Acufeni
ottobre 30th, 2009 by Voodoobytesman
"Per acufene (tinnitus in latino e inglese) si intende quel disturbo costituito da rumori che, sotto diversa forma (fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni ecc.) vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o, in generale, nella testa, e che possono risultare fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita di chi ne soffre. Si originano all'interno dell'apparato uditivo ma, alla loro prima comparsa vengono illusoriamente percepiti come suoni provenienti dall'ambiente esterno." (fonte Wikipedia, acufene)
Sentendo ronzare tutto intorno a me nuovi mezzi di comunicazione, ognuno ibridato con altri, telefonini che fanno foto e video, si connettono ad Internet e mandano mail, MMS, SMS, macchine fotografiche con gps, gps con lettore mp3 e interfacciati con radio FM, bluetooth, wi-fi, piattaforme sociali (?) come Twitter, Facebook, ecco, in mezzo a questo polverone di comunicazione, ove non solo le macchine comunicano, il che sarebbe il meno, ma ci si mettono anche gli umani, io penso.
Penso che la quantità di informazione (chiamamola Qi) possibile nell'universo mondo cresce, ma abbastanza lentamente.
Ma, penso ancora, gli umani aumentano (chiamaoli U) molto più velocemente e soprattutto aumentano iperbolicamente i mezzi di comunicazione a loro disposizione (chiamamoli Mc), moltiplicandone le potenzialità di aprire canali comunicativi in cui passerà ovviamente sempre meno informazione.
Se si applica questa semplice e del tutto empirica formula si vedrà come la quantità di informazione veicolata da ogni comunicazione deve tendere per forza verso lo ZERO. Ed è quello che noto quotidianamente e volevo dimostrare.
Basta un viaggio in treno, obbligato ad ascoltare le conversazioni degli altri passeggeri, basta sbirciare su Facebook o Twitter che la prova empirica dell'equazione di cui sopra è data.
E naturalmente in questa frenetica entropia semiotica mi ci metto anche io. Con questo post.
Che si autodistruggerà fra 30 secondi.