio come fare, cos&igrave; a distanza, la prima volta che vengo a Roma vedo di persona&#8230;</em>&quot; &#8211; ho dovuto ammettere, deludendolo molto.</p>
<p>&quot;<em>Va bene</em> &#8211; fa rassegnato &#8211; <em>me lo terr&ograve; cos&igrave;, tanto se mi dici che non fa danni.&quot;</em></p>
<p>&quot;<em>No, non preoccuparti, &egrave; solo uno scherzo innocuo</em>&quot; &#8211; l&#39;ho rassicurato.</p>
<p><em>&quot;Comuqnue la sai una cosa strana? </em>- aggiunge &#8211; <em>La formichina c&#39;&egrave; anche a computer spento.</em>&quot;</p>
<p>&quot;COSA?!&quot; </p>
<p>&#8230; </p>
<p>Era una <u>vera formica</u>, intrufolatasi dentro il PC e che vagava sperduta dietro il vetro dello schermo. Obnubilati entrambi dalla fobia di intrusioni virtuali, avevamo dimenticato che esistono anche insetti reali.</p>
<p>&#8212;- </p>
<p>I casi precedenti: <a href="http://www.voodoobytes.info/il-computer-che-grida/" title="IL compure che urla">il computer che urla</a>. </p>
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		<title>Il programma più bello del mondo</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/il-programma-piu-bello-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 09:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre si stilano le classifiche delle applicazioni che hanno cambiato il mondo (che commozione rivedere Lotus 1-2-3 &#8230;) io voglio invece parlare del pi&#249; bel programma del mondo. A mio modesto parere, ovviamente, ma che per altro condivido.
Sto parlando dell&#39;unico programma che ancora mi emoziona ed affascina, intriga e ipnotizza, quello che non posso evitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/defraggler.gif" border="0" alt="La deframmentazione" title="La deframmentazione" width="469" height="90" align="left" />Mentre si stilano le classifiche delle <a href="http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2009/06/01/le-10-applicazioni-che-ci-hanno-cambiato-la-vita/" target="_blank" title="Le applicazioni che hanno cambiato il mondo">applicazioni che hanno cambiato il mondo</a> (che commozione rivedere Lotus 1-2-3 &#8230;) io voglio invece parlare <strong>del pi&ugrave; bel programma del mondo</strong>. A mio modesto parere, ovviamente, <em>ma che per altro condivido</em>.</p>
<p>Sto parlando dell&#39;unico programma che ancora mi emoziona ed affascina, intriga e ipnotizza, quello che non posso evitare di guardare mentre lavora, il DEFRAGGER (o comunque lo vogliate chiamare), l&#39;applicazione per deframmentare i vostri dischi rigidi.</p>
<p>E&#39; la stessa sindroma della LAVATRICE: io non resisto al caleidoscopico movimento dei panni che girano e girano, prima in un senso, poi in un altro. (Preferibili per effetti cromatici le lavatrici di capi colorati, preferire programmia freddo). Purtroppo ora i nuovi detersivi fanno meno o affatto schiuma, che contribuiva allo spettacolo, con un tocco di frizzante freschezza. </p>
<p>Lo stesso &egrave; per il programma di deframmentazione dei files. Mi piaceva fin dall&#39;inizio, quando lo si usava ancora in ambiente DOS, con schermi monocromatici. Poi arriv&ograve; Windows e fu la festa lisergica. Ore ed ore di beata e catatonica visione di <em>clusters</em> (che mai saranno?) spostati di qui e di l&agrave;, ordinati, raggruppati, lisciati e pettinati in onde di colori&#8230; Ah <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mondrian" target="_blank" title="Pietr Mondrian">Mondrian</a>, Mondrian!</p>
<p>Poi purtroppo &egrave; venuto XP e la cosa &egrave; divenuta triste ed incomprensibile (e Vista non &egrave; molto meglio).</p>
<p>Per fortuna ci sono software di deframmentazione di terze parti, spesso gratuite. Ultimamente il mio preferito &egrave; <a href="http://www.defraggler.com/" target="_blank" title="Defraggler">Defraggler</a> della Piriform (un nome, un programma, appunto); perch&egrave; mi restituisce i bei quadratini colorati davanti ai quali passare le serate.</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/defrag-circolare.jpg" border="0" alt="Deframmentazione circolare" title="Deframmentazione circolare" width="209" height="205" align="left" />Ma scopro <em>uora uora</em> che ce ne sono addirittura con interfaccia circolare! </p>
<p>Si chiama <a href="http://www.disktrix.com/ultimatedefrag_screenshots.htm" target="_blank" title="Ultimate defragegr">Ultimate Defragger</a>. Uno sballo! </p>
<p>Non &egrave; gratutito, ma a quest&#39;et&agrave; posso anche permettermi qualche sfizio narcotico. Quasi quasi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I would prefer not to&#8230;</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/grazie-preferisco-di-no/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 15:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Odio i programmi intelligenti. 
Le mie (molte, troppe) ore di lavoro davanti al computer sono sempre di pi&#249; molestate da petulanti richieste da parte di software che vogliono aggiornarsi alla pi&#249; recente versione. 
E&#39; una continua lotta: a volte, per non stare a discutere, accetto e aspetto pazientemente che abbiano finito, altre mi innervosisco e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Odio i programmi intelligenti. </p>
<p>Le mie (molte, troppe) ore di lavoro davanti al computer sono sempre di pi&ugrave; molestate da petulanti richieste da parte di software che vogliono aggiornarsi alla pi&ugrave; recente versione. </p>
<p>E&#39; una continua lotta: a volte, per non stare a discutere, accetto e aspetto pazientemente che abbiano finito, altre mi innervosisco e dico &quot;<em>I would prefer not to</em>&quot;, gentilmente ma fermamente, come &quot;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bartleby_lo_scrivano:_una_storia_di_Wall_Street" target="_blank" title="Lo scrivano Bartebly">Lo scrivano Bartleby</a>&quot; nel racconto di Hermann Melville.</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/occhio.gif" border="0" width="95" height="95" align="left" />Ben sapendo che &egrave; una battaglia persa in quanto la stessa domanda mi sar&agrave; riproposta domani, fra una settimana, fra un mese, che <strong>loro</strong> lo sanno (mi spiano) che non ho l&#39;ultima release di un qualsiasi software e prima o poi croller&ograve;, per stanchezza o noia, prima o poi dovr&ograve; accettare&#8230; </p>
<p>Lavorare con un computer connesso ad Internet, oramai l&#39;unico modo di lavorare possibile, &egrave; cos&igrave; divenuto molto difficile e dispersivo. L&#39;attenzione &egrave; continuamente messa a dura prova da una miriade di programmi, avvertimenti, richieste. E non parlo qui degli umani, altra razzaccia molesta: &quot;<em>che fai?</em>&quot; chiede l&#39;amico su Skype. Oramai mi tengo invisibile e posso far finta di non esserci, ma comunque l&#39;attenzione &egrave; distolta (cfr. <a href="http://www.voodoobytes.info/tutto-il-mondo-puo-parlare-gratis/" title="Tutto il mondo vul parlarmi...">questo mio articolo</a>). </p>
<p>Parlo qui di intrusioni software. </p>
<p>Una rapida lista fra quelle possibili, sicuramente incompleta:</p>
<ul>
<li>Posta (&egrave; arrivata nuova posta, dice garrullo il PC)</li>
<li>Feed RSS (li tengo al minimo, ma sempre troppi sono)</li>
<li>Aggiornamento di Thunderbird, Firefox&#8230; </li>
<li>Patches and fixes di Flash, Dreamweaver, Fireworks&#8230;</li>
<li>Richieste di registrazioni per avvalarmi dei meravigliosi vantaggi&#8230; di essere bersaglio di mail che mi avvertono di aggiornamenti e nuovi prodotti. Chiamasi masochismo. </li>
<li>Aggiornamenti di Windows </li>
<li>Il maledetto antivirus (2 volte al giorno, anche se l&#39;ho implorato di farlo una volta ogni 48 ore, niente da fare &egrave; troppo preccupato della mia profilassi)</li>
<li>Aggiornamenti Adobe (uno dei pi&ugrave; insistenti)</li>
<li>Qualsiasi programmino, anche il pi&ugrave; stupido, che non appena lanciato ti propone una nuova versione</li>
</ul>
<p>Io ho da fare, non posso star dietro a tutti. I programmi sono tanti, ma io sono da solo, il rapporto &egrave; squilibrato. La lotta continua.</p>
<p>Odio, ripeto, i programmi intelligenti. Ridatemi quegli stupidi, che invecchiano placidamente, senza farsi prendere da fisime giovanilistiche. Ci penso io, quando ne ho voglia, a farli ringiovanire. </p>
<p>E lasciatemi in pace! </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;hai scritto? Pubblicalo, se ti riesce.</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 12:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Ops! I did it again!&#34;(Britney Spears)Scusate la citazione colta, (gi&#224; utilizzata per altro in 
questo stesso blog, che volete farci, mi piace), 
ma come si suole dire, quando ce vo&#8217; ce vo&#8217;!
S&#236;, l&#8217;ho fatto di nuovo.Grazie ai privilegi e alla caduta di inibizioni che l&#8217;et&#224; mi concedono,&#160; ho superato reticenze e pudori e, a nove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right"><a href="http://www.ibs.it/code/9788848808231/mazzucconi-simone/pietra-serena.html?shop=2191" target="_blank" title="Pietra serena su Internet Bookshop"><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/cop-ibs.jpg" border="0" alt="Copertina del libro" title="Copertina del libro" width="200" height="290" align="left" /></a>&quot;<!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0cm; font-style: italic } 		A:link { so-language: zxx } 		A.sdfootnoteanc { font-size: 57% } 	--><em>Ops! I did it again!</em>&quot;<br />(Britney Spears)<br />Scusate la citazione colta, (gi&agrave; utilizzata per altro in </div>
<div align="right">questo stesso blog, che volete farci, mi piace), </div>
<div align="right">ma come si suole dire, quando ce vo&rsquo; ce vo&rsquo;!</div>
<p>S&igrave;, l&rsquo;ho fatto di nuovo.<br />Grazie ai privilegi e alla caduta di inibizioni che l&rsquo;et&agrave; mi concedono,&nbsp; ho superato reticenze e pudori e, a nove anni di distanza da &ldquo;Panarea 1942&rdquo; (London, Iditella Press, 2000), ho dato alle stampe un altro libro, un breve romanzo dal titolo &ldquo;Pietra serena&rdquo;. <br />Ma non &egrave; propriamente (bugiardo!) di questo che volevo parlare, quanto delle disavventure editorial-informatiche in cui sono incorso per pubblicare questo libro. Doveva essere pronto per Natale (anche per questioni di bieco marketing). Da questa estate avevo pianificato i tempi e, pur con lavoro &ldquo;matto e disperatissimo&rdquo;&nbsp; li avevo rispettati.<br />Avevo scelto di pubblicarlo con il servizio, molto pubblicizzato, di un importante quotidiano nazionale: perch&eacute; promettevano stampe di qualit&agrave;, bassi costi e rapidit&agrave;. Bastava formattare il libro secondo le loro indicazioni (copertina e quarta inclusa),&nbsp; inviare loro i relativi files e opl&agrave;, era fatta.<br />Questo in teoria. Nella pratica ho cercato di seguire la loro &ldquo;semplice&rdquo; procedura per due settimane (non sono propriamente un brocco in informatica, pensavo di farcela), ma il loro sistema prima o poi si bloccava inesorabilmente. Rifiutava per inspiegabili ed inspiegati motivi i miei files, sia che li inviassi in .PDF che in .DOC, come da loro richiesto.</p>
<p>Ho ovviamente scritto decine di mail al supporto. Le rare volte che mi hanno risposto lo hanno fatto con suggerimenti anodini e standardizzati, un po&rsquo; sufficienti, trattandomi (me!) da trogo-informatico. </p>
<p>Alcune risposte del supporto: &ldquo;<em>non &egrave; che il file pesa troppo?</em>&rdquo; [440 kb quando il limite indicato &egrave; 1 mega!]<br />&ldquo;<em>non usi caratteri speciali nel nome del file!</em>&rdquo; [a me che ancora storgo il naso quando vedo un nome di files con lo spazio!]<br />&ldquo;<em>aspetti che la barra di caricamento arrivi al 100%&hellip;</em>&rdquo; [ma tale barra o non c&rsquo;era (almeno con Firefox, alla faccia del cross-browsing), o se c&rsquo;era (era aleatorio) stava ferma per ore.]<br />Se io facessi un sito con tali malfunzionamenti, senza nessun feedback utente, sarei immediatamente &ldquo;fuori dal business&rdquo;, come diceva un mio maestro informatico.<br />Gi&agrave; avevo molti dubbi, in quanto il suddetto e espressamente non citato (pseudo) editore , non &egrave; propriamente tale, ma solo un tipografia on-line (dunque niente ISBN, niente distribuzione, ecc.). Cosicch&eacute; dopo essermi scontrato con l&rsquo;ennesimo frustrante fallimento (e con un&rsquo;assenza di risposte offensiva), anche se questo voleva dire dover rifare tutta l&#39;impaginazione del libro e far saltare l&#39;uscita a Natale, ho alzato bandiera bianca e li ho abbandonati al loro triste destino (hanno perso un potenziale Nobel della letteratura, ma ben gli sta). <br />Questi intoppi tecnici e di customer care mi hanno costretto, nel cambiare casa editrice, ad allungare i tempi. Ed &egrave; stato&nbsp; un bene perch&eacute; con l&#39;occasione ho mutato &ldquo;filosofia&rdquo; all&#39;operazione, non pi&ugrave; il semplice buttare l&agrave; un progetto letterario che avevo nei cassetti (digitali) da decenni [sarebbe in realt&agrave; il primo romanzo che ho scritto, la cosiddetta opera giovanile, con tutti i suoi difetti e spero qualche pregio], ma un profondo ripensamento e un tour de force di riscrittura durato da ottobre scorso fino a pochi giorni fa. L&#39;ho tanto riveduto, ampliato e corretto, che degli scritti giovanili da cui trae spunto, fortunatamente, resta ben poco. </p>
<p>Ho dunque scelto di editarlo con <a href="http://www.lampidistampa.it" target="_blank" title="Lampi di Stampa">Lampi di Stampa</a>, di cui avevo gi&agrave; letto bene in alcuni forum. E devo dire non me ne sono pentito. Ho avuto il supporto di una vera redazione, con consigli, disponibilit&agrave; e molta molta pazienza, soprattutto nella persona della Dott.ssa Michela Pizzi.<br />Consiglio dunque il servizio di Lampi di Stampa a tutti coloro che volessero lanciarsi in un&#39;avventura editoriale.</p>
<p>E per concludere lo smaccato siparietto pubblicitario, se proprio volete saperlo, dietro questo innocente titolo mineralogico, si nasconde invece un palpitante intreccio d&#39;amore, riti barbari, passione, rancore, sesso (?!), follia, forse un delitto, il tutto sullo sfondo della natura indifferente e selvaggia di un&#39; indefinita campagna, facilmente riconoscibile come toscana.<br />Tutti gli ingredienti per un best-seller insomma, il classico &ldquo;libro per l&#39;estate&rdquo;, che non deve mancare in ogni zaino da viaggio o borsa da spiaggia.Il libro &egrave; distribuito in tutte le librerie italiane (anche estere), o acquistabile on-line su Internet Book Shop [<a href="http://www.ibs.it/code/9788848808231/mazzucconi-simone/pietra-serena.html?shop=2191" target="_blank" title="Pietra Serena su Internet Book Shop">collegamento diretto alla pagina web del libro</a>], ha il suo bel numero ISBN e tutto. <br />Come un libro vero, perch&eacute; &egrave; un libro vero!Con il vantaggio della stampa on demand, anche pensando a quei poveri alberi dell&rsquo;Amazzonia (tanto per dare una motivazione etica ad una necessit&agrave; economica). Dunque nessuna copia in magazzini, nessun rischio di vergognose presenze in librerie Remainders o ammuffimenti nelle soffitte.[Quando stampai il primo romanzo, lo feci alla vecchia maniera, in una tipografia e per avere un costo unitario accettabile ne dovetti stampare diverse centinaia di copie (quasi tutte vendute)]<br />Precipitatevi dunque ad ordinarlo, per voi, per i vostri amici (o nemici), leggetelo, regalatelo, consigliatelo, (soprattutto non prestatelo), <span style="font-style: normal">per vedere quali demoni o angeli ha in testa l&#39;autore </span> (che poi sarei io): insomma datemi un po&#39; di soddisfazione!<br />Vi lascio con l&#39;intrigante ed invogliante quarta di copertina:</p>
<p>&ldquo;<em>A quel tempo non avevo una vita e neppure un nome mio. Mi si conosceva e mi consideravo come la sorella di Vieri. Non era, dopotutto, che me ne importasse molto. Anzi, a pensarci bene, non me importava affatto. Ero sua sorella, e ci&ograve; mi bastava.&rdquo;</p>
<p>Attraverso gli sconnessi sentieri dell&rsquo;adolescenza, in un&rsquo;indefinita e vuota campagna, un fratello e una sorella crescono vicini e soli, involontari esuli in un microcosmo disabitato dagli adulti. Un universo segreto di esplorazioni intrepide, terribili rituali, visioni mistiche, bagni d&rsquo;inverno, tuffi nel fieno e giochi crudeli ispirati dalle lontane eco della cronaca. Un mondo nel quale, pagina dopo pagina, si allunga intorno al protagonista un&rsquo;ombra inquietante che l&rsquo;indolente sorella sembra non poter o voler fugare.</p>
<p>A molti anni di distanza i due, oramai adulti, si ritrovano per uno strano viaggio in cui sembra ricostituirsi, tra vecchi fantasmi e nuovi drammatici sospetti, l&rsquo;antico esclusivo sodalizio.</p>
<p>Un racconto fatto di omissioni e ammissioni, in bilico sempre su sottili confini, dove tutto si gioca fra un morbido incesto, e un fiammifero, uno solo.</em>&quot;</p>
<p>SIMONE MAZZUCCONI<br /><strong>Pietra serena</strong><br />Lampi di Stampa Editore</p>
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		<title>Gli strani casi di Voodoobytes: il computer che grida (screaming pc)</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 15:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Anni fa avevo un simpatico vicino di casa. Un distinto signore che incontravo tutti i giorni rientrando in motocicletta da lavoro. Faceva passeggaire il suo cane (un orribile e bavoso bulldog).
Generalmente mi limitavo a fargli un cenno con la mano, ma ogni tanto mi fermavo a salutarlo per bene. Doveva essere fissato sui rumori perch&#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anni fa avevo un simpatico vicino di casa. Un distinto signore che incontravo tutti i giorni rientrando in motocicletta da lavoro. Faceva passeggaire il suo cane (un orribile e bavoso bulldog).</p>
<p>Generalmente mi limitavo a fargli un cenno con la mano, ma ogni tanto mi fermavo a salutarlo per bene. Doveva essere fissato sui rumori perch&egrave; di tutto quello che poteva essere lodato della mia motocicletta (allora nuova nuova) lui era affascinato da un aspetto particolare:</p>
<p><em>&quot;&#8230;ma che bel rumore che fa, soffice, gradevole a sentire&#8230;&quot;</em></p>
<p>Questo suo entusiasmo per i miei tubi di scappamento non poteva che farmi piacere. Ovviamente ebbi la malaccortezza di dirgli in una di queste occasioni che lavoravo nell&#39;informatica. Noi del mestiere, come i medici, non dovremmo mai rivelare con cosa campiamo. Con i dottori infatti condividiamo il triste destino di incappare sempre in quello che ha il &quot;dolorino&quot; persistente o &quot;la stampante che non stampa&quot; o che non sa &quot;come si fa a salvare in PDF.&quot; Non si scappa. </p>
<p>In casi del genere bisognerebbe sempre fare come una mia amica dottoressa che, quando durante una festa gli dissi che avevo male da qualche parte, mi rispose: &quot;<em>&#8230; e a me che me ne frega&#8230;?</em>&quot;. A posteriori debbo riconoscere che era la risposta giusta per situazioni del genere. Il malcapitato (io in quella occasione) rimane scioccato, capisce il messaggio e non ci prova <u>mai</u> pi&ugrave;.</p>
<p>Ma, come al solito divago.</p>
<p>Dunque un giorno, sicuramente nel fine settimana, quando volevo occuparmi solo dei miei asini e delle mie piante di pomodori, il mio vicino, come era prevedibile ed ineluttabile, mi telefona e scusandosi molto (grrr&#8230;) mi espone il suo caso: </p>
<p>&quot;<em>&#8230; da qualche giorno non riesco ad usare il computer. Come lo accendo incomincia a fare un verso strano, c&#39;&egrave; come una sirena o un campanello fortissimo e sullo schermo appaiono tanti segni strani&#8230; e si blocca, non va pi&ugrave; avanti, mi tocca spengerlo per non uscire di cervello con quello strid&igrave;o&#8230; Potrebbe mica fare un salto?&nbsp; Vuole che glielo porti? Che sia un virus?</em>&quot; &#8211; aggiunge allarmato (ecco la giunzione fra medicina ed informatica).</p>
<p>&quot;<em>Che segni strani?</em>&quot; &#8211; interrogo paziente, gi&agrave; prefigurandomi un invasione o di dover scarpinare fino alla sua colonica.</p>
<p>&quot;<em>Come tante &#39;i&#39; ,&nbsp; iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, tutto lo schermo &egrave; pieno&#8230;</em>&quot;</p>
<p>&quot;<em>Mi faccia sentire al telefono che rumore fa&#8230;</em>&quot; (speranzoso tentativo di teleassistenza pre-web)</p>
<p>Lo sento trafficare e poi effettivamente un lancinate grido di altoparlante interno&#8230;</p>
<p>&quot;<em>E le iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii sono ricominciate&#8230;</em>&quot; &#8211; fa il vicino disperato.</p>
<p>Mhm&#8230;. Mumble, mumble&#8230; Lampo di genio&#8230;</p>
<p>&quot;<em>Provi a dare un bottarella sul tasto <strong>i</strong> della tastiera&#8230;</em>&quot; </p>
<p>&quot;<em>Come?</em>&quot; </p>
<p>&quot;<em>S&igrave;, il tasto con la lettera <strong>I</strong></em><em> </em>(e che diamine) <em>sulla tastiera&#8230; Come dovesse scrivere&#8230; </em>(<strong>imbranato </strong>avrei voluto dire)<em>&nbsp; &#8230; &#39;imbuto&#39;</em>&quot; &#8211; dico con un filino di pazienza in meno. </p>
<p>Sento un clic e il PC urlante finalmente trova pace&#8230; </p>
<p>Si era <strong>SOLAMENTE</strong> incastrata la <strong>I</strong>. </p>
<p>&quot;<em>Oh, bella, ha smesso&#8230;</em>&quot; &#8211; fa il vicino sorpreso &#8211; &quot;<em>Lei &egrave; un mago del&#8230;</em>&quot; </p>
<p>Se c&#39;&egrave; una cosa che non sopporto &egrave; essere chiamato <u>mago del computer</u>&#8230;</p>
<p><em>&quot;Lasci stare&#8230; buon fine settimana e buon lavoro, torno a dare il concime alle piante&#8230;&quot; </em></p>
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		<title>La testa un attimo fuori dai bytes</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 10:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Meno male che ci sono (ancora) assidui lettori del quotidiano La Repubblica altrimenti non avrei mai saputo che in un articolo di Michele Smargiassi comparso domenica 12 aprile 2009 e dal titolo &#34;Desktop art, autobiografia collettiva un mondo racchiuso in un clic&#34; vengo citato per il mio post a proposito della piccola fitta al cuore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meno male che ci sono (ancora) assidui lettori del quotidiano La Repubblica altrimenti non avrei mai saputo che in un <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/desktop-art/desktop-art/desktop-art.html" target="_blank" title="L&#39;articolo">articolo </a>di Michele Smargiassi comparso domenica 12 aprile 2009 e dal titolo &quot;<em>Desktop art, autobiografia collettiva un mondo racchiuso in un clic</em>&quot; vengo citato per il <a href="http://www.voodoobytes.info/desktop-e-anima/" target="_blank" title="Io sono il mio desktop">mio post</a> a proposito della piccola fitta al cuore causatami da mia figlia (7 anni) nel momento in cui ha voluto personalizzare il desktop del vecchio portatile che le avevo ceduto.</p>
<p>Certo, Smargiassi mi annovera tra i &quot;<em>cyberfanatici</em>&quot; (alla mia et&agrave; &egrave; non solo quasi offensivo, ma anche falso), certo, vecchio vizio di giornalismo cartaceo non &quot;linka&quot; alla fonte della citazione del mio articolo, ma fa comunque piacere.</p>
<p>E&#39; il mio quarto d&#39;ora di celebrit&agrave;. </p>
<p>E ora? Torno tutto contento, buono buono, a immergermi e confondermi nel nugolo di bytes.</p>
]]></content:encoded>
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