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	<title>Voodoobytes &#187; Crudo e cotto</title>
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	<description>ovvero: un antropologo fra i bytes</description>
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		<title>Bricoleurs di tutto il mondo, unitevi!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
		<category><![CDATA[Homo Informaticus]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;La poesia del bricolage nasce anche e soprattutto dal fatto che questo non si limita a portare a termine, o ad eseguire, ma &#171;parla&#187;, non soltanto con le cose, [...], ma anche mediante le cose: raccontando attraverso le scelte che opera tra un numero limitato di possibili, il carattere e la vita del suo autore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img src="http://www.artedarrangiarsi.it/statics/images/trapano.jpg" border="0" alt="Arte d&#39;arrangiarsi" title="Arte d&#39;arrangiarsi" width="197" height="102" align="left" />&quot;La poesia del </em><strong>bricolage</strong><em> nasce anche e soprattutto dal fatto che questo non si limita a portare a termine, o ad eseguire, ma &laquo;parla&raquo;, non soltanto con le cose, [...], ma anche mediante le cose: raccontando attraverso le scelte che opera tra un numero limitato di possibili, il carattere e la vita del suo autore. Pur senza mai riuscire ad adeguare il suo progetto, il </em><strong>bricoleur</strong><em> vi mette sempre qualcosa di s&egrave;.</em>&quot;<br />    <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claude_L%C3%A9vi-Strauss" target="_parent">Claude           L&eacute;vi-Strauss</a> in &ldquo;<a href="http://www.ibs.it/code/9788851520755/l-eacute-vi-strauss-claude/pensiero-selvaggio.htmlhttp://www.ibs.it/code/9788851520755/l-eacute-vi-strauss-claude/pensiero-selvaggio.html?shp=2191" target="_parent">Il             pensiero selvaggio</a>&rdquo;</p>
<p>   Tutto nasce dalla lettura di un libro.<br />[Anzi tre, ma rimando alla pagina sul  <a href="http://www.artedarrangiarsi.it/statics/bricoleur.php">bricoleur</a> per coloro che volessero approfondire un argomento non cos&igrave; anodino e banale come sembra.]</p>
<p>  Il libro in questione &egrave; una raccolta fotografica di oggetti (con una piccola    descrizione dell&#39;origine e deli materiali utilizzati) inventati o    reinventati dall&#39;ingegno di cittadini sovietici nel periodo in cui in    U.R.S.S. era difficile procurarsi qualunque banale oggetto o    strumento di vita quotidiana. E&#39; <a href="http://www.ibs.it/code/9788876380617/arkhipov-vladimir/design-del-popolo-220.html?shop=2191" target="_parent"><em>Design      del Popolo</em></a>, di  Vladimir Archipov. Vi si trovano le soluzioni pi&ugrave; originali per pallaire alla mancanze quotidiane, da una presa elettrica ad una tanica    per la benzina, da un&#39;antenna televisiva ad un porta lampada.    Questo libro mi ha fatto rendere conto che, <em>mutatis mutandis</em> della    condizione storico-sociale, mi sentivo perfettamente partecipe allo    spirito di quei <em>bricoleurs</em> (forzati).&nbsp;</p>
<p>E mi sono reso conto che anch&#39;io potevo allestire una piccola galleria web in cui raccogliere oggetti di mia o altrui creazione, mostra permanente della micro-creativit&agrave; quotidiana, chiamamola cos&igrave;. Realizzazioni autarchiche, &#39;fatte in casa&#39;, di bricolage esperto e ragionato oppure estemporaneo, con l&#39;arte d&#39;arrangiarsi, insomma. E con un occhio all&#39;eco-compatibilit&agrave;. E cos&igrave; &egrave; nato il sito <a href="http://www.artedarrangiarsi.it" target="_blank" title="L&#39;arte di arrangiarsi">artedarrangiarsi.it</a>. <br />Oggetti impossibili, improbabili, futuribili, poco plausibili, imprescindibili, risibili, incomprensibili, sensibili, eco-compatibili appunto, irripetibili, convertibili, irresistibili, quasi indistruttibili, molto discutibili, spesso indescrivibili, anche inservibili, mobili, immobili, aeromobili, automobili, nell&#39;intento nobili, a volte ignobili e volubili, facili, difficili, riconoscibili e irriconoscibili, geniali e orribili. Oggetti costruiti o de-costruiti, separati o riparati, assemblati (poich&eacute; prima disassemblati), reinterpretati, salvati, stravolti, salvati dalle acque o dall&#39;oblio e soprattutto al di fuori del infernale circuito dell&#39;acquisto, utilizzo, gettar via, riacquisto.   Dunque, per cominciare, ne presento qui   alcuni miei e di persone a me vicine, artigiani emeriti o altri <em>bricoleurs</em> che mi hanno abituato ed addestrato a servirmi delle mani e degli attrezzi. Mi auguro e aspetto  che molti altri<em> </em>vogliano partecipare inviando le foto e le descrizioni dei loro artefatti [voce <strong><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/statics/contribuire.php">INVIARE FOTO</a></strong> del menu] e contribuire a questa galleria del design pop. </p>
<p>La galleria fotografica  &egrave; attualmente divisa nelle seguenti sezioni: </p>
<ul>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/self-made-things/">Alla bisogna, aguzzar l&#39;ingegno</a> <br />   [ove si elencano soluzioni estemporane per problemi contingenti]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/soluzioni-a-bassa-tecnologia/">Basta che funzioni!</a> <br />   [ove si guarda pi&ugrave; al lato pratico che a quello estetico]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/altri-utilizzi/">Ricicli ed altri utilizzi</a> <br />   [come riutilizzare oggetti per altri scopi da quelli originali<a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/giochi/">]</a></li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/giochi/">Bambini (s)fortunati</a> <br />    [giochi fatti in casa]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/arte-povera/">Arte povera</a> <br />  [come combinare/riutilizzare oggetti per farne oggetti d&#39;arte. O quasi]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/provvisorio-definitivo/">Il provvisorio definitivo</a> <br />   [soluzioni temporanee per l&#39;infinito]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/arredi/">Arredi Robinson Crusoe</a> <br />   [la casa in balia delle onde]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/bricoleurs/">Noi, i bricoleurs</a>! <br />   [foto dei bricoleurs al lavoro! Una galleria socio-antropologica...]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/antro-del-bricoleur/">L&#39;antro del bricoleur</a> <br />   [immagini di officine ove non vorreste entrare]</li>
<li><a href="http://www.artedarrangiarsi.it/v/progetti/">Un giorno lo far&ograve;</a> <br />    [i progetti nei cassetti, l&igrave; rimasti]</li>
</ul>
<p>Altre gallerie sono in preparazione. Sicuramente avrete oggetti che non vi sfigurerebbero. Da voi stessi concepiti, o da genitori, amici, o avi pazzoidi. Fotografateli ed inviatemeli. Il modo &egrave; pieno di geni nascosti, fieri delle loro &ldquo;invenzioni&rdquo;: <strong>artediarrangiarsi.it</strong> ne vuole essere l&#39;esposizione permante.<br /> Il sito &egrave; appena nato e <a href="mailto:info@artedarrangiarsi.it">ricevo</a> volentieri consigli e suggerimenti. Per noi bricoleurs nulla &egrave; impossibile. </p>
<p>L&#39;iscrizione non &egrave; obbligatoria.</p>
<p><em>S.M.</em></p>
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		<title>Ora i tropici son ancora più tristi.</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/claude-levi-strauss/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
		<category><![CDATA[Tam tam echoes]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#39; morto ieri, al&#39;et&#224; di 100 anni,&#160; Claude L&#233;vi-Strauss. &#34;Pochi studiosi si sono cimentati come Claude L&#233;vi-Strauss a esplorare i meccanismi nascosti della cultura. Da percorsi diversi, convergenti, ha cercato di comprendere questa grande macchina simbolica che raccoglie tutti i livelli della vita umana, della famiglia, le convinzioni religiose, opere d&#39;arte a tavola.&#34; [Le Monde, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#39; morto ieri, al&#39;et&agrave; di 100 anni,&nbsp; Claude L&eacute;vi-Strauss.</p>
<p>&quot;<em>Pochi studiosi si sono cimentati come Claude L&eacute;vi-Strauss a esplorare i meccanismi nascosti della cultura. Da percorsi diversi, convergenti, ha cercato di comprendere questa grande macchina simbolica che raccoglie tutti i livelli della vita umana, della famiglia, le convinzioni religiose, opere d&#39;arte a tavola.</em>&quot; [<a href="http://www.lemonde.fr/carnet/article/2009/11/03/l-ethnologue-claude-levi-strauss-est-mort_1262351_3382.html#ens_id=1262333" target="_blank" title="Claude L&eacute;vi-Strauss est mort">Le Monde</a>, 3 novembre 2009]</p>
<p>Se dovessi riassumere il mio percorso universitario lo farei senz&#39;altro raccontando lo stupore, la gioia e soprattutto la fatica intellettuale della lettura delle sue opere. Anche se non l&#39;ho mai conosciuto di persona lo considero il  mio maestro, quello che mi ha fatto capire che l&#39;antropologia culturale (e lo strutturalismo), &egrave; s&igrave; un metodo, ma soprattutto una scienza, o una filosofia, onnicomprensiva.&nbsp;</p>
<p> Se sono quello che sono,&nbsp; se penso come penso, nel bene o nel male, lo devo in gran parte anche a lui.</p>
<p>Ho sempre pensato alla cultura come un set di attrezzi (martelli, cacciaviti, pinze, saldatori, trapani, levigatrici, ecc.) per capire il mondo ed interagire al meglio con esso, come &quot;grimaldelli&quot;, appuntio, per scardinarne i misteri e cercare un po&#39; di ordine e luce nel caos. </p>
<p>Ecco, Claude L&eacute;vi-Strauss, mi (presuntuosamente uso il &quot;mi&quot;) ha lasciato un atelier completo di questi strumenti, alcuni di evidente e facile utilizzo, altri molto complicati (quali l&#39;interpretazione dei miti).</p>
<p>Non posso che pensare di essere un uomo fortunato ad aver ereditato tutto ci&ograve;. </p>
<p>Merci Claude. Bon voyage. </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Arbeit macht zufriden (il lavoro rende felici)</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/arbeit-macht-zufriden-il-lavoro-rende-felici/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 07:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Parafraso il terribile motto concentrazionario perch&#232; ho visto su una rivista francese una pagina pubblicitaria (che riporto parzialmente accanto). E&#39; della societ&#224; Singcity che propone i suoi servizi per &#34;rinsaldare le &#233;quipes aziendali grazie ad originali animazioni&#34; con un &#34;ventaglio di attivit&#224; di team building e animazioni su misura: registrazioni di canzoni in studio, corali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/oubliez-la-crise.jpg" border="0" alt="Canta che ti passa" title="Canta che ti passa" width="402" height="295" align="left" />Parafraso il terribile motto concentrazionario perch&egrave; ho visto su una rivista francese una pagina pubblicitaria (che riporto parzialmente accanto).</p>
<p>E&#39; della societ&agrave; <a href="http://www.singcity.fr/services/entreprises.html" target="_blank" title="Canta che te passa">Singcity</a> che propone i suoi servizi per &quot;<em>rinsaldare le &eacute;quipes aziendali grazie ad originali animazioni</em>&quot; con un &quot;<em>ventaglio di attivit&agrave; di team building e animazioni su misura: registrazioni di canzoni in studio, corali e concerti aziendali, allestimento di commedie musicali e tante altre idee!</em>&quot;</p>
<p>Questa societ&agrave; ha fatto suo il detto che &quot;non esistono problemi, ma solo opportunit&agrave;&quot;. C&#39;&egrave; la crisi? Comprate i nostri servizi, vi facciamo cantare i dipendenti, che cos&igrave; son pi&ugrave; allegri (mentre voi dirigenti pensate a quanti licenziarne, mobilitarne, cassintegrarne&#8230;)</p>
<p>(Sia detto per inciso: qui ho preso spunto da una societ&agrave; francese, ma ovviamente societ&agrave; che offrono servizi del genere esistono anche in Italia e nel mondo, basta una semplice ricerca Google per trovarne a bizzeffe). </p>
<p>&quot;<em>Volete ricompensare i vostri dipendenti in maniera originale o proporgli attivit&agrave; ludiche inedite? [...] Mettete in evidenza il talento dei vostri impiegati e decomplessate i pi&ugrave; riservati in scena o in studio. Siete alla ricerca di strumenti originali per lavorare sulla comunicazione attraverso la voce, il parlare in pubblico, l&#39;espressione corporale e vocale?&quot;</em></p>
<p>Come sono fortunato, mi son subito detto. Lavoro in proprio. Non passer&ograve; mai pi&ugrave; (spero) da situazioni del genere. Non vorrei proprio trovarmi ad essere dipendente di un&#39;azienda, vieppi&ugrave; se in crisi, che crede bene di motivarmi facendomi cantare e zompettare davanti ai colleghi sotto la sferza di sorridenti, ma inflessibili comportamentisti. </p>
<p>Lo dico con cognizione di causa perch&egrave; in un altra vita ci sono passato anch&#39;io da iniziative aziendali del genere. Alle quali ho partecipato, quasi sempre &quot;obtorto collo&quot; (dunque facendomi odiare dalla direzione). Qualche esempio: </p>
<ul>
<li><u>fine settimana aziendali</u>, in cui &quot;<em>alles zusammen</em>&quot; (tutti insieme, m&#39;&egrave; presa sul tedesco oggi), si rifletteva sul &quot;chi siamo e dove andiamo&quot;, rovinando cos&igrave; il riposo settimanale di tutti i dipendenti. La partecipazione era ovviamente facoltativa, ma guai a non aderire. Ricordo con piacere solo l&#39;intervento di un dirigente, fedelissimo all&#39;azienda, ma sempre un po&#39; stravagante (sublimava cos&igrave; l&#39;obbedienza incondizionata), che invece del soltito discorsino su i valori, la <em>mission</em>, la <em>vision</em>, i risultati dell&#39;azienda e il &#39;volemose bene&#39; di routine lesse inaspettatamente un brano di un giallo di Agatha Christie (o era Ellery Queen?) concludendo con un rapido e criptico raffronto con la nostra situazione. </li>
<li><u>stages di motivazione e di estrinsecazione (e valutazione) della personalit&agrave;</u>, tenuti da uno svizzero, il che gi&agrave; mi puzzava, sia detto senza offesa ai vicini elvetici, anche perch&egrave; sembrava proprio il <a href="http://it.youtube.com/watch?v=bYhT544ij4A&amp;feature=related" target="_blank" title="Professor Kranz">Professor Kranz </a>(&quot;<em>t&ograve;fina che fiene voi adesso!</em>&quot;) di fantozziana memoria. Ci obbligava a improvvisare performance, scatenando traumi terribili ai timidi (che come tali venivano diligentementi schedati come poco reattivi ed inadatti a ruoli pi&ugrave; elevati) e in cui venivamo invitati a sputtanarci pubblicamente l&#39;un l&#39;altro&#8230;</li>
<li><u>corsi di time management</u>, ovvero tre giorni tutti in aula a imparare come usare un agendina. Si avete capito bene, un&#39; agendina, venduta profumatamente, corso incluso, <img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/daruma.jpg" border="0" alt="Daruma" title="Daruma" width="164" height="174" align="left" /> all&#39;azienda, per tutti i dipendenti, circa 300, ma se ben ricordo&nbsp; con contributi della Comunit&agrave; Europea. <br />Se avessimo usato questa agendina, saremmo stati tutti pi&ugrave; organizzati, efficienti, produttivi (ovviamente) e dunque pi&ugrave; felici. <br />E il tutor ci elargiva perle motivazionali del tipo: &quot;<em>Di tanto in tanto, la mattina mettete la sveglia un&#39;ora </em>(!!!)<em> prima e fate l&#39;amore con il vostro partner.</em> (ma di che cavolo si immischia, pensai subito). <em>Ne sar&agrave; piacevolmente sorpeso e voi affronterete pi&ugrave; tonici e rilassati la giornata!&quot;</em> (e se il partner si girava dall&#39;altra parte con un bel <strong>vaffa</strong>, come avremmo affrontato la giornata?)<br />E abbiamo appreso anche ad usare anche una sorta di bambolottino con gli occhi bianchi, senza pupille, un po&#39; inquietante. Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daruma#Gestione_del_tempo" target="_blank" title="I darum ed il time management">Daruma</a>, strumento di una tecnica ispirata alla tradizione giapponese volta a focalizzarci sugli obiettivi. Si teneva &#39;sto coso sulla scrivania (chi l&#39;aveva) ed il suo sguardo vuoto doveva essere un continuo monito alle cose che avremmo dovuto fare e non avevamo ancora fatto. Ad ogni passo in avanti nel completamento dei compiti che ci eravamo imposti si poteva (doveva) disegnare una pupilla, poi l&#39;altra, per ottenere un pupazzo con un fiero sguardo a significarci la soddisfazione del Daruma per il raggiungimento del nostro obiettivo. Per qualche mese i dipendenti pi&ugrave; zelanti sfoggiavano agendina e pupazzetti, poi a poco a poco son finiti nei cassetti pi&ugrave; bassi delle scrivanie ed ognuno &egrave; tornato ai suoi vecchi disorganizzatissimi sistemi.&nbsp; </li>
</ul>
<p>Come dicevo, un lontano passato.</p>
<p>Ma cantare, propongono ancora (canta che ti passa), anche se va tutto a scatafascio. Mi verrebbe in mente un paragone terribile (per continuare nella serie <span style="font-style: italic">Arbeit macht&#8230;</span>), ma non lo voglio fare. Per decenza e prudenza, non si sa mai.</p>
<p>Preferisco una litote icastica: l&#39; orchestrina di bordo deve continuare a suonare per tranquillizzare i passeggeri mentre la nave ha gi&agrave; urtato l&#39;iceberg&#8230;</p>
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		<title>Il suono di un click</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 14:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Perch&#232;, perch&#232; dolorosamente mi chiedo, quando ho fretta, se ho bisogno di un informazione rapida: clicco l&#39;icona sbagliata. E mai che clicchi sul Calcolatore o il Notepad, applicazioni veloci ad aprire, o un file .TXT di 11 bytes, ma sempre su Fireworks, Adobe Illustrator o un PDF da 18 mega&#8230; (per inciso perch&#232; non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perch&egrave;, perch&egrave; dolorosamente mi chiedo, quando ho fretta, se ho bisogno di un informazione rapida:</p>
<ol>
<li>clicco l&#39;icona sbagliata. E mai che clicchi sul Calcolatore o il Notepad, applicazioni veloci ad aprire, o un file .TXT di 11 bytes, ma sempre su Fireworks, Adobe Illustrator o un PDF da 18 mega&#8230; (per inciso perch&egrave; non si pu&ograve; abortire il lancio di un&#39;applicazione? Su Mac si pu&ograve; fare? Su Linux?)</li>
<li>parte lo scanning dell&#39;antivirus su tutti gli hard disk (e ce n&#39;ho 4!) che rallenta ogni operazione&#8230;</li>
<li>parte l&#39;aggiornamento di Windows XP che mi chiede ossessivamente &quot;fammi ripartire, fammi ripartire&quot; </li>
<li>si pianta l&#39;applicazione che mi serve o il PC, tout court.</li>
</ol>
<p>E la legge di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Murphy" target="_blank" title="Murphy">Murphy</a>, la subisci, non la guidi. Abbandonati, respira lentamente, mentre faticosamente si carica l&#39;indesiderato programma <em>monstre</em>, fai il vuoto nella mente, medita, cerca di adottare e adattare il Koan zen &quot;<a href="http://www.insiemeate.net/2006/03/09/il-suono-di-una-sola-mano/" target="_blank" title="Il suono di una mano">Il suono di una mano</a>&quot;.</p>
<p>Qual&#39;&egrave; &quot;Il suono di un click (sbagliato)&quot;?</p>
<p><font><font></font></font>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il pensiero selvaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 06:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Odio i viaggi e gli esploratori&#8230;&#34; (incipit di Tristi tropici di C. L&#233;vi-Strauss) Io bubo, bubo, (in toscano, bubare=borbottare), ma bisogna dire che qualche aspetto positivo il vivere in Francia ce l&#39;ha. Per esempi la possibilit&#224; di sentire in radio e vedere alla televisione (Arte) tutta una serie di reportages su Claude L&#233;vi-Strauss, in occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;<em>Odio i viaggi e gli esploratori&#8230;</em>&quot; (incipit di Tristi tropici di C. L&eacute;vi-Strauss)</p>
<p>Io bubo, bubo, (in toscano, bubare=borbottare), ma bisogna dire che qualche aspetto positivo il vivere in Francia ce l&#39;ha.</p>
<p>Per esempi la possibilit&agrave; di sentire in radio e vedere alla televisione (<a href="http://www.arte.tv/fr/accueil/2318176.html" target="_blank" title="Arte e L&egrave;vi-Strauss">Arte</a>) tutta una serie di reportages su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claude_L%C3%A9vi-Strauss" target="_blank" title="CLS">Claude L&eacute;vi-Strauss</a>, in occasione del suo 100&deg; compleanno (!!!) che ricorre oggi. Considero Claude l&eacute;vi-Strauss il mio maestro spirituale (vedi riquadro sotto la mia foto adolescenziale). </p>
<p>Che cose intelligenti, che balsamo per la mente sentirlo, che vita&#8230; </p>
<p>Mi avvicinai alla magnifica scienza dell&#39;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia_culturale" target="_blank" title="Antropologia culturale">antropologia culturale</a> per caso, perch&egrave; giovane matricola a Lettere e Filosofia a Roma (1977, anno topico), restai colpito dal nome della materia, mai sentita prima di allora.</p>
<p>Ma dalla casualit&agrave; si pass&ograve;, con la lettura meravigliata, sofferta e travagliata dei libri di L&eacute;vi-Strauss, alla passione che mi port&ograve; alla laurea in tal materia. E cos&igrave; ho sudato meningi e sognato di popoli lontani con il bellissimo &quot;Tristi tropici&quot;, il difficile &quot;Il crudo e il cotto&quot; o &quot;Il pensiero selvaggio&quot;,&nbsp; solo per citare quelli pi&ugrave; famosi. E le sue analisi, le sue dicotomie, la pi&ugrave; celebre quella dell&#39;opposizione tra natura e cultura, hanno contribuito alla mia formazione e al mio sguardo sul mondo (web incluso). </p>
<p>C&#39;entra poco questo con un blog che dovrebbe essere di informatica e Web? Forse&#8230; forse no&#8230; ora ve lo trovo un collegamento&#8230;</p>
<p>&#8230; la prima volta che sentii parlare di informatica fu proprio ascoltando un colloquio del mio professore di Antropologia Culturale, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Mario_Cirese" target="_blank" title="Cirese">Alberto Maria Cirese</a>, con un laureando. Io, a quel tempo, sapevo che esistevano i computer e che qualcuno gli usava, ma cos&igrave; come sapevo che esistevano i sommergibili e che qualcuno ci andava dentro, ovvero mai avuto a che fare.</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/parentela.jpg" border="0" alt="Un esempio di sistema di parentela" title="Un esempio di sistema di parentela" width="387" height="203" align="left" />Il laureando che mi precedeva nel colloquio col prof portava come tesi di laurea un programma per computer per la formalizzazione dei sistemi di parentela di non so quale popolo. (Dovete sapere che i sistemi di parentela sono la cosa pi&ugrave; complessa da descrivere. Ce ne sono di matrilocali e patrilocali, unilineari e a discendenza doppia. Il nostro, detto cognatico, a noi pare banale perch&egrave; ci siamo dentro, ma lo sapevate che appartiene ad un filone molto pi&ugrave; ampio, apparentato a quello eschimese?)</p>
<p>Comunque, informatica e antropologia! A me pareva fantascienza allora e reputavo un po&#39; matto e furbino il mio collega laureando. </p>
<p>&nbsp;Ma era la ricerca di di una soluzione al difficile progetto-sogno di L&eacute;vi-Strauss, ovvero individuare la logica sottostante a tutti i sistemi di  parentela al di l&agrave; della loro variet&agrave;, ossia la struttura invariante rispetto a  cui essi sono tutti trasformazioni. </p>
<p>Non so se ci riuscii il mio collega ed io, ignaro del destino che mi riservava la vita, presi per la mia tesi una strada pi&ugrave; classica. </p>
<p>E invece io son qui a digitare, cliccare, &quot;navigare&quot; nel web&#8230;ma son rimasto un selvaggio. </p>
<p>Buon compleanno, Monsieur Le Professeur L&eacute;vi-Strauss! Et merci.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Musica leggera, molto leggera</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 14:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>
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		<description><![CDATA[Bisogna ammetterlo: questa volta i francesi hanno fatto una cosa ganza (si direbbe in Toscana). Probabilmente la scopro in ritardo, fra i musicomani deve essere gi&#224; conosciutissima, ma io che musicomane non sono, ma pur apprezzo la musica, ne sono venuto a conoscenza solo leggendo un articolo del Nouvel Observateur, fiero di questa creazione franco-francese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna ammetterlo: questa volta i francesi hanno fatto una cosa ganza (si direbbe in Toscana). </p>
<p>Probabilmente la scopro in ritardo, fra i musicomani deve essere gi&agrave; conosciutissima, ma io che musicomane non sono, ma pur apprezzo la musica, ne sono venuto a conoscenza solo leggendo un articolo del Nouvel Observateur, fiero di questa creazione franco-francese.</p>
<p>Parlo di <a href="http://www.deezer.com/it" target="_blank" title="Deezer italiano">Deezer</a> un portale multilingua (come chiamarlo?) sul quale puoi ascoltare, sottolineo ascoltare, non scaricare, gratuitamente la musica. Cerchi in database, trovi, clicchi e la musica parte, subito. Ed &egrave; tutto <strong>legale </strong>e <strong>gratuito</strong>. </p>
<p>Ma come sono state convinte le majors discografiche a mettere a disposizione i loro cataloghi? (E si parla di milioni di titoli. 3,7 milioni per l&#39;esattezza, pari all&#39; 85% del catalogo mondiale.) </p>
<p>Semplice, sono stati convinti dai due creatori, i francesi Jonathan Bennassaya e Daniel Marhely (ovviamente meno di 50 anni in due, li p&ograve;ssino!) con questa proposta cinica e sfrontata: invece di farvi scaricare illegalmente la musica, che tanto ve la scaricano lo stesso, li volete met&agrave; degli introiti pubblicitari raccolti dal nostro sito che fa pi&ugrave; di 5 milioni di contatti??</p>
<p>E cos&igrave; uno va su Deezer e ascolta tutta la musica che vuole, compresi gli album appena usciti. E se uno si registra, non &egrave; obbligatorio, pu&ograve; creare e ritrovare la volta successiva la playlist della musica preferita. </p>
<p>Con molte altre caratteristiche di cui non sto a parlare ed alcune finezze come il fatto che se passi bruscamente da un pezzo all&#39;altro fa una dissolvenza incrociata.</p>
<p>Come &egrave; tutto molto Web 2.0 (o pi&ugrave;) tutto questo. Infatti, che bisogno c&#39;&egrave; di &quot;possedere&quot; la musica quando la puoi ascoltare?</p>
<p>Specialmente da quando non ci sono pi&ugrave; gli LP in vinile, che erano parte integrante dell&#39;opera (e spesso del suo successo), che gusto c&#39;&egrave; a detenere e intasare il proprio hard-disk con un migliaia di files audio, pur mp3 che essi sianno?</p>
<p>S&igrave; lo so, per metterla poi su Ipod (o CD) e sentirla in metropolitana. Beh, allora te la compri. E&#39; possibile anche su Deezer, tramite <a href="http://www.amazon.fr/" target="_blank" title="Amazon">Amazon </a>o <a href="http://www.apple.com/it/itunes/" target="_blank" title="Itunes">Itunes</a>. E anche questo &egrave; business leggero, leggerissimo, 2.0. I suddetti Deezer&#39;s boys (gar&ccedil;ons) ci guadagnano sulle commissioni senza oberarsi di gestioni di transazioni o-line. Infatti se c&#39;&egrave; qualcuno che gi&agrave; fa qualcosa e bene, non diventare concorrente, alleatici. Lo dicevano anche gli antichi romani. [Che li hanno battuti i Galli, checch&egrave; vogliano farci credere con Asterix.]</p>
<p>Ma tornando alla musica grazie a questo servizio mi riascolto musica sepolta dalla polvere degli anni: come in questo momento <a href="http://www.deezer.com/track/1016962" target="_blank" title="PFM">&quot;<em>E&#39; festa</em>&quot; della Premiata Forneria Marconi</a>!</p>
<p>E nella mia playlist ho gi&agrave; messo&nbsp; <a href="http://www.deezer.com/track/2240771" target="_blank" title="Eric Burdon">&quot;<em>Help me girl</em>&quot; di Eric Burdon &amp; The Animals</a>, che mi port&ograve; alla fine degli anni &#39;60 mio padre dagli States.</p>
<p>E&#39; proprio vero, <a href="http://www.deezer.com/track/115556" target="_blank" title="Dean Martin">Memories are made of this&#8230;</a> (Dean Martin)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;- p.s. due giorni dopo&nbsp;</p>
<p>Sono appunto due giorni che ho scoperto Deezer e ne sono entusiasta. Mi sto ascoltando tutta la musica che non avevo mai osato comprare, da Carmen Miranda ai Rita Mitsouko, a Gloria Esteban&#8230;&nbsp;</p>
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		<title>Slow business</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/slow-business/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 15:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ho pi&#249; volte gi&#224; scritto, io ho la fortuna di vivere e lavorare per una buona parte dell&#8217;anno in una piccola isola del Mediterraneo. Inutile specificare quale (chi sa, sa). Beh, pi&#249; che una fortuna, &#232; stata una scelta, ma questo &#232; un altro discorso&#8230; L&#236; e da l&#236; gestisco quel poco di business [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ho pi&ugrave; volte gi&agrave; scritto, io ho la fortuna di vivere e lavorare per una buona parte dell&rsquo;anno in una piccola isola del Mediterraneo. Inutile specificare quale (chi sa, sa). </p>
<p>Beh, pi&ugrave; che una fortuna, &egrave; stata una scelta, ma questo &egrave; un altro discorso&hellip;</p>
<p>L&igrave; e da l&igrave; gestisco quel poco di business che faccio. Una buona parte del mio parco-clienti (per parlare aziendalese) sono di quell&rsquo;isola e delle isole vicine.<br />Ho, mi pare, spero, una buona nomea&hellip;<br />(Una volta squilla il telefonino e sento: &ldquo;<em>Signor M.? Mi hanno parlato bene di lei&hellip;</em>&rdquo; &ndash; Brivido, non si sa mai da quelle parti&hellip;)</p>
<p>Io ci ho fatto oramai l&#39;abitudine, ma a volte penso a come reagirebbero ai tempi e ai modi isolani i miei (ex) colleghi, impregnati di efficientismo aziendale, abituati a risposte immediate, risultati in tempo reale, con credo di imprinting milanese o pseudo-tale (&ldquo;lavoro, guadagno, pago e pretendo&hellip;&rdquo;).</p>
<p>Ad esempio: quando devo riscuotere una fattura: potrei inviare una e-mail, ma allora devo essere pronto ad aspettare settimane (o mesi) prima di ottenere risposta. Generalmente &egrave; pi&ugrave; probabile che abbia risposta a voce alla mail perch&eacute; ho incontrato il destinatario dal fornaio.<br />Oppure potrei telefonare, ma la risposta sarebbe &quot;<em>Passa quando vuoi</em>&quot; dunque a quel punto tanto vale andare a trovarlo direttamente. In ogni caso se non lo facessi un po&#39; si sentirebbe offeso.</p>
<p>Quindi lo vado a cercare (meglio sarebbe dire vado in visita), ma :</p>
<ul>
<li>La prima volta non c&rsquo;&egrave;, &egrave; andato allo posta (o al porto a prendere un pacco, o sull&rsquo;isola vicina, o a pescare&hellip;)</li>
<li>La seconda volta, c&rsquo;&egrave;, ma non ha i contanti per pagarmi (la tendenza &egrave; quella di pagare in contanti, molto pi&ugrave; sicuri e tangibili degli infidi assegni, ed per il bonifico bancario (sul quale io insisto) bisogna che aspetti che lui vada sull&rsquo;isola accanto, dove c&rsquo;&egrave; una banca). Per&ograve; ti offre un giro in barca o ti porta a pescare totani o ti invita a pranzo; non puoi rifiutare e tutto il tuo planning, dopo un&rsquo;abbuffata (generalmente squisita) va a farsi benedire! (Planning, parola deliziosamente senza senso da quelle parti.)</li>
<li>La terza volta non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, ma ha lasciato detto (alla sorella, al figlio, al vicino che incontro casualmente) che i soldi o&nbsp; l&rsquo;assegno me li ha lasciati all&rsquo;agenzia di navigazione, al tabacchi, dalla cugina con un negozietto di moda&hellip; ovviamente sono chiusi (perch&eacute; sono andati a mangiare, a un matrimonio, a cogliere i capperi&hellip;).</li>
</ul>
<p>Lo stesso vale per i progetti web che sviluppo per loro: tutto avviene molto molto lentamente. E va bene cos&igrave;, anche se mi trovo a vedermi accettati preventivi di tre anni prima (che ovviamente non rispecchiano pi&ugrave; il valore del progetto) o se le foto per il sito mi vengono date con un anno di ritardo o mi arrivano per traversissime vie. (<a href="http://www.voodoobytes.info/web-zero-zero/">Vedi questo post</a>).
<p>Se poi chiedo un testo da immettere sulle pagine del loro sito mi vengono date tre righe su un fogliolino di carta: &ldquo;<em>M., pensaci tu a metterlo a posto e ad aggiungere qualcosa&hellip;</em>&rdquo; (si usa il cognome, ma con il tu)</p>
<p>Caso limite: una volta dovetti ricavare il logo di un albergo &hellip; scannerizzando la cifra ricamata sulle federe. Quel logo &egrave; ancora on-line.</p>
<p>Il bello di tutto questo &egrave; che:</p>
<ol>
<li>in tanti anni non ho mai avuto problemi di pagamenti (a parte in un caso, la pecora nera c&rsquo;&egrave; sempre). Basta avere molta pazienza.</li>
<li>mi permette di girare a lungo per l&rsquo;isola e di starci sempre di pi&ugrave; di quanto avevo preventivato.</li>
<li>relativizzo tutto: quel che prima di sbarcare dal continente mi sembrava impellente si procrastina dolcemente ad libitum&hellip; Mi fanno fare tanti chilometri, sbuffo e mi spazientisco a volte, ma io adoro i mie clienti isolani.</li>
</ol>
<p>[Dedico quanto sopra ad un mio ex-collega, che ha tutta la mia comprensione. Deve fingere di essere un uomo-azienda (deve pur mangiare), ma &quot;<a href="http://www.radioalice.org/" target="_blank" title="Radio ALice">lavora con lentezza</a>&quot; (per questo era il mio preferito) e dentro di s&eacute;, quando finalmente rimonta in macchina per tornare a casa, guarda i colleghi che ci credono e pensa: &ldquo;<em>una risata li seppellir&agrave;</em>&rdquo;. E non aspetta altro che ricominciare la sua partita a scacchi con il &quot;<a href="http://it.youtube.com/watch?v=6xhYk9PEmXA" target="_blank" title="Grace Jones - White rabbit">bianconiglio</a>&quot;]</p>
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		<title>Messaggi di errore o errori di messaggio?</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/messaggi-di-errore-o-errori-di-messaggio/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 13:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
		<category><![CDATA[e-diosincrasie]]></category>
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		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito al post precedente ho ricevuto alcune segnalazioni di messaggi inquietanti provenienti dal profondo dei chips dei computer o dai meandri della rete. Vi invito a mandarmene altri per fare un piccolo museo degli errori-orrori. Da icastic.com mi segnalano che la posta online di TopHost (per altro ottimo ed economico servizio di web hosting) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito al post precedente ho ricevuto alcune segnalazioni di messaggi inquietanti provenienti dal profondo dei chips dei computer o dai meandri della rete. Vi invito a mandarmene altri per fare un piccolo museo degli errori-orrori.</p>
<p>Da <a href="http://www.icastic.com" target="_blank" title="Icastic">icastic.com</a> mi segnalano che la posta online di <a href="http://www.tophost.it" target="_blank" title="Tophost">TopHost</a> (per altro ottimo ed economico servizio di web hosting) d&agrave; questo bellissimo messaggiol:</p>
<p><strong>&quot;Login non riuscita per qualche motivo.&quot; </strong>(Dunque non facciamola tanto lunga!)</p>
<p>E poi, continua con sufficienza, possibilista (e vagamente derisorio, nel senso, brutto scemo controlla quel che digiti!): </p>
<p><strong>&quot;Probabilmente il nome utente o la password sono errati.&quot;</strong></p>
<p>Che &egrave; una versione automatica della toscanissima risposta che diede un mio collega alla allora direttrice della <a href="http://www.bncf.it" target="_blank" title="BNCF">Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze</a> per la quale sviluppavamo un software di catalogazione e che si lamentava di un malfunzionamento.</p>
<p><strong>&quot;Oh, direttrice, se &#39;un funziona, funzioner&agrave;!&quot; </strong></p>
<p>(ergo, la smetta di scassare&#8230; venne richiamato con urgenza dall&#39;amministratore delegato della societ&agrave; per la quale lavoravamo)&nbsp;</p>
<p>Ma torniamo agli <em>e</em>-rrori: io segnalo un bel messaggio autoronico del programma (utilissimo <a href="http://www.mailwhasher.net" target="_blank" title="LAva la posta PRIMA che arrivi da te.">Mailwasher</a>) che dice:</p>
<p><img src="http://www.voodoobytes.info/myimages/cryptic-message.gif" border="0" width="362" height="139" /> </p>
<p><strong>&quot;E&#39; capitato un errore interno: messaggio di errore criptico H239 (Nota: non avete fatto nulla di male)&quot;</strong></p>
<p>Autoironico perch&egrave; gioca sulla sua stessa cripticit&agrave;, rassicurante nel dirci che non &egrave; colpa nostra, visto il panico che prende sempre in questi casi.</p>
<p>Segnalo poi una bellissima pagina di errore del sito <a href="http://www.messagenet.it" target="_blank" title="Messagenet">www.messagenet.it</a> che dice:</p>
<p><em>Oops!</em></p>
<p><em>&quot;C&#39;&egrave; stato un errore interno. Non dovrebbe succedere, ma &ndash;si sa&ndash; in questo mondo nulla &egrave; perfetto&#8230; potrebbe essere un fenomeno sporadico, e quindi ti suggeriamo di riprovare tra qualche minuto.Ma potrebbe anche esserci un problema pi&ugrave; grave. In questo caso ti chiediamo scusa.<br />Non ti preoccupare, per&ograve;! I nostri sistemisti sono gi&agrave; stati informati: telefonini stanno squillando, email stanno arrivando, e il capo (forse) sta gi&agrave; gridando&#8230;&quot;</em></p>
<p>Che &egrave; un ottimo esempio di come abbassare, facendolo sorridere, il livello di frustrazione e di rabbia di un utente di fronte ad un errore&#8230; </p>
<p>Una versione web del lavoro del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Signor_Malauss%C3%A8ne" target="_blank" title="Malauss&egrave;ne">Signor Malauss&egrave;ne </a>(Pennac) il cui unico impiego, in un grande magazzino, era quello di venire duramente rimproverato di fronte al cliente che protestava per qualcosa&#8230;</p>
<p>Dio, come sono colto!&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Questo non è un post.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 16:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
		<category><![CDATA[e-diosincrasie]]></category>
		<category><![CDATA[L'insostenibile leggerezza del byte]]></category>
		<category><![CDATA[Tam tam echoes]]></category>

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		<description><![CDATA[Rieccomi. Dopo molto tempo. C&#39;ero, ma pensavo ad altro. Stavo vagando su un sito di commercio elettronico francese, roba di hi-fi, computer, elettroqualcosa, niente di entusiasmante, la routine del cyber-shopping (pi&#249; per curiosare che per comprare vista l&#39;aria di crisi), quando in mezzo alle tante rutilanti immagini degli oggetti hi-tech offerti leggo: Ce texte n&#39;existe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rieccomi. Dopo molto tempo. C&#39;ero, ma pensavo ad altro.</p>
<p>Stavo vagando su un sito di commercio elettronico francese, roba di hi-fi, computer, elettroqualcosa, niente di entusiasmante, la routine del cyber-shopping (pi&ugrave; per curiosare che per comprare vista l&#39;aria di crisi), quando in mezzo alle tante rutilanti immagini degli oggetti hi-tech offerti leggo:</p>
<p><strong>Ce texte n&#39;existe pas</strong> </p>
<p>(questo testo non esiste)</p>
<p><img src="http://cours.funoc.be/essentiel/article/img151/magritte.jpg" border="0" alt="Magritte" title="Magritte" width="400" height="295" align="right" />Resto basito, stupito, ammutolito (non &egrave; vero ero gi&agrave; muto, non parlo quando navigo nel web), rimango scimunito a fissare questo piccolo testo autoreferenziale e autonihilista. Si nega nel momento in cui si afferma. O il contrario, fate voi.</p>
<p>Mi viene in mente il famoso quadro <em><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/La_Trahison_des_images" target="_blank" title="La trahison des images (in francese)">La trahison des images</a></em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Magritte" target="_blank" title="Magritte su Wikipedia">Magritte </a>che riproduco qui accanto . </p>
<p>E mi chiedo: perch&egrave; questa frase sibillina, intrigante, inaspettata, fuorviante, magnetica esposta all&#39;internauta? </p>
<p>Un improvviso estemporaneo momentaneo impulso poetico del povero disegnatore di pagine di questo sito, costretto ogni giorno a reimpostarle con nuovi prodotti?</p>
<p>Un errore di query con un messaggio di errore di ammiccante ambiguit&agrave;?&nbsp;</p>
<p>Non lo sapro mai, perch&egrave; &egrave; apparso un attimo, poi ho cambiato pagina, quasi per pudore d fronte a questo atto di rivolta dadaista (di un umano o di un server, poco importa) o forse per paura di essere attirato in quel buchino nero di non esistenza.</p>
<p>Quando, ripreso il fiato della sorpresa e l&#39;intelletto, svagato dalla meraviglia, ho voluto ritrovarlo non c&#39;era pi&ugrave;. Quel testo non esiteva pi&ugrave;, davvero, come aveva annunciato. </p>
<p>Un attimo di poesia (o follia, che con la prima divinamente confina), uno stordimento, uno straniamento (R. Jakobson), un sensuale tentennamento, un sibillino impedimento, <a href="http://web.dsc.unibo.it/~giovenco/ig/FILG.HTM" target="_blank" title="Magritte e i filosofi">un filosofico sragionamento</a>, un pericoloso (ma quanto attraente) scivolamento nel non-sense, o che dir si voglia un olimpico annegamento del senso, <em>un derapage semantique</em> (sito francese &egrave;).</p>
<p>Un granello di imperfezione nell&#39;ostrica di una pagina web che ha generato, probabilmente per un attimo, forse solo per me, un&#39; incantevole perla. </p>
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		<title>Elettro-bufale ambientaliste</title>
		<link>http://www.voodoobytes.info/elettro-bufale-ambientaliste/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 11:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voodoobytesman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crudo e cotto]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli amici di Gransassonews.it mi segnalano e chiedono lumi su Neroogle (mi secca un po&#39; linkare questo sito, ma netiquette oblige&#8230;) . Volevo inizialmente (vedi oltre) credere alla buona fede di coloro che hanno creato tale iniziativa ambientalista. Infatti sostengono che utilizzando Google con sfondo nero si risparmierebbero milioni di watt di energia e dunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli amici di <a href="http://www.gransassonews.it" target="_blank" title="Gransasso news">Gransassonews.it</a> mi segnalano e chiedono lumi su <a href="http://www.nerooogle.com/" target="_blank" title="Nero che?">Neroogle</a> (mi secca un po&#39; linkare questo sito, ma netiquette oblige&#8230;) .</p>
<p style="background-color: #000000"><font color="#ffffff">Volevo inizialmente (vedi oltre) credere alla buona fede di coloro che hanno creato tale iniziativa ambientalista. Infatti sostengono che utilizzando Google con sfondo nero si risparmierebbero milioni di watt di energia e dunque si preserverebbe il pianeta dall&#39;inquinamento. Mhm&#8230; idea apparentemente buona, ma come al solito faccio qualche ricerca (con Google, a sfondo bianco) e vengono confermate le mie ciniche perplessit&agrave;.&nbsp;</font></p>
<p>Oltre al fatto di essersi appropriati, come alcuni hanno giustamente osservato, di un logo non loro, hanno riflettuto costoro che sugli schermi LCD, che pare siano ora il 75% del mercato), uno sfondo nero non risparmia un fico secco? <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2007/07/nerooogle-e-soci-promettono-risparmio.html" target="_blank" title="Attivissimo">Leggete quanto dice</a>, fra tanti altri, il solito ottimo blog anti-bufala di Paolo Attivissimo&#8230;</p>
<p>Ma non ero proprio sicuro che tale iniziativa (per altro non originale perch&egrave; ce n&#39; erano gi&agrave; state di analoghe) fosse cos&igrave; benevola e disinteressata. No, per niente sicuro, mi puzzava. </p>
<p>Ho fatto una semplice prova, ho cercato qualcosa con tale black site e cosa ho trovato in testa alle ricerche? Link sponsorizzati Google!!! Elementare Watson!</p>
<p>Ovvero un facile modo di guadagno per i gestori del sito. Che hanno approfittato della buona fede (e della ingenuit&agrave;) del popolo web.</p>
<p>E che hanno creato un cospicuo scambio di mail, chiamate Skype, post sui blog (incluso questo), visite al loro sito (!) aumentando cos&igrave; l&#39;entropia del cyber-universo ed il consumo di watt&#8230; (Di cui mi ero gi&agrave; occupato in <a href="http://www.voodoobytes.info/mondo-virtuale-inquinamento-reale/" title="Consumo web">questo articolo</a>)</p>
<p>Se proprio volevano farci risparmiare elettricit&agrave; era senz&#39;altro meglio se quel giorno, invece di dare inizio allo sviluppo della loro genialata non del tutto in buona fede, spengevano il computer&nbsp; e andavano a farsi una bella passeggiata (o altro), con la speranza che dimenticassero per sempre la loro idea. </p>
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