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	<title>Voodoobytes &#187; Do you remember multimedia?</title>
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	<description>ovvero: un antropologo fra i bytes</description>
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		<title>Vecchie cartoline d&#8217;altri tempi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 06:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Do you remember multimedia?]]></category>
		<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei mesi scorsi mi &#232; capitato di essere per molto tempo molto lontano dal centro della Galassia&#8230; Intendo dire che sono stato per quasi due mesi in un posto, in Italia, non coperto da ADSL. Sembra imposibile, ma ce ne sono ancora, a Nord come al Sud della Penisola. ???&#160; Ehi, Voodoobytesman, ma non lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei mesi scorsi mi &egrave; capitato di essere per molto tempo molto lontano dal centro della Galassia&#8230; Intendo dire che sono stato per quasi due mesi in un posto, in Italia, non coperto da ADSL. Sembra imposibile, ma ce ne sono ancora, a Nord come al Sud della Penisola.</em></p>
<p>???&nbsp;</p>
<p>Ehi, Voodoobytesman, ma non lo avevi appena scritto <a href="http://www.voodoobytes.info/in-memoria-di-raimundo-navarro/" title="Lontananze">un post che cominciava cos&igrave;</a>? Vabb&egrave; che c&#39;hai una certa et&agrave;&#8230;</p>
<p>Lo so, ma questo &egrave; il seguito o meglio il complemento di quel post.</p>
<p>Sempre per il fatto che ero connesso a Banda Strettissima&nbsp; (52kbit max) ho dovuto aguzzare l&#39;ingegno. Ho dovuto pensare un sistema di video tale che non fosse necessario rispedire centinaia di mega di video ogni volta, ma solo il proiettore (limitandone al massimo il &quot;peso&quot;) e le istruzioni che questo doveva seguire per leggere ENORMI file video sulla macchina di destinazione. Ma non voglio entrare nei dettagli e non &egrave; questo il punto&#8230; </p>
<p>Quel che volevo dire &egrave; che tutta questa lotta all&#39;ultimo byte mi ha ricordato quelle tecniche ed astuzie che abbiamo usato noi, <em>che abbiamo visto il DOS</em>, gli albori della Rete e che ci consideravamo veramente iper-equipaggiati se avevamo un lettore Iomega con discotti (belli cicciotti) da 10 mega 10!</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/floppy35.jpg" border="0" alt="Floppi" title="Floppi" width="320" height="293" align="left" />Ed eravamo fortunati perch&egrave; il volgo usava ancora i dischetti, i floppies da 3,5 (anche se filologicamente i floppies veri e propri erano gli antenati, quelli da 5 e 1/4). Che cosa poi esprimessero quese misure credo che pochi lo sapessero (erano larghezze in pollici). Fatto sta che i dischetti di ultima generazione contenevano 1,4 mega di &quot;roba&quot;.</p>
<p>Era anche l&#39;epoca in cui si credeva stesse nascendo un rivoluzionario nuovo media, detto <u>multimedia interattivo</u>, per applicazioni su CD-ROM o su PC al pubblico.</p>
<p>Nacque, ma supporti e multimediologia (di cui ero un fanatico sostenitore) durarono poco strapazzati da Internet e annessi e &quot;connessi&quot;.</p>
<p>Comuque bisognava calvacare l&#39;onda. Trovare applicazioni commerciali per sfruttare il know-how di creatori multimediali (registi multimediali pomposamente ci definivamo) che ci stavamo costruendo, anche noi, alla provincia dell&#39;Impero, guardando ai grandi esempi di realizzazioni multimediali estere, francesi (<a href="http://www.rmn.fr/" target="_blank" title="RMN">R&eacute;union des Mus&eacute;s Nationaux</a>), inglesi, americane. Applicazioni che trovassero per&ograve; uno sbocco nell&#39;Italia tecnicamente ipo-dotata, scarsa allora anche la presenza di un lettore CD-ROM e che la diffusione di Internet era ancora ben lontana da raggiungere.</p>
<p>A quel tempo di immaginifica effervescenza multimediale, correva l&#39;anno domini 1996, lavoravo per una software house fiorentina, la Bassilichi Sviluppo, un tempo di belle speranze, ma gi&agrave; in fase discendente. Il mio &quot;capo&quot; e collega (e amico e compagno di motocross), Giorgio Pagnini (ora co-fondatore di <a href="http://www.ideedigitali.com/" target="_blank" title="Idde Digitali">Idee Digitali</a>) ebbe l&#39;idea di una Cartolina Interattiva Multimediale su&#8230; dischetto appunto.</p>
<p>Una confezione che fosse spedibile come una normale cartolina e che contenesse un floppy multimediale. Sembrava allora la <em>killer application</em> che avrebbe fatto furore nei chioschi vendita dei musei e a vrebbe fatto di noi degli eroi della rivoluzione multimediale&#8230;</p>
<p>Mi chiese dunque se fossi in grado di realizzarla (ero allora un <strong>guru </strong>di Director): il problema non era tanto creare quel multimedia, ma fare in modo che entrasse, immagini, eseguibile, suoni, PROCEDURA DI INSTALLAZIONE COMPRESA in esattamente 1.457.664 bytes (tanti infatti ne contiene esattamente un dischetto). Si partiva un po&#39; all&#39;eccesso e poi si cominciava a limare: i testi divenivano pi&ugrave; sintetici, si abbassava un po&#39; la qualit&agrave; delle immagini o dei suoni&#8230;</p>
<p>E spesso la lotta a volte era per 1 byte; quante virgole o a capi sono state sacrificate perch&egrave; erano magari il milione e quattrocentocinquantasettemilaseicentosessantacinquesimo byte! Il byte di troppo.</p>
<p>Nei nostri intenti, traggo quanto segue dalle comunicazioni di allora, &quot;il prodotto <strong><em>Cartolina Interattiva</em></strong> si configura come una diversa forma di comunicazione pensata per illustare luoghi, oggetti ecc., che rivitalizza la &ldquo;vecchia&rdquo; cartolina postale conferendole la veste di prodotto multimediale in miniatura (si possono immagazzinare circa 30/35 immagini in formato Jpeg). [...] sono in versione <strong>Windows 3.1 e 95</strong> [sic !!!] e in preparazione una versione per Mac.&quot;</p>
<p>E cos&igrave; annunciava entusiasta delle &quot;sorti magnifiche e progressive&quot; la locandina che pubblicizzava il prodotto nei punto vendita:</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/card-oro.jpg" border="0" alt="La prima cartolina Interattiva" title="La prima cartolina Interattiva" width="200" height="151" align="left" /></p>
<p><em><font color="#000000"><strong>Il floppy delle meraviglie</strong> Da spedire a un amico, da collezionare in serie, da conservare come souvenir: sono le cartoline interattive di Bassilichi Sviluppo, dedicate alle bellezze delle citt&agrave; d&rsquo;arte italiane.   </font></em></p>
<p><em><font color="#000000">   In un unico dischetto scopri di volta in volta l&rsquo;armonia di opere o di luoghi celebri.    Puoi visitarli, osservali da vari punti di vista, avere informazioni sulla loro storia.</p>
<p>E ricorda: le Cartoline interattive sono delle vere cartoline. Basta affrancarle e spedirle! </font></em>
<p><em><font color="#000000"><strong>&nbsp;In vendita qui!</strong></font></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne facemmo tante: una serie sulle reliquie del Santa Maria della Scala a Siena, su Santa Croce a Firenze, sul Duomo, su un&#39;esposizione di Munch, su una mostra di Eiffel (quello della torre parigina) a Firenze e poi per le Poste (con tutti i CAP), per la Dupont Farmaceutica, per le Ferrovie dello Stato, per la SNAI (punti scomesse)&#8230; La presentammo anche al MILIA, a Cannes&#8230;</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/cartoline_interattive.jpg" border="0" alt="Le Cartoline Interattive" title="Le Cartoline Interattive" width="466" height="331" align="left" />Insomma furono giorni di matta, gioiosa e disperatissima lotta all&#39;ultimo byte&#8230;</p>
<p>Fu un successo di critica, ma non di pubblico. O forse non si seppe spingerle bene dal punto di vissta marketing&#8230; Non so.</p>
<p>Ne resta persino qualche traccia sul Web, in una non certo aggiornata <a href="http://associazioni.comune.firenze.it/csplanet/fan/xucartol.htm" target="_blank" title="Paleocartoline">pagina&nbsp;</a> e qu, ma non vlae perch&egrave; &egrave; il <a href="http://www.recorvo.it/sviluppo-cd-rom.html" target="_blank" title="Recorvo">mio sito vetrina</a> </p>
<p>Perch&egrave; scrivo di tutto ci&ograve;, a tanti anni di distanza? Non so, &egrave; un &quot;amarcord&quot; personale, il ricordo intenerito di quante ingenuit&agrave; e neuroni si sono spese sulla strada dell&#39;informatica, uno stupore di come cambino le cose. </p>
<p>Ma anche se non so bene il perch&egrave; di questo lungo articolo, so bene che voglio cogliere l&#39;occasione per ricordare i colleghi con i quali, il gi&agrave; citato Giorgio Pagnini ed io, condividemmo l&#39;avventura dlle Cartoline Interattive.<br />Sicuro di dimenticarne qualcuno e scusandomene in anticipo, ricordo con affetto variabile <em>Federica Salvi</em>, <em>Giorgio Maggetto</em>, <em>Edoardo Inturrisi</em>,&nbsp; <em>Beppe Pirrone</em>, <em>Iacopo Lironi</em>, <em>Paolo Matteoni</em>, <em>Lucia Gambelli</em>, <em>Donatelle Valente</em>, <em>Cristina Floridia</em>, <em>Paola Belli</em>, <em>Stefano Govoni</em> (per le ultime uscite) e seppur non avessero partecipato all&#39;avventura delle Cartoline Interattive voglio ugualmente citare due colonne del nostro gruppo di creazione multimediale, in ben altri e ciclopici compiti impegnate, Maura Gori e Francesca Gramigni (ora <a href="http://www.ideedigitali.com/" target="_blank" title="Idde Digitali">Idee Digitali</a>). </p>
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		<title>Futuro? Sbagliato, è passato!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 08:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Do you remember multimedia?]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Maps ha lanciato in questi giorni il progetto Street View ovvero la possibilit&#224; di percorrere metro per metro (!!!) a livello del suolo alcune (per ora) citt&#224; americane con la possibilit&#224; di volgere intorno lo sguardo a 360&#176;. Questo il loro divertente video promo. Ho provato (provateci!). E&#39; fantastico, veramente: mi sono detto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.google.com" target="_blank" title="Google Maps">Google Maps</a> ha lanciato in questi giorni il progetto <strong>Street View</strong> ovvero la possibilit&agrave; di percorrere metro per metro (!!!) a livello del suolo alcune (per ora) citt&agrave; americane con la possibilit&agrave; di volgere intorno lo sguardo a 360&deg;.</p>
<p align="left">Questo il loro divertente video promo. <object type="application/x-shockwave-flash" style="width:340px; height:280px;" data="http://www.youtube.com/v/91wuBqlny50"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/91wuBqlny50"/></object></p>
<p>Ho provato (provateci!). E&#39; fantastico, veramente: mi sono detto che stiamo proprio vivendo nel futuro. Sembra proprio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blade_runner" target="_blank" title="Scheda del film">Blade Runner </a>(quando il protagonista esplora e naviga in una foto).</p>
<p>Veramente fantastico. Veramente. &#8230; Davvero&#8230; Anche se&#8230; Qualcosa non mi tornava&#8230; come un d&eacute;j&agrave; vu&#8230;  avevo in mente qualcosa&#8230; ma cosa?  </p>
<p>Nelle mie lezioni sulla teoria del multimedia, oramai un decennio fa, parlavo sempre di&#8230; c&#39;era qualcosa che&#8230; qualcuno aveva fatto gi&agrave; qualcosa di simile&#8230; ma dove?&#8230; </p>
<p>Avevo dei documenti a proposito, ma chiss&agrave; dove erano finiti in tanti traslochi&#8230;  Cercavo di ricordare, ma mi affioravano immagini di neve, sport invernali, sci&#8230; Che c&#39;entrava&#8230;? </p>
<p>Poi &egrave; emerso dai ricordi un nome: Aspen. Aspen?</p>
<p>  <a href="http://www.voodoobytes.info/myimages/moviemap.jpg"><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/thumb-moviemap.jpg" border="0" alt="Confront " title="Confront " width="131" height="180" align="right" /></a><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=en&amp;q=Aspen,+Pitkin,+Colorado,+United+States&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=43.443045,82.265625&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;ll=39.194879,-106.81818&amp;spn=0.083415,0.160675&amp;t=k&amp;z=13&amp;om=1" target="_blank" title="Aspen su Google Maps">Aspen </a>in Colorado: &egrave; una famosa stazione sciistica statunitense. Il progetto si chiamava <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aspen_Movie_Map" target="_blank" title="Aspen Movie Map">Aspen Movie Map</a> ed era del 1978. (<a href="http://www2.polito.it/didattica/polymath/ICT/Htmls/Argomenti/Appunti/StoriaIpertesto/StoriaIpertesto.htm" target="_blank" title="Aspen Movie Map">notizie in italiano qui</a>).            </p>
<p>Tramite quattro telecamere, montate su un furgone e puntate in differenti            direzioni, erano state effettuate riprese per tutta la citt&agrave;            di Aspen.  Vi rendete conto, trent&#39;anni fa lo avevano gi&agrave; fatto!  </p>
<p>Google, forte della sua potenza economica e tecnologica sta cominciando a realizzarlo veramente. Ma la tecnica deve essere la stessa. Infatti se guardate bene le foto non sembrano scattate  all&#39;altezza degli occhi di un umano, ma pi&ugrave; alto.  Onore dunque ai pionieri di Aspen!  </p>
<p><strong>P.S.</strong> Ho fatto qualche ricerca, ma non sembra che la documentazione ufficiale di Google menzioni questa discendenza. di cui non sono il<a href="http://blogs.sun.com/roger/entry/the_aspen_movie_map" target="_blank" title="Un altro accorto..."> solo ad essersene</a> ricordato.</p>
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		<title>Sesso, droga e HTML: il web è una droga!</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/web-is-a-drug/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2007 13:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Do you remember multimedia?]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Vedo gendarmi pascolaredonne chine sulla rugiada,rosse le lingue al polline dei fiorima dov&#39;&#232; l&#39;ape regina?Forse &#232; volata ai nidi dell&#39;aurora,forse &#232; volata, forse pi&#249; non vola.&#34; (Fabrizio de Andr&#232;, Un ottico, album Non al denaro, non all&#39;amore, n&#232; al cielo.) &#160; Stavo riflettendo (a volte mi capita&#8230;), e scopro strane analogie, inquietanti parallelismi&#8230; A guardare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/maria.jpg" border="0" alt="Oh, Maria!" title="Oh, Maria!" width="300" height="298" align="left" /></p>
<p align="right"><em><font color="#000000">&quot;Vedo gendarmi pascolare<br />donne chine sulla rugiada,<br />rosse le lingue al polline dei fiori<br />ma dov&#39;&egrave; l&#39;ape regina?<br />Forse &egrave; volata ai nidi dell&#39;aurora,<br />forse &egrave; volata, forse pi&ugrave; non vola.&quot;</font></em></p>
<p align="right">(Fabrizio de Andr&egrave;, <a href="http://www.bielle.org/fabriziodeandre/pages/denarotxt.htm#8" target="_blank" title="Testi canzoni de Andr&egrave;"><em>Un ottico</em></a>, album <strong>Non al denaro, non all&#39;amore, n&egrave; al cielo</strong>.) </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stavo riflettendo (a volte mi capita&#8230;), e scopro strane analogie, inquietanti parallelismi&#8230; A guardare bene &egrave; come se il web avesse ripercorso, con una trentina di anni di ritardo, la storia delle mode, dei movimenti e delle relative <u>droghe </u>dal dopoguerra ad oggi&#8230;</p>
<p>Non ci credete? Riempite la vostra migliore pipa d&#39;oppio e seguitemi nel ragionamento&#8230;&nbsp;</p>
<p>Ad esempio, vi ricordate quando si praticava il web-surfing?&nbsp; (A ripensarci che cosa assurda!). </p>
<p>Eravamo agli albori del web. La gente passava ore a seguire link, come in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_mercoled%C3%AC_da_leoni" target="_blank" title="Il mitico film di Milius"><em>Un mercoled&igrave; da leoni</em></a>, si cavalcava l&#39;onda,&nbsp;  e ci si faceva &quot;trasportare&quot; di sito in sito, ci si estasiava, meravigliava, sorprendeva&#8230;&nbsp; </p>
<p>Non a caso il browser allora pi&ugrave; in voga evocava la fuga, l&#39;essere <em>altrove</em>&#8230; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Netscape" target="_blank" title="Netscape">Netscape </a>(1994) infatti si chiamava. Anche se nasceva col nome di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mozilla" target="_blank" title="Mozilla">Mozilla</a>, un nome cos&igrave; pop-art, da Marvel Comics, da fantascienza <em>d&#39;antan</em>. Poi arriv&ograve; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Explorer" target="_blank" title="Explorer">Explorer </a>(1995),&nbsp; colonialista fin nel nome, con quella voglia insita di conquista e fu l&#39;inizio della fine&#8230; Ma non corriamo troppo.</p>
<p>In un <span style="font-style: italic">trip </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_lisergico" target="_blank" title="Good trip with LSD">lisergico</a> alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldous_Huxley" target="_blank" title="A.H.">Aldous Huxley</a> si passava, come in altrettante <em>&quot;Doors of perceptions</em>&quot; (vedi Huxley) dalla pagina web personale di un tizio in Alabama, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serendipit%C3%A0" target="_blank" title="Serendipity">serendipicamente</a> trovata cercando magari il proprio nome sul web, a un sito di floricultura a Bruxelles a uno porno di Copenhagen (evviva!), a un sito di automobili in Canada. Di link in link (belli <font color="#0000ff"><strong>blu </strong></font>e <font color="#990000"><strong>viola</strong></font>, ricordate?), di neurone in neurone, le nostre sinapsi si allungavano danzando come in un sogno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peyote" target="_blank" title="Il Peyote">peyotico</a>&#8230;</p>
<p>In fondo era come farsi una bella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canna_%28Stupefacente%29" target="_blank" title="C&#39;&egrave; anche questo su Wikipedia: vorrei vedere la faccia di chi ha scritto l&#39;articolo...">canna</a> (vedi anche: <font color="#000000">hashish, joint, canapa, erba, fumo, paglia, spinello</font>), mettersi a girare intorno ad un edicola ed estasiarsi ad ogni copertina di rivista (i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porno" target="_blank" title="Per chi volesse saperne di pi&ugrave;...">porno </a>sono generalmente dietro).&nbsp;</p>
<p>Di che cosa ci si meravigliava in fondo? Che al mondo esistessero persone, fiori, donnine nude, automobili! O che fossero raggiungibili?
<p>O forse era il fatto che il computer, usato fino a quel momento per scrivere, far di calcolo e qualche giochino autistico riuscisse a mostrarci qualcosa di diverso? A darci l&#39;illusione da droga psicotropa che tutte queste &quot;cose&quot; e persone fossero a portata di mano&#8230;?</p>
<p>(apro una parentesi: ricordo la prima animazione pornografica che vidi su un computer: era fatta per schede grafiche Hercules (di allora), quelle a pixel verdi su sfondo nero, e solo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HAL_9000" target="_blank" title="HAL9000">HAL-9000</a> avrebbe potuto decriptare cosa succedesse e forse trarne eccitazione&#8230;) </p>
<p>E anche i primi motori di ricerca avevano nomi con echi che andavano da i&nbsp; <em>Viaggiatori del Dharma</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Kerouac" target="_blank" title="Kerouac">Kerouack</a> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Woodstock" target="_blank" title="Woodstock">Woodstock</a>: <a href="http://www.altavista.com" target="_blank" title="Altavista">Altavista </a>e <a href="http://www.excite.com/" target="_blank" title="Excite">Excite </a>(esistono ancora, ma sono l&#39;ombra di quel che furono&#8230; come vecchi hyppies incanutiti, come i Rolling Stones di adesso, ecco).</p>
<p>Qualunque cosa fosse il web allora, eravamo alla fine degli anni &#39;80, era roba insomma da freakkettoni, innocui, stonati, sempre fuori di testa, perch&egrave; altrove. Nudi a danzare nella Rete, ma senza malizia. Un&#39; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Wight#Il_festival_musicale_dell.27isola_di_Wight" target="_blank" title="Festival rock Isola di Wight">Isola di Wight</a> continua. Virtuale e quasi 30 anni dopo.</p>
<p>Del resto si sviluppava in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Html" target="_blank" title="HTML - tutto quello che avreste voluto chiedere e non avete mai osato"><strong>HTML </strong></a>(<strong>H</strong>ow<strong> T</strong>o<strong> M</strong>ake<strong> L</strong>ove<strong>?&nbsp; H</strong>igh <strong>T</strong>emperature <strong>M</strong>ental <strong>L</strong>aboratory<strong>? H</strong>igh <strong>T</strong>rip <strong>M</strong>antra <strong>L</strong>ullabye?). Si usavano editor di testo, come il Notepad, il che &egrave; come farsi le canne a mano, ma nascevano le prime macchinette <a href="http://www.rizla.com" target="_blank" title="Bellissimo &#39;sto sito! Non lo avevo mai visto prima... 8giuro!)">RIZLA</a>: la prima versione del&nbsp; visionario &quot;tessitore di sogni&quot;, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dreamweaver" target="_blank" title="Dreamweaver">Dreamweaver</a> (1997), in pieno stile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jefferson_Airplane" target="_blank" title="Jefferson Airplane">Jefferson Airplane</a>. </p>
<p>Ma c&#39;era l&#39;altro lato della medaglia: quasi in un Vietnam della Rete nasceva il coevo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_FrontPage" target="_blank" title="Frontpage">Frontpage</a> (1996), aggressivo e guerrafondaio fin nel nome.</p>
<p>Poi come spesso succede, il business si mise a cercare di domarla, l&#39;onda, la rese tossica. <br />Cambi&ograve; l&#39;approccio, cambiarono le droghe: venne la fase da cocainomani da agenzia pubblicitaria. Il web doveva essere perfomante, doveva avere suoni, immagini in movimento, non pi&ugrave; stupire, ma stordire, e che si fottessero quelli che non potevano sentire o vedere questi effetti speciali, anzi FX. Non era i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dropping_out" target="_blank" title="I dropouts"><em>dropouts</em></a> il pubblico cercato.</p>
<p>Non a caso lo strumento di sviluppo in voga divenne <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adobe_Flash" target="_blank" title="Flash">Flash</a>, un nome da droga rapida, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Speedball" target="_blank" title="Need a trip!?"><em>speedball</em></a>, per sballi improvvisi e da consumare in fretta, come negli spot pubblicitari (i pi&ugrave; duri usavano ColdFusion, una maniera di fondere a freddo).&nbsp; Sembrava che il vecchio HTML, con le sue utopie da folklore sessantottino fosse morto. </p>
<p>Ne nacque una guerra di religione: i puri e duri contro l&#39;uso di Flash: <strong><font color="#ffffff"><span style="background-color: #cc0000">IL FLASHISMO NON PASSERA&#39;</span></font> </strong>gridavano per lo pi&ugrave; inascoltati. Avevano ragione loro anche se io ebbi una sbandata flashistizzante allora. </p>
<p>Fatte salve poche e marginali avanguardie che piegavano Flash a sperimentazioni socio-artistiche (un po&#39; psicotiche ed alienanti invero), il mercato si era impadronito del web, si &quot;producevano&quot; pagine, non pi&ugrave; &quot;creavano&quot;. Lo stupore era finito: cominciavano i duri risvegli di notti passate a scrivere codice in ActionScript (<em>in nomina sunt consequentia rerum</em>). Si &quot;tagliavano&quot; i siti con&nbsp; pericolosissimi applet Java (il cui simbolo &egrave; l&#39;adrenalinica tazzina di caff&egrave;), improbabili plugin multimediali coltivati nel triangolo d&#39;oro da oscure software house asiatiche&#8230;</p>
<p>Poi, per fortuna, &egrave; finita anche questa&#8230;&nbsp;</p>
<p>Simao ora in pieno Web 2.0&#8230;</p>
<p>Finito il delirio schizofrenico flashista, relegato nei giusti ambiti in cui &egrave; veramente necessario, siamo alla saggezza della maturit&agrave;. Siamo a quelli che hanno provato tutto in giovent&ugrave;, ma che ora hanno raggiunto la serenit&agrave; e vogliono preservare il web come un tempio. Si riscopre l&#39;HTML puro, purissimo, altissimo, lievissimo.</p>
<p>Non pi&ugrave; droghe sintetiche, ma rimedi naturali, al massimo un infuso di qualche foglia terapeutica di <a href="http://www.joomla.org/" target="_blank" title="Joomla!">Joomla!</a> o un nostalgico passo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mambo_(CMS)" target="_blank" title="Mambo!">Mambo</a>.&nbsp; Ci si preoccupa di sviluppare il proprio sito con un buon tasso di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Php" target="_blank" title="PHP">Php</a>, che sembra faccia bene alla pelle. </p>
<p>C&#39;&egrave; voglia di essere sui giusti binari, con &quot;<a href="http://www.rubyonrails.org/" target="_blank" title="Ruby on rail">Ruby on rail</a>&quot; (cito &quot;l<em>o sviluppo web che non fa male</em>&quot; e per la &quot;f<em>elicit&agrave; del programmatore e uno sviluppo sostenibile</em>&quot;) e poi tanto tanto <a href="http://www.wordpress.org" target="_blank" title="WP">WordPress </a>cos&igrave; politicamente corretto e come tutti i neoconvertiti insopportabilmente sicuro di avere ragione (&quot;<em>WordPress &egrave; una piattaforma di pubblicazione personale semantica avanzata focalizzata sull&#39;estetica, sugli standard web e l&#39;usabilit&agrave;. Che imperdibile occasione! WordPress &egrave; sia gratutio che senza prezzo allo stesso tempo.&quot;</em>)</p>
<p>Ma bisogna ammettere che il &quot;ragazzo&quot; ha quasi sempre ragione&#8230;</p>
<p>Niente pi&ugrave; sballi, ma illuminazioni, niente pi&ugrave; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Altered_state_of_consciousness" target="_blank" title="ASC"><em>altered state of consciousness</em></a>, ma meditata progettazione, non pi&ugrave; eccessi multimediali, rigori classicisti: si usa Ajax (ma si usa veramente?), si tende a purificare il codice,&nbsp; si pratica il <a href="http://www.csszengarden.com/tr/italiano/" target="_blank" title="Lo zen e l&#39;arte del CSS">CSS-Zen gardening</a>, si usano i &quot;<em>feed</em>&quot;, cos&igrave; &quot;new-age&quot;&#8230;</p>
<p>Si cerca la certificazione <a href="http://www.w3.org/" target="_blank" title="Il vaticano del Web">W3C</a>, con quell&#39;acronimo da Santissima Trinit&agrave;, come una bendizione vaticana per dei figli dei fiori, passati per lo yuppismo, ma che ora riscoprono i veri valori del web. E se proprio dobbiamo pensare ad un droga, la droga del web 2.0, non pu&ograve; essere che la pi&ugrave; contemplativa, la pi&ugrave; orientaleggiante, la pi&ugrave; meditativa, con le sue visioni distaccate e piacevolmente nostalgiche, con le sue estasi in cui tutto sembra risplendere, ogni immagine acquisire diversi e nello stesso pi&ugrave; definiti contorni, ogni suono avere mille echi purissimi&#8230; l&#39;oppio.</p>
<p>Cos&igrave; &egrave; il web 2.0, con le sue promesse di eternit&agrave; pura e divina.</p>
<p> Come nella pubblicit&agrave; televisiva<em> </em><em>Eternity by Calvin Kein</em> per intendersi&#8230; </p>
<p>E siccome, come dicono i francesi, &quot;tout se tient&quot; (tutto ha un nesso), oppio e web si ritrovano. Come?</p>
<p>Cos&igrave;: per il suo visionario progetto <a href="http://www.xanadu.net" target="_blank" title="Internet alle origini">Xanadu</a> (1960!), il vero antesignano dell&#39;Ipertesto, dunque del Web, Ted Nelson, si era ispirato ad un poema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Taylor_Coleridge" target="_blank" title="Coleridge e l&#39;oppio">Samuel T. Coleridge</a>, che guarda caso aveva scritto dopo aver preso (come d&#39;abitudine) dell&#39;oppio&#8230; </p>
<p><strong><u> Kubla Khan </u></strong><em><br />  Nel </em><u>Xanadu </u><em>alza Kubla Khan <br /> dimora di delizie un duomo <br /> dove Alf, il fiume sacro, scorre <br /> per caverne vietate all&#39;uomo <br /> a un mare senza sole. <br /> Dieci miglia di fertile campagna <br /> con mura e torri furono recinte: <br /> e c&#39;era nel giardino un luccichio di rivi <br /> e l&#39;albero d&#39;incenso era fiorito <br /> e v&#39;erano foreste antiche come i clivi <br /> che abbracciavano il verde agro assolato. </p>
<p>  Ma oh! quel cupo abisso fino al fondo <br /> straziava la collina nel suo velo di cedri. <br /> Era un orrido sacro e ammaliato <br /> come alcuno ce n&#39;&egrave; sotto la luna <br /> calante ove alza gemiti una donna <br /> inquietata dal demone d&#39;amore! <br /> Dall&#39;abisso in un turbine incessante <br /> quasi il suolo rompesse in un singhiozzo, <br /> una polla irruente urgeva a tratti: <br /> fra i crosci subitanei e intermittenti, <br /> con rimbalzi di grandine o di veccia <br /> sotto il flagello di chi trebbia, ingenti <br /> macigni sussultavano e frammenti. <br /> Di l&agrave;, da quella danza irta di blocchi <br /> alto sorgeva a tratti il fiume sacro. <br /> Cinque miglia di corso vagabondo <br /> per boschi e valli il fiume percorreva, <br /> poi cadeva per grotte senza fondo <br /> tumultuoso in un oceano morto. <br /> E rauche in mezzo a quel tumulto a Kubla <br /> voce d&#39;avi annunziavano guerra! <br /> L&#39;ombra della chiara dimora <br /> fluttuava nella corrente, <br /> indistinta l&#39;eco arrivava <br /> dalle grotte e dalla sorgente. <br /> Era un raro miracolo, una casa <br /> su caverne di ghiaccio ed assolata! </p>
<p>  Una fanciulla con la cetra <br /> io vidi in sogno una volta: <br /> era una vergine abissina, <br /> su quella cetra suonava <br /> e cantava del Monte Abora. <br /> Potessi in me resuscitare <br /> quella viva armonia, quel canto <br /> tale delizia inonderebbe il sangue <br /> che a quel suono lungo e chiaro <br /> potrei inalzarlo nell&#39;aria <br /> il castello di sole! Le caverne di ghiaccio! <br /> E chi l&#39;udisse, lo vedrebbe l&agrave; <br /> e griderebbe! &quot;Mistero! Mistero!&quot; <br /> Gli occhi infuocati ed i capelli al vento! <br /> Un circolo tre volte replicate <br /> intorno a lui, chiudetegli le palpebre, <br /> poich&eacute; manna ed ambrosia ha delibate, <br /> il latte delib&ograve; del Paradiso.</em> </p>
<p>Se siete arrivati a leggere fin qui siete prorpio &quot;fatti&quot; per il Web 2.0. E oltre.</p>
<p>[mi riservo modifiche se dovessereo sopravvenire <em>illuminazioni</em>]</p>
<p>P.S: <u>non sono pazzo</u>.&nbsp;</p>
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		<title>Umiltà del byte</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 1995 13:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Do you remember multimedia?]]></category>

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		<description><![CDATA[[N.B. la data del post corrisponde alla data di scrittura di quanto segue] Sarebbe bene che l&#39;informatica, come scienza e come metodo, abbandonasse il fallimentare sogno neo-illuminista di simulare la percezione del mondo sensibile e che si rendesse cosciente che il suo compito ed il suo alto valore &#232; solo quello di tentare di organizzarne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[N.B. la data del post corrisponde alla data di scrittura di quanto segue]</em>  </p>
<p>Sarebbe bene che l&#39;informatica, come scienza e come metodo, abbandonasse il fallimentare sogno neo-illuminista di simulare la percezione del mondo sensibile e che si rendesse cosciente che il suo compito ed il suo alto valore &egrave; solo quello di tentare di organizzarne le informazioni e di crearne dei modelli, sapendo in partenza che non vi riuscir&agrave; mai completamente.</p>
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